A Berna le casse scoppiano!

Conti pubblici in attivo di 5.7 miliardi mentre ai cittadini si fa tirare la cinghia? 

Intanto lo sconcio accordo quadro istituzionale, che il triciclo PLR-PPD-P$$ sogna di farci sottoscrivere, avrà costi spropositati per il nostro Stato sociale. E nüm a pagum! 

Come a livello cantonale, così anche a livello federale, le casse pubbliche scoppiano di soldi!

Ed infatti, ma tu guarda i casi della vita, nell’anno di disgrazia 2018 il Consuntivo della Confederella chiude con una bella eccedenza di 5.7 miliardi di franchetti. Inferiore a quella del 2017, anno in cui gli utili furono addirittura sopra gli 8 miliardi (come se fosse normale una cosa del genere!) ma comunque una cifra enorme. Il ribasso rispetto all’anno precedente, ci tengono a far sapere i burocrati bernesi, è dovuto al buco di 1.3 miliardi a carico delle assicurazioni sociali. Mentre nel 2017 il settore aveva archiviato l’esercizio con un utile di 2.6 miliardi.

Casse piene, tasche vuote?

Ecco quindi che lo scenario si ripete: forzieri statali ricolmi, tasche del contribuente vuote! Non solo, ma i nuovi balzelli continuano ad aumentare. Specie ai danni dei soliti sfigati automobilisti. Ormai nei sovradimensionati e sovrappopolati uffici del Dipartimento ex Doris, ora Simonetta, sembra lavorino a tempo pieno per studiare nuovi sistemi di criminalizzazione&mungitura di chi ha bisogno dell’automobile per lavorare. Vedi il nuovo scellerato programma che prevede benzina più cara, parcheggi più cari, più controlli di velocità e più severi, e avanti così: e tutto sotto il politikamente korrettissimo pretesto di potenziare il trasporto pubblico!.

E, come se non bastasse, la partitocrazia continua a montare la panna sulle presunte casse vuote dell’AVS per sdoganare aumenti dell’età di pensionamento ed amenità assortite.

Bene, visto che i soldi ci sono anche a Berna, dove si passa da un avanzo miliardario all’altro, è ora di piantarla di strillare “al lupo” sulla situazione dell’AVS! Ed è anche ora di piantarla con i tagli sociali sul groppone degli svizzeri – sottolineiamo: svizzeri – in difficoltà!

Eccedenze… per cosa?

Non ci vuole molta fantasia per immaginare che i $inistrati vorranno utilizzare le eccedenze federali per mantenere migranti. O per fare regali all’estero. In effetti i tamberla dell’OCSE stanno già rampognando gli svizzerotti (un caso che questo accada proprio ora?) poiché questi ultimi non starebbero investendo (?) in aiuti allo sviluppo lo 0.5% del Reddito nazionale lordo ma, per il periodo 2017 – 2020, “solo” lo 0.48%. C’è di più: i signori di cui sopra se ne sono pure usciti a dire che gli svizzerotti non si possono permettere di finalizzare gli aiuti allo sviluppo al contenimento dell’immigrazione clandestina. Ah beh, e allora a che scopo dovrebbero versarli? A puro titolo di regalo?

Eh no, cari $inistrati: col fischio che aumentiamo gli aiuti all’estero! Gli utili della Confederazione li usiamo per l’AVS, e magari pure per ridurre i premi dell’assicurazione malattia!

Gli aiuti all’estero, come pure la spesa per l’asilo, vanno invece decurtati drasticamente: prima bisogna aiutare gli svizzeri in difficoltà; poi, semmai, gli altri! Non ci pare un concetto poi così difficile da capire.

Due domandine

Inoltre, per la serie “a pensar male si commette peccato ma ci si azzecca quasi sempre”, due domandine facili-facili:

  • Perché la Confederella continua a cumulare tesoretti? Non sarà perché la partitocrazia PLR-PPD-P$$ vuole sottoscrivere lo sconcio accordo quadro istituzionale? Il quale accordo ci costringerà a) a versare regolarmente contributi di coesione miliardari a Bruxelles senza poter fare un cip e b) ad adottare la direttiva UE sulla cittadinanza, a seguito della quale tutti i cittadini comunitari, anche senza avere un lavoro, potranno arrivare in Svizzera e mettersi a carico del nostro stato sociale? In altre parole: ci stiamo forse preparando a mantenere tutti?
  • Come mai, quando si tratta di svizzeri in difficoltà, il mantra della casta è sempre quello che bisogna tirare la cinghia per risanare i conti pubblici e blablabla, mentre invece quando si tratta di regalare all’estero i soldi dei cittadini (vedi ad esempio la marchetta da 1.3 miliardi di Fr all’UE “per oliare”), o quando c’è da sottoscrivere lo sconcio accordo quadro istituzionale che svuoterà le casse del nostro Stato sociale,i soldi si trovano sempre? Austerità a senso unico? Economie a geometria variabile?

Lorenzo Quadri