Adesso promettono, ma poi…

No Billag: in casa SSR vale il principio del “passata la festa, gabbato lo santo” 

I primi impegni che verranno disattesi: mantenere il canone a 365 Fr dopo il 2020 ed abolire il privilegio dei dipendenti che non pagano il canone

Ma guarda un po’. Il direttore della Pravda di Comano, kompagno Maurizio Canetta, ormai sta rilasciando un’intervista al giorno contro l’iniziativa No Billag. Nuova  dimostrazione che i vertici della SSR hanno ormai perso la trebisonda a causa della votazione del  4 marzo. Lanciatissimi in un’operazione di lavaggio del cervello al popolazzo, stanno però ottenendo il risultato contrario a quello desiderato. Infatti la gente ne ha già piene le scuffie, e mancano ancora più di tre mesi  alla votazione.

Il bello è che solo pochi giorni fa sono  state pubblicate delle direttive nelle quali si legge più o meno: “l’emittente non fa campagna politica contro la (criminale) iniziativa No Billag, no agli isterismi, siamo equilibrati e sopra le parti”. Per fortuna!

Tutti pagano, tranne…

In una interminabile intervista concessa (uella) al portale LiberaTV,  Canetta tematizza il privilegio di cui beneficiano i dipendenti della SSR. Ossia: non pagano il canone radiotv. Capita l’antifona? Tutti devono pagare il canone. Anche chi non ha una televisione né una radio. Anche chi è cieco e sordo. Infatti a seguito della votazione del 2015 il canone è stato trasformato in un’imposta pro SSR. Che tutti devono sborsare. Alla faccia del principio del “chi consuma paga” con cui la partitocrazia ama riempiersi la bocca; ma evidentemente solo quando torna comodo.  Tutti pagano, compreso chi non consuma. Ma i dipendenti dell’emittente no.

E che Canetta e/o il presidente dell’inutile CORSI Gigio Pedrazzini abbiano almeno la decenza di non venirci a raccontare la storiella che “l’azienda paga il canone ai collaboratori”. L’azienda un piffero! A pagare sono gli utenti con il loro canone. Perché è da lì che vengono i soldi della SSR. O magari qualcuno pensa che nell’ampio parco di Comano – opportunamente cintato per paura di intrusioni (sic) – i franchetti crescano sulle piante?

Perché solo adesso?

Va da sé che in quel di Comano la questione del canone se la pongono solo oggi, in vista della votazione  sull’iniziativa No Billag. Senza questa votazione, nessuno si sarebbe sognato di tematizzare quello che adesso tutti – Pedrazzini e Canetta compresi – bollano come indebito privilegio.  Senza il No Billag, tutto sarebbe stato dato per scontato in eterno. Anzi: se in condizioni “normali” qualche tapino avesse osato sollevare obiezioni circa l’esenzione dal canone dei dipendenti RSI, sarebbe stato immediatamente spernacchiato e ridotto al silenzio. Giù le zampe! I diritti acquistiti non si toccano!

Come mai, inoltre, i buoni  Canetta e Pedrazzini, che da anni ormai siedono ai vertici dell’emittente di regime, al “privilegio anacronistico” ci pensano solo ora? Come mai non l’hanno fatto prima? Il tempo non è di certo mancato. Soprattutto: come mai non ci hanno pensato nemmeno dopo l’asfaltatura rimediata dalle urne ticinesi nel giugno 2015 quando si votò sul canone obbligatorio? Ennesima dimostrazione che in casa RSI, come pure in casa SSR, se ne sono sempre sbattuti  di ogni critica. Mettersi in discussione? Non sia mai! Noi siamo “dalla parte giusta”;  gli altri sono beceri populisti! Atteggiamento tipico della gauche-caviar…

Nel water

Del resto, anche quello che mena il gesso ha capito che, se l’iniziativa No Billag dovesse venire asfaltata, tutti questi bei discorsi sulla fine dei “privilegi anacronistici” verranno gettati direttamente nella tazza del water. La stessa sorte toccherà alla riduzione temporanea del canone a 365 Fr all’anno.

Ricapitolando:

  • Senza l’iniziativa No Billag, la Doris uregiatta non avrebbe deciso di abbassare per due anni (2018 e 2019) il canone a 365 Fr. Se detta iniziativa dovesse venire asfaltata, è ovvio che dal 2020 il canone tornerà a risalire a 451 Fr annuali.
  • Senza l’iniziativa No Billag, mai sarebbe stato messo in discussione il privilegio dei dipendenti SSR che non pagano il canone. Se l’iniziativa dovesse venire asfaltata, tutto andrà in dimenticatoio.
  • Ed infatti, il buon Canetta sta già mettendo le mani in avanti a proposito del canone dei collaboratori della RSI: nell’intervista a LiberaTV precisa che c’è di mezzo la convenzione collettiva dei dipendenti dell’emittente di regime,  che bisogna trattare con i $indakati e blablabla. Traduzione: adesso che bisogna fare campagna per la votazione sull’iniziativa No Billag vi facciamo balenare tante belle promesse e poi… passata la festa, gabbato lo santo!

Lorenzo Quadri