Associazioni islamiche pericolose: divieto bocciato per un pelo

La “prodezza”, compiuta dal Consiglio nazionale il 16 marzo, è passata inosservata

 

Il terrorismo islamico in Europa non è un concetto astratto. E’ qualcosa di molto concreto. Lo sanno bene, ad esempio, in Germania. E questo grazie alle sciagurate politiche dell’Anghela Merkel, che ha spalancato le frontiere dell’Europa ai finti rifugiati con lo smartphone, tra i quali si trovano i seguaci dell’Isis. Ma anche il Ticino ha toccato con mano l’estremismo islamico, grazie al mandato diretto del DSS alla famigerata Argo1. Per la quale, come noto, lavorava un presunto reclutatore dello stato islamico. E lavorava come sorvegliante in un centro asilanti. Ohibò, vuoi vedere che il califfato si serve (anche) di questi centri per reclutare miliziani? Ma come, non dovevano essere tutti deliri della Lega populista e razzista?

La Germania proibisce

Si diceva della Germania. La quale però, quando vuole, è assai più rapida di noi in materia di sicurezza interna. Perché si fa meno pippe mentali. Berlino ha infatti vietato su territorio tedesco l’associazione musulmana “La vera religione”. Un divieto che, si immaginerà, non è spuntato come un fungo, ma poggia su solide motivazioni. L’associazione in questione ha infatti reclutato, su territorio tedesco, oltre 140 jihadisti che sono poi partiti per la Guerra santa in Iraq ed in Siria. Ora, “La vera religione” non ha messo radici solo in Germania. Infatti è presente anche in Svizzera, come si è “scoperto” lo scorso dicembre. Da noi, però, mica è vietata. E ti pareva! E perché non lo è? Risposta degli esperti: perché manca la base legale. C’è dunque assai poco da stare allegri. La questione è stata portata a Berna da chi scrive tramite mozione. Il Consiglio federale si è affrettato a rispondere che è vero che attualmente la  base legale necessaria a vietare su territorio elvetico associazioni islamiche pericolose non c’è; però ci sarà presto, essendo contenuta nella nuova legge sui sistemi informativi, la cui entrata in vigore è prevista il primo settembre. Tüt a posct, dunque? Mica tanto. Perché l’inghippo politikamente korretto c’è. Berna non sarebbe Berna se così non fosse! Ed infatti la nuova legge si affretta a precisare che il divieto di associazioni islamiche pericolose dovrà fondarsi su una decisione delle Nazioni Unite o dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa”.

Eh certo: non sia mai che gli svizzerotti siano in grado di decidere autonomamente qualcosa in casa propria; non sia mai che siano “sovrani”. Eresia! Populismo! Razzismo! A decidere deve sempre essere un qualche organismo internazionale non eletto da nessuno, che viene a “schiacciare gli ordini” ai camerieri bernesi dell’UE. Anche in materia di sicurezza interna. Penoso!

Sotto tutela!

Ora, si dà il caso che stiamo parlando di terrorismo islamico e di jihadisti. Ovverosia di individui che organizzano attentati. Attentati  che possono costare la vita a decine, se non a centinaia di persone. Stiamo dunque parlando di una questione essenziale di sicurezza interna, mica del raggio di curvatura delle banane. E allora, è mai possibile che gli svizzerotti siano messi così male da non poter vietare per conto proprio, in casa loro, un’associazione potenzialmente pericolosa, senza farsi mettere sotto tutela dall’organismo internazionale di turno? Ci si sciacqua la bocca con la prevenzione, però anche tale concetto viene applicato a senso unico, come la morale.

Per un pelo

Logica conseguenza è che, alla luce delle nuove minacce, la legge che entrerà in vigore nei prossimi mesi è già lacunosa e necessita dunque di un’ “aggiustatina”. Si tratta di correggere il tiro a favore della sicurezza interna.

Tuttavia, attendersi un simile provvedimento dal Consiglio federale significa credere  a Gesù bambino. Quindi l’impulso deve venire dal parlamento. La scorsa settimana c’era l’occasione per farlo. Bastava approvare la mozione citata sopra. Come si sarà capito, ciò non è avvenuto.  A far girare le scatole, è che non è avvenuto per un pelo. Infatti la mozione è stata respinta dalla Camera bassa con 89 voti favorevoli, 92 contrari ed un paio di astensioni. Se un paio di deputati – ad esempio dell’ex partitone!  – avessero votato diversamente, il gioco sarebbe stato fatto. Uella, per il PLR sradicare l’estremismo islamico in Svizzera non è una priorità? E’ più importante tirarsi giù la pelle di dosso nel tentativo di affossare i 70 franchetti al mese in più per i nostri (futuri) anziani?

L’aspetto positivo è tuttavia che uno scarto così esiguo può essere – forse – recuperato. Basta non mollare l’osso e tornare alla carica. Intanto però il tempo passa e si rimane fermi al palo. Grazie, politikamente korretti!

Lorenzo Quadri