Anche il presidente nazionale liblab vuole rivotare sul 9 febbraio. Il tradimento del PLR

Evidentemente al partito non gliene frega un tubo del 70% dei ticinesi: ricordarsene in ottobre 

 Il PLR si schiera con decisione nel campo dei nemici del 9 febbraio e quindi dei nemici del 70% dei ticinesi. Il presidente nazionale Philipp Müller ha infatti pubblicamente dichiarato che “bisogna rivotare”.

Già prima della votazione sull’iniziativa “contro l’immigrazione di massa” il comitato del PLR si era espresso all’unanimità (sic) contro l’iniziativa, venendo bastonato dalle urne.

 Dopo una simile legnata ci si sarebbe aspettati un po’ più di buonsenso. Ed infatti il partito è stato finora più o meno abbottonato. Diversamente, ad esempio, dal P$, che si è subito messo a starnazzare al voto da rifare..

Adesso l’ex partitone lascia cadere la maschera e si schiera dalla parte del ri-voto, assieme ai kompagni.

Quindi il PLR vuole la devastante libera circolazione senza alcun limite. Ne consegue che il PLR vuole l’immigrazione incontrollata, vuole l’invasione dei padroncini, vuole il dumping salariale, vuole il soppiantamento dei residenti con i frontalieri, vuole che i criminali stranieri entrino liberamente in Svizzera e via elencando.

Ubbidire ai padroni

Il presidente nazionale Philipp Müller, con la sua allucinante dichiarazione anti-9 febbraio, ha perlomeno fatto chiarezza. Il suo partito è asservito a quegli ambienti economici che approfittano della libera circolazione delle persone a danno degli svizzeri. Non difende certo l’economia delle piccole e medie aziende e degli artigiani, perché questa economia è la prima a soffrire per le frontiere spalancate.

Per ubbidire ai suoi  padroni, il presidente nazionale PLR ha sacrificato completamente il Ticino. Forse si è dimenticato che tra poco ci sono le elezioni federali, e che insultare il 70% dei ticinesi (che hanno votato Sì il 9 febbraio) non pare una mossa particolarmente intelligente. Dimostra comunque che al partito nazionale del nostro Cantone non gliene frega un tubo.

 

Una conferma

Questa non è certo una novità, ma solo una conferma.

 A congelare (che in politichese significa “affossare”) il potenziamento delle misure accompagnatorie alla devastante libera circolazione delle persone, di cui il Ticino ha bisogno come del pane, è stato il ministro dell’economia PLR, Johann Schneider Ammann (che oltretutto non ha saputo cavare nemmeno un argomento plausibile). Ad andare in giro a raccontare la fregnaccia del “dobbiamo aprirci all’UE”, quando abbiamo spalancato di tutto e di più, è il ministro degli esteri Didier Burkhaltèèèèr: di nuovo un PLR. Evidentemente questo partito non si cura di mandare a fondo la sua sezione ticinese con simili iniziative. Saranno contenti Rocco Cattaneo & Co. Nemmeno si fanno problemi, i liblab, a fotocopiare le posizioni del P$ (spalancatore di frontiere e rottamatore della Svizzera, nel cui programma c’è l’adesione all’UE) in materia di rapporti gli eurobalivi. Stiamo parlando del tema di politica federale più importante per il futuro della Svizzera in generale e del Ticino in particolare. E su questo tema, il PLR è uguale al P$.

Queste cose è bene che i cittadini ticinesi, in vista delle elezioni federali, se le ricordino: il PLR vuole annullare il voto del 9 febbraio. La logica conseguenza è che da quel 70% di ticinesi che ha votato Sì all’iniziativa contro l’immigrazione di massa, non deve arrivare nemmeno un voto al PLR.

 

“Sa po’ mia”

Quali sono gli argomenti con cui l’illuminato presidente nazionale liblab giustifica il trasferimento, armi e bagagli, del partito nel campo del “rivoto”, assieme ai kompagni, alla ministra del 5% Widmer Schlumpf  e compagnia brutta? Con la storiella che una limitazione della libera circolazione delle persone non verrebbe accettata dall’UE. La solita fregnaccia del “sa po’ mia”! Un pretesto assolutamente misero. Non è certo così strano che, in una trattativa, la controparte non dica subito di sì. Ricordiamoci che anche il segreto bancario svizzero avrebbe dovuto essere “non negoziabile”: abbiamo visto come è andata a finire.

Al momento, oltretutto, sul 9 febbraio non si nemmeno si sta negoziando, visto che non ci sono mandati negoziali al Consiglio federale.

 

Scuse da tre e una cicca

Non sta né in cielo né in terra che ci si inventi nuove votazioni perché alcuni eurobalivi, soprattutto per motivi d’immagine nei confronti di altri Stati membri (vedi Gran Bretagna), se ne escono con estemporanee obiezioni ad una ragionevole e necessaria limitazione della devastante libera circolazione delle persone. Queste sono semplici scuse da tre e una cicca di chi vuole rifare il voto. Scuse che oltretutto indeboliscono la posizione elvetica. Costituiscono un vero e proprio tradimento del popolo svizzero.

 

Legnarli alle elezioni

Il partito del rivoto spera di ottenere, per questa via proditoria, una conferma della scellerata libera circolazione delle persone senza limiti. Il passo successivo è programmato: l’ingresso nell’UE. Ma attenzione a tirare troppo la corda, poiché l’esito della ri-votazione potrebbe essere ben diverso da quello auspicato dai promotori.

 

Quindi è nell’interesse di tutti applicare la volontà del popolo. Ed è nell’interesse dei cittadini svizzeri legnare elettoralmente quei partiti che invece non la vogliono rispettare.

Lorenzo Quadri

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