12 condanne, ma il delinquente macedone rimane in Svizzera!

Come da copione: i legulei multikulti del TF non vogliono espellere nessuno!

 

Il popolo ha deciso l’espulsione dei delinquenti stranieri. Ma i giudici del triciclo se ne impipano

Prosegue ed assume contorni sempre più inquietanti il golpe dei giudici del triciclo PLR-PPD-P$$ contro il popolo svizzero che ha deciso l’espulsione dei delinquenti stranieri.

L’ultima sentenza emanata al proposito dai legulei del Tribunale federale (TF) polverizza ogni decenza. Lorsignori hanno infatti deciso che un cittadino macedone 34enne potrà continuare a rimanere in Svizzera malgrado tra inizio 2003 e metà 2014 abbia collezionato qualcosa come 12 condanne, in particolare per furti e guida senza patente. In media una condanna all’anno. Come se non bastasse, il galantuomo “non patrizio” è pure un pufatt, avendo accumulato 73mila Fr di debiti. Però, secondo gli azzeccagarbugli multikulti, il macedone sarebbe “ben integrato”. Qui qualcuno è fuori come un davanzale. 12 condanne in 12 anni e puff a go-go, eppure lo straniero sarebbe “integrato”? Cosa deve allora fare un migrante perché i giudici multikulti e spalancatori di frontiere si degnino di considerarlo “non integrato”?

 L’arrampicata sui vetri

Emblematica è soprattutto l’arrampicata sui vetri con cui i giudici di Mon Repos tentano di giustificare l’ingiustificabile, ovvero la mancata espulsione. Nessuna delle numerose condanne cumulate dal 34enne “ha superato l’anno di detenzione, ciò che in base alla Legge sugli stranieri avrebbe giustificato l’espulsione”. Ecco perché dicevamo che la “nuova” legge sugli stranieri, quella che prometteva di concretizzare la decisione popolare sulle espulsioni, è una ciofeca. Grazie alla giustizia buonista, prima di venire condannati a più di un anno di carcere bisogna aver perpetrato una strage o giù di lì. Lo straniero che invece continua a commettere reati su reati che portano a condanne inferiori ad un anno nell’hotel Stampa, rimane allegramente in Svizzera – magari mantenuto dal solito sfigato contribuente – e viene addirittura giudicato “integrato”.  Se poi pensiamo che con tutta probabilità, il 34enne pluridelinquente macedone, in quanto pufatt, ha beneficiato del gratuito patrocinio, ovvero del patrocinio pagato dal contribuente, il bel quadretto è completo.

Ricordiamoci infine che la sentenza del TF fa giurisprudenza.

Morale della favola

Tirando quindi le somme: i galoppini della partitocrazia che quest’ultima ha piazzato nei tribunali – perché come funziona l’elezione dei magistrati l’ha capito anche il Gigi di Viganello: funziona con la stessa logica del mercato delle vacche: io do una cadrega a te e tu dai una cadrega a me – fanno di tutto e di più per impedire l’espulsione dei delinquenti stranieri. Sicché già adesso, invece delle 4000 espulsioni all’anno che erano state ipocritamente promesse prima della votazione popolare sull’iniziativa d’attuazione (febbraio 2016) , ce ne troviamo 400: ovvero un decimo. I balivi di Bruxelles, tramite lo sconcio accordo quadro istituzionale, pretenderebbero di imporci, in casa nostra, l’applicazione delle direttive sulla cittadinanza dell’UE. Ciò significa che di fatto non potremmo espellere più nessun cittadino comunitario.  Ed i camerieri bernesi di Bruxelles sbavano per firmare quanto prima anche questo ennesimo accordo-capestro.

Ecco come la casta PLR-PPD-P$ azzera le decisioni del popolo e ci costringe a tenerci in casa tutti i delinquenti stranieri, che arrivano in Svizzera grazie alla politica d’immigrazione scriteriata voluta sempre dalla casta.

Come sia possibile, stando così le cose, che i cittadini alle elezioni continuino a votare per il triciclo PLR-PPD-P$$, rimane un mistero impenetrabile.

Lorenzo Quadri