Armi: senza referendum andrà a finire in schifìo

Diktat disarmista dell’UE: è gara tra Nazionale e Stati a chi cala le braghe più in basso

 

Prosegue la calata di braghe ad altezza caviglia davanti al Diktat UE contro le armi dei cittadini onesti. Quel Diktat inventato dagli eurofalliti con la scusa di combattere il terrorismo islamico. Quando è chiaro come il sole che non impedirà un solo attentato. Perché i terroristi islamici – sottolineare: islamici – non si servono certo di armi da fuoco legalmente dichiarate. Anzi, le armi da fuoco non le usano proprio. Abbiamo visto che le modalità sono ben altre (veicoli lanciati sulla folla, coltelli, eccetera).

Già l’inutilità accertata della normativa avrebbe dovuto portare alla sua rottamazione. Magari accompagnata da doverose scuse. Ma questo, va da sé, non accade. Perché il vero bersaglio del Diktat degli eurobalivi non è il terrorismo islamico. Sono le armi dei cittadini onesti. La casta spalancatrice di frontiere ha sempre considerato i cittadini dei nemici. Infatti vuole disarmarli. E vuole anche esautorarli: vedi i recenti attacchi frontali ai diritti popolari. Il popolazzo (che vota sbagliato) va ridotto al silenzio! Decide un cerchio magico di burattini non eletti da nessuno!

Le balle della partitocrazia

Come sappiamo, la direttiva disarmista dei balivi di Bruxelles è contraria alla legge svizzera, alle nostre tradizioni, alla volontà popolare (votazione del febbraio 2011). Ed è pure inutile. Quindi, per quale cavolo di motivo si perde tempo a discutere? Una simile ciofeca va respinta al mittente senza ulteriori commenti. Invece cosa succede? Succede che il Consiglio degli Stati , i $ignori Senatori (uella), sono riusciti nella strabiliante impresa di calare le braghe ancora più in basso di quanto fatto dalla maggioranza del Consiglio nazionale, asfaltando i pochi miglioramenti introdotti dalla Camera bassa alla proposta governativa. Il tutto per la massima goduria dei camerieri dell’UE in Consiglio federale. A cominciare dalla ministra del “devono entrare tutti” kompagna Simonetta Sommaruga e dall’italo-svizzero KrankenCassis. Da restarci di palta. E come si spiega una simile aberrazione? Il mantra della partitocrazia è diventato: “bisogna (?) salvare gli accordi di Schengen”! E quindi “dobbiamo” calare le braghe! E’ “ineluttabile”! “Sa po’ fa nagott”!

Vergognoso. Questi politicanti del triciclo non lavorano per difendere la Svizzera. Si arrampicano sui vetri alla ricerca di sistemi per mettersi a 90 gradi davanti ad ogni pretesa della fallita UE.

Tre punti

Punto primo: non sta scritto da nessuna parte, e non l’ha detto nessuno che, in caso di njet elvetico all’ennesima sconcia imposizione coloniale di Bruxelles, la Confederella verrebbe espulsa dal fallimentare trattato di Schengen. Si tratta infatti di una fake news. Di una balla di fra’ Luca inventata dalla partitocrazia, che la ripete ad oltranza a scopo di lavaggio del cervello.  A parte che, senza degli accordi farlocchi che ci costano 100 milioni all’anno per impedirci di difendere i nostri confini staremmo solo meglio: è matematicamente escluso che l’UE decida di espellere la Svizzera da Schengen; per qualsivoglia motivo. Sarebbe contro il suo interesse! E’ un po’ come immaginare che improvvisamente Bruxelles potrebbe decidere di disdire la libera circolazione delle persone con la Svizzera. Ma quando mai!

Punto secondo:vi sono fior di Stati membri UE che rifiutano la direttiva disarmista. E dovremmo approvarla noi che non facciamo parte della fallita Unione europea? Ma stiamo scherzando?

Punto terzo:in primavera si terranno le elezioni europee. Ovunque negli Stati membri l’élite spalancatrice di frontiere cede terreno ai “populisti”. Il nuovo parlamento e la nuova Commissione UE potrebbero dunque avere orientamenti ben diversi da quelli attuali. La direttiva disarmista potrebbe finire semplicemente in dimenticatoio. E noi dovremmo correre ad adeguarci? Ma andate a Baggio a suonare l’organo!

Morale della favola

Anche il Gigi di Viganello ha capito che il ping-pong tra le due camere del parlamenticchio federale con il Diktat disarmista antisvizzero è un semplice esercizio alibi. Pippe mentali. La maggioranza sotto le cupole bernesi la detiene saldamente la partitocrazia. Ovvero il triciclo PLR-PPD-P$, cameriere dell’UE. Logica conseguenza: qualsiasi cosa uscirà dall’assemblea federale, non potrà che essere una ciofeca inaccettabile. Quindi: scaldare i motori in vista dell’inevitabile referendum!

Lorenzo Quadri