Accordo quadro istituzionale: Stop al lavaggio del cervello!

Questo sconcio trattato-capestro non sarà mai nell’interesse della Svizzera!

E dàgli col lavaggio del cervello a sostegno dello sconcio accordo quadro istituzionale, quello che ci imporrebbe le leggi ed i giudici stranieri! Adesso ci tocca pure sentire il  responsabile dei negoziati con l’UE Roberto Balzaretti insistere ad oltranza con il mantra (balle della casta!) che  sarebbe “nell’interesse della Svizzera” (?) concludere l’ accordo quadro istituzionale con i balivi di Bruxelles e che “è ancora possibile una buona soluzione”. Poiché di queste panzane da burocrati ne abbiamo ampiamente piene le scuffie, è bene chiarire una cosa, ed  in via definitiva. Di “buoni” accordi quadro con l’UE non ne esistono!L’unico accordo “buono” con gli eurofalliti è nessun accordo!

Il Diktat disarmista

I funzionarietti di Bruxelles, tramite questi trattati-capestro, pretendono infatti di comandare in casa nostra. Di imporci le loro regole. Di gettare nel water le nostre leggi ed anche le nostre votazioni popolari. Basta vedere il Diktat UE contro le armi dei cittadini onesti: è clamorosamente contrario alle nostre leggi, alle nostre tradizioni, alla nostra volontà popolare. Inoltre, visto che questi trattati si “evolvono”, in futuro il Diktat disarmista ci imporrà ulteriori divieti, con la tattica del salame (una fetta alla volta). Eppure la partitocrazia PLR-PPD-P$ cala le braghe ad altezza caviglia davanti a simili nefandezze, e le rifila ai cittadini. I soldatini ticinesi dei partiti storici alle camere federali le votano perché, testuale, “il partito ha dato l’ordine di scuderia e quindi dobbiamo adeguarci”! Ma bravi, e questi sarebbero i rappresentanti del popolo ticinese a Berna? Allora l’anno prossimo i voti per farvi rieleggere li chiederete alle dirigenze nazionali dei rispettivi partiti, ma non certo ai cittadini ticinesi!

E intanto, tutti a firmare il referendum contro il Diktat disarmista dell’UE che trovate a pagina 32!

Misure sproporzionate?

Quindi, è già il principio che non funziona. L’accordo quadro istituzionale comporta la fine della nostra sovranità e quindi dei nostri diritti popolari. Il problema non è certo la regola degli otto giorni che l’UE contesta. Questo è un tema di dettaglio. Se anche si trovasse una soluzione sugli otto giorni, l’accordo quadro resterebbe comunque una ciofeca!

Le intenzioni dei funzionarietti di Bruxelles sono peraltro molto chiare. Il  negoziatore dei balivi, tale Leffler, è infatti riuscito a definire le misure accompagnatorie alla libera circolazione delle persone come “sproporzionate”. Qui qualcuno è fuori come un cornicione. Queste misure sono minimaliste al limite dell’inutilità, però secondo gli eurobalivi sarebbero addirittura sproporzionate. Questi funzionarietti non eletti da nessuno (perché è tutta gente che non verrebbe eletta nemmeno nel comitato di una bocciofila) credono di poterci prendere per il lato B.

Buon accordo?

E’  evidente che con l’accordo quadro dovremo semplicemente ubbidire ai  Diktat dell’UE. In particolare in materia di libera circolazione. Si sa ad esempio che Bruxelles pretende di farci recepire la direttiva UE sulla libera circolazione. Conseguenza: non potremmo più espellere nessun delinquente straniero, se quest’ultimo è un cittadino comunitario. E questo sarebbe solo l’inizio!

E’ poi chiaro anche al Gigi di Viganello che con l’accordo quadro in vigore, ci possiamo levare dalla testa di poter esercitare un qualsiasi minimo controllo sull’immigrazione di massa. Se perfino la regola degli 8 giorni è reputata “sproporzionata”… E un paese che non controlla l’immigrazione è un paese FINITO.

Con tutto questo i burocrati federali, spalleggiati dalla partitocrazia eurolecchina, hanno ancora il coraggio di venirci a raccontare la fregnaccia  del “buon accordo”? Ma andate a Baggio a suonare l’organo!

Tirando le somme

In queste settimane la partitocrazia PLR-PPD-P$$:

  • brama la firma dello sconcio accordo quadro istituzionale.
  • Sta facendo campagna dura contro l’iniziativa “per l’autodeterminazione”. Ha perfino fatto scendere in campo una leguleia della Corte dei diritti dell’Uomo di Strasburgo, tale Helen Keller,  che senza pudore se ne esce a dire, tranquilla come un tre lire, che l’iniziativa in questione andava dichiarata irricevibile. Che tolla! Certa gente la decenza non sa nemmeno dove sta di casa.
  • Ci ha rifilato il Diktat UE sulle armi blaterando che un no avrebbe messo in pericolo (uhhh, che pagüüüraaa!) l’accordo di Schengen.

Siamo già a quota tre. Senza contare che il triciclo si oppone istericamente all’iniziativa contro la libera circolazione, riuscita nei mesi scorsi.

Becchini della Svizzera

Ecco quindi dimostrato che la partitocrazia vuole demolire la Svizzera. Perché, se l’accordo quadro viene sottoscritto e se l’iniziativa per l’autodeterminazione non passa, la Svizzera cessa di esistere come entità autonoma. Diventa una semplice colonia dell’UE. E allora tanto vale che chiudiamo baracca e burattini, governi e parlamenti. Tanto gli ordini ci arriveranno direttamente da Bruxelles. Magari via Skype o Whatsapp, in nome della “digitalizzazione” con cui la casta ama riempirsi la bocca, visto che fa tanto trendy! Mobilitarsi affinché questo non accada non è un optional. E’ una questione di sopravvivenza.

Lorenzo Quadri