Ancora migranti dal coltello facile

Fatto di sangue di Gorduno: ma come, immigrazione non era uguale a ricchezza?

Evviva, ecco l’ennesimo arricchimento regalatoci dal multikulti e dalle frontiere spalancate!

Nella serata dello scorso venerdì, come noto, in quel di Gorduno nei pressi dello svincolo autostradale di Bellinzona Nord si è verificato un grave fatto di sangue – accoltellamento – che ha visto coinvolti automobilisti kosovari (residenti in Ticino) ed albanesi (domiciliati Oltralpe). Ma come, gli stranieri che delinquono non erano tutta una balla della Lega populista e razzista? Idem la questione delle “culture” del coltello facile alle quali ci siamo “aperti” (perché bisogna essere “aperti e multikulti”)?

Pare infatti che i due gruppi di conducenti coinvolti non si conoscessero. Quindi dietro l’accoltellamento, che ha portato al ferimento grave dei due albanesi, non ci sarebbe alcun regolamento di conti, al contrario di quanto si riteneva in un primo tempo. Solo un diverbio tra automobilisti per motivi futili. Ma clamorosamente futili: prima i “bilux”, poi un’auto che frena e rallenta, poi l’accostamento sulla corsia di emergenza dove il kosovaro, residente nel Luganese, sarebbe stato picchiato dai due albanesi e avrebbe reagito accoltellandoli con un paio di forbici che teneva nel cruscotto. Adesso il kosovaro è accusato di tentato omicidio, i due albanesi di aggressione.

Quanta “ricchezza”!

Ma bene, il quadretto è proprio di quelli edificanti. Per un nonnulla, lorsignori “non patrizi” passano subito al pestaggio e dal pestaggio direttamente all’accoltellamento (e se si parla di lesioni gravi:  l’accoltellatore non ha mirato alle braccia). Sarebbero questi gli stranieri integrati che, secondo gli spalancatori di frontiere,  ci porterebbero “ricchezza”? Come no, portano così tanta “ricchezza” che adesso ai feriti dobbiamo pure pagare le cure ospedaliere; e in futuro, con ogni probabilità, pagheremo i costi della detenzione dei galantuomini coinvolti – con vario grado di responsabilità – nel fatto di sangue.  Sarebbe questa l’immigrazione che dovremmo accogliere “a braccia aperte”, addirittura stringendoci per farle spazio (!) come ebbe a dichiarare la ministra del “devono entrare tutti” kompagna Simonetta Sommaruga? Allegria!

Non saranno mica…?

Ovviamente, ci aspettiamo che  – in nome della tanto invocata ed abusata “trasparenza” –  si dica se questi ennesimi stranieri perfettamente integrati si mantengono da soli oppure se, oltre a delinquere, sono pure a carico dello Stato sociale. Fosse il caso, non ci sarebbe nulla di strano, visto che gli svizzerotti fessi fanno entrare tutta la foffa e poi la mantengono anche. Tanto, a sventare la maggior parte delle espulsioni (alla faccia della volontà popolare) ci pensano i legulei del Tribunale federale, adducendo qualche strampalato pretesto politikamente korretto (intanto i criminali stranieri se la ridono a bocca larga). Ed il colmo è che, ciononostante, gli svizzerotti vengono pure additati, con ipocrisia scandalosa, come spregevoli razzisti.

Espellere per direttissima

E’ evidente che questa teppaglia d’importazione va rispedita per direttissima a casa propria.  E non dopo aver scontato la pena. Ci va a scontarla. E una volta che l’ha scontata, ci rimane.

Infatti: primo, di sicuro le carceri dei paesi d’origine di costoro sono “un po’” diverse dall’Hotel Stampa con il menu a scelta, e secondo:  un ospite dei nostri penitenziari a cinque stelle ci costa quasi 400 Fr al giorno.

Va da sé, ma è inutile sottolinearlo, che  ci aspettiamo che la giustizia almeno questa volta avrà la decenza di non uscirsene con una qualche sentenza buonista-coglionista. Perché, con il bidone Via Sicura, esiste il rischio concreto che accoltellarsi tra automobilisti venga giudicato meno grave che infrangere un limite di velocità in autostrada alle due di notte.

Lorenzo Quadri