Accordo quadro istituzionale È già lavaggio del cervello!

La casta spalancatrice di frontiere mobilita i soldatini e pubblica sondaggi taroccati

 

La casta spalancatrice di frontiere insiste: bisogna calare le braghe con l’UE e firmare lo sconcio accordo quadro istituzionale! Occorre  svendere la Svizzera perché  tale è l’interesse delle nostre saccocce! Sovranità nazionale? Diritti popolari? Autodeterminazione? E soprattutto: tutela dei lavoratori? Chissenefrega! Conta solo il nostro borsello! Sì all’immigrazione sfrenata per sostituire gli svizzeri con stranieri a basso costo!

Telecomandati da Bruxelles

Ricordiamo per l’ennesima volta: con l’accordo quadro, la Svizzera sarebbe costretta a farsi dettare legge dagli eurobalivi in svariati ambiti importanti. Prima vittima sarebbero le misure accompagnatorie alla devastante libera circolazione: a Bruxelles infatti le vedono come il fumo negli occhi. Non solo i funzionarietti di Bruxelles ci calerebbero dall’alto le loro leggi, ma ci imporrebbero pure i giudici stranieri. E dire che  il Patto del Grütli è nato anche e soprattutto contro i giudici stranieri… qui si sta svendendo l’essenza stessa della Svizzera.

Già a livelli di guardia

Il lavaggio del cervello messo in atto dalla casta a sostegno dell’accordo quadro sta raggiungendo i livelli di guardia. Ed il peggio deve ancora arrivare. Solo in questi giorni abbiamo visto:

  • “Fake news” a tutto spiano sulle “linee rosse”: prima i camerieri bernesi dell’UE si inventano sussulti d’orgoglio sulle presunte barriere invalicabili; sulle cosiddette “linee rosse” appunto. Nel cui ambito rientrerebbero le famose misure accompagnatorie alla devastante libera circolazione delle persone. Poi, arriva il contrordine compagni: in realtà si può trattare. In seguito, nuova smentita: no, non si tratta. Però chiediamo ai partner sociali ed ai Cantoni se si potrebbe trattare. E’ quindi evidente che a) non esiste nessuna “linea rossa”, poiché quelle indicate come tali in realtà sono negoziabili; e nella pratica bernese “negoziabile” equivale a “svendibile” e b) le braghe elvetiche si abbassano sempre di più.
  • Le grandi imprese che lucrano sulle frontiere spalancate e sulla manodopera straniera a basso costo, rappresentate da Economiesuisse, sono favorevoli all’accordo quadro. Chiaro: qui c’è gente dalle saccocce ringonfie che, non avendone mai abbastanza, vorrebbe farcirle ancora di più. E che della Svizzera e degli svizzeri – alla faccia di quel “suisse” inserito come specchietto per le allodole nel nome dell’associazione mantello – se ne impipa. Si tratta degli ambienti della destra economica targata A tali ambienti si aggancia anche il famigerato Think Tank (“serbatoio di pensiero) AvenirSuisse. Quello che vorrebbe rottamare i diritti popolari perché il popolazzo becero vota sbagliato, e quindi non deve poter decidere. Quindi questa è semplice propaganda pro-frontiere spalancate della casta.
  • Sondaggio farlocco secondo cui il “gradimento” dell’accordo quadro istituzionale sarebbe in aumento tra la popolazione. Certo, come no! Questi sondaggi hanno lo stesso valore delle statistiche della SECO sulla disoccupazione. Ossia nessuno. Sono taroccati ad arte per farsi dire quello che il committente vuole sentirsi dire. In questo caso il committente è il gruppo Tamedia. Quindi stiamo parlando, ancora una volta, dei “poteri forti”. Della casta di cui al punto precedente. Quella che vuole la manodopera straniera a basso costo per “massimizzare i propri profitti” sulle spalle dei lavoratori. Il gruppo Tamedia è peraltro quello che sta chiudendo testate e licenziando dipendenti a go-go. E questi vorrebbero venirci a raccontare che lo sconcio accordo quadro istituzionale sarebbe nell’interesse della gente svizzera? Scusate ma ci scappa da ridere!
  • La gauche-caviar sbrodola per l’accordo quadro. Chiaro: costoro vorrebbero l’adesione all’UE, figuriamoci se non gli va bene di sottoscrivere l’ennesimo trattato-capestro che mira esplicitamente a trasformarci in una colonia di Bruxelles. Poi però i $inistrati con i piedi al caldo hanno ancora il coraggio di blaterare di “protezione dei salari e dei lavoratori”. Quei salari e quei lavoratori che loro stessi hanno distrutto. Perché “bisogna aprirsi” e perché più invasione di frontalieri c’è, e più caos si genera sul mercato del  lavoro, più i $indakati ro$$i che tengono in ostaggio il P$$ s’ingrassano.
  • Incredibili pippe mentali sulla “certezza del diritto”. Qui è proprio il mondo che gira al contrario. I balivi UE vorrebbero imporci le loro leggi. Il che significa rottamare le nostre, ivi comprese quelle che nascono da votazioni popolari. E i camerieri dell’UE vengono a blaterare di “certezza del diritto”? L’accordo quadro istituzionale porta proprio il contrario della certezza del diritto. L’unica certezza che fornisce, è quella della sudditanza da Bruxelles.

Ci stanno ancora ricattando

Morale della favola: è ora di piantarla di raccontare fregnacce per giustificare l’ingiustificabile. La realtà è che, con l’accordo quadro, gli eurobalivi ci stanno di nuovo ricattando. Ricattano noi, perché sanno che gli svizzerotti fessi calano le braghe terrorizzati all’idea che una qualsiasi resistenza possa nuocere ai “sacri ed intoccabili” accordi bilaterali. E, non contenti di ricattarci, i funzionarietti dell’UE pretendono pure che gli regaliamo 1,3 miliardi di Fr di contributo di coesione. E noi stiamo ancora a dargli retta? Ma finiamola una buona volta con questa politica dell’inchino perpetuo a 90 gradi!

NO all’accordo quadro istituzionale – alla faccia dell’establishment, dei suoi tentativi di lavaggio del cervello, e dei suoi sondaggi farlocchi – e avanti con lo SWISSEXIT! Traduzione: invece di sottoscrivere nuovi trattati con l’UE cominciamo a disdire qualcuno di quelli esistenti.

Lorenzo Quadri