Automobilisti sotto attacco

Come avevamo previsto, il Dipartimento Sommaruga già pianifica nuove misure vessatorie

L’avevamo previsto e puntualmente la previsione si è avverata. Adesso che si è accomodata sulla cadrega che fu della Doris uregiatta, ovvero quella di capa del DATEC (Dipartimento dei trasporti, dell’ambiente, dell’energia e delle telecomunicazioni) la kompagna Simonetta Sommaruga ha dato nuovo slancio alla criminalizzazione ed alla vessazione degli automobilisti. Del resto gli strapagati funzionari ro$$overdi dell’amministrazione federale non attendevano altro. Come se Via Sicura, medico del traffico, dazi e sopraddazi pompati, tariffe di parcheggio alle stelle, eccetera eccetera, non fossero ancora abbastanza!

La guerra continua

Ed infatti adesso il Consiglio federale pretenderebbe di varare una serie di misure grondanti ideologia ro$$overde politikamente korrettissima. Un piano che costituisce l’ennesimo vergognoso attacco agli automobilisti sempre più equiparati a dei pericolosi delinquenti. Meno parcheggi e più costosi (quando già oggi si pagano a peso d’oro!) benzina più cara, più radar, e avanti con le oscenità.

Obiettivo: da un lato costringere la gente con misure coercitivea prendere i mezzi pubblici. Dall’altro ovviamente – anche se non viene detto; chissà come mai? – fare cassettaa danno dei soliti sfigati automobilisti.

Cavalcano le proteste

E’ lampante che la kompagna Simonetta ed i suoi tirapiedi tentano di cavalcare l’onda delle proteste climatiche studentesche. Queste iniziative sono chiaramente pilotate da chi, nell’ambientalismo catastrofista e talebano, ha interessi economici e politici. Ovvero, tanti signori e signore che se ne servono per farsi gli zebedej di platino. Mentre i kompagni verde-anguria (verdi fuori, ro$$i dentro) bramano di “cogliere l’attimo” per staccare più CADREGHE alle elezioni federali!

Le nuove vessazioni della Simonetta ai danni degli automobilisti vanno respinte al mittente con una pernacchia.

Frontiere spalancate

Punto primo:per molti cittadini, e specialmente in Ticino, la macchina è una necessità imprescindibile per chi lavora. Se si vuole che la gente usi il mezzo pubblico occorre prima di tutto fare in modo che ci sia, e poi renderne l’utilizzo attrattivo. Sicché la kompagna Simonetta cominci a preoccuparsi, ad esempio, delle prestazioni delle FFS in Ticino. I collegamenti ferroviari sull’asse del Gottardo sono scaduti in modo scandaloso. Ma naturalmente  la kompagna ministra al proposito non ha nulla da dire.

Punto secondo: chi, come la kompagna Simonetta, spalanca le frontiere all’invasione di frontalieri e padroncini uno per macchina, non può nemmeno lontanamente sognarsi di prendersela con gli automobilisti svizzeri. Prima facciamo saltare la libera circolazione delle persone e dimezziamo il numero dei frontalieri e quindi delle loro automobili. Poi ne riparliamo.

Stesso discorso per l’immigrazione scriteriata in generale. Visto che siamo qui in troppi, ovvio che poi ci siano troppe automobili, ma anche troppa gente sui mezzi pubblici nelle ore di punta. Ma la soluzione non è certo il road-princing, o il mobility-pricing o le altre boiate-pricing con cui a Berna sognano di costringere la gente a spostarsi al di fuori delle ore di punta (come se uno potesse scegliersi liberamente gli orari scolastici o lavorativi). La soluzione è piantarla di fare entrare tutti. Bisognava sostenere l’iniziativa Ecopop. Ma di questo la kompagna Simonetta ed i suoi burocrati non vogliono nemmeno sentire parlare.

Le boiate-pricing

Stiamo dunque pur certi che, in tempi brevi, il Dipartimento (ormai) Sommaruga, oltre alle cavolate di cui sopra, tenterà di introdurre anche il road pricing.

Va da sé che attendiamo al varco il tandem PLR-PPD (la posizione die $inistrati è tristemente nota) sulle nuove vessazioni che il DATEC targato P$ vorrebbe infliggere agli automobilisti. E nel frattempo non dimentichiamo che il tandem PLR-PPD ha approvato anche il bidone Via Sicura con tutti i suoi abominevoli annessi e connessi.

Lorenzo Quadri