L’indecente trattato coloniale voluto dal triciclo PLR-PPD-P$$ va ora gettato nel water

Come c’era da attendersi, i partiti sovranisti hanno vinto le elezioni europee. Cosa questo cambierà in concreto nell’approccio con la Svizzera è difficile dirlo adesso. Ma è evidente che forze politiche che vogliono – a ragione – che i popoli tornino ad essere padroni in casa propria, sarebbero in difficoltà nel  pretendere, per una semplice questione di coerenza, che uno Stato terzo come la Svizzera rinunci alla sua sovranità.

I sovranisti hanno vinto le elezioni europee invocando più indipendenza e diritti popolari. Ciò che chiedono per sé, difficilmente possono  immaginare di toglierlo ad altri. La credibilità la si può perdere una volta sola.

Sovranisti in casa propria

Detto questo, è chiaro che ognuno fa il sovranista (e quindi anche il leghista) in casa propria. Di conseguenza, tra sovranisti ci si può anche trovare su fronti opposti. Ad esempio sul tema “permessi G”. La Lega italiana sostiene i frontalieri perché parecchi di loro sono suoi elettori. La Lega dei Ticinesi si oppone al frontalierato perché danneggia i ticinesi. Entrambe dicono “prima i nostri”. Solo che “i nostri” non sono gli stessi. La contrapposizione nasce dunque non  perché si hanno idee incompatibili, ma perché si parte dalle stesse posizioni.

A tal proposito, un inciso: se il famigerato accordo con il Belpaese sulla fiscalità dei frontalieri è ormai morto e sepolto, non è certo “colpa” della Lega di Salvini. La realtà è che nessun governo italico di nessun colore ha mai voluto questo accordo. Solo i burocrati bernesi, svelti come gatti di marmo e totalmente incapaci di rapportarsi con la vicina Penisola, potevano immaginare che sarebbe andato in porto.

“Autorità morale”

La Svizzera, con il suo modello di federalismo e di diritti popolari, viene spesso presa ad esempio proprio dai partiti sovranisti europei. Quindi, con la crescita di questi ultimi nel parlamento di Bruxelles, la nostra posizione “morale” è destinata a rafforzarsi.

Per contro, i partiti sovranofobi e spalancatori di frontiere  combattono i diritti popolari. Secondo loro le decisioni vanno calate dall’alto, da una casta arrogante e non eletta da nessuno. Per costoro la democrazia elvetica è fumo negli occhi. Ed è ben comprensibile. Senza lo spauracchio dei diritti popolari, i pavidi politicanti del triciclo PLR-PPD-P$$ avrebbero già svenduto il nostro paese in base ai desiderata dei funzionarietti di Bruxelles.

Accordo quadro kaputt

L’avanzata dei sovranisti deve suonare le campane a morto per lo sconcio accordo quadro istituzionale. Non dobbiamo spiegare a dei sovranisti perché non ci stiamo a gettare nel water la nostra indipendenza e la nostra sovranità. Anche in questo caso, senza lo spauracchio dei diritti popolari, i camerieri dell’UE nella partitocrazia federale avrebbero già approvato l’obbrobrioso  trattato coloniale. Sia PLR, che PPD che P$$ hanno infatti dichiarato di essere favorevoli.

Comprensibile che, immaginando cosa sarebbe successo alle elezioni europee (del resto, non ci voleva il Mago Otelma), “Grappino” Juncker avesse fretta di concludere l’accordo quadro, esercitando  pressioni e minacce al limite del ridicolo. Ad esempio, tentare di far credere agli svizzerotti che “bisogna firmare subito”, perché dopo di lui sarebbe arrivato qualcuno di meno compiacente (?). A parte che ci piacerebbe sapere quando mai il lussemburghese “diversamente sobrio” sarebbe stato accondiscendente nei nostri confronti. Chi potrebbe arrivare a Bruxelles di più arrogante di Juncker? Napoleone è morto da due secoli.

La teoria e la pratica

Tra la teoria e la pratica, è ovvio, può però esserci una bella differenza. Allo stesso modo, l’europarlamento è una cosa e la Commissione europea un’altra. Molto dipenderà dunque da come verranno occupate le cadreghe di  “Grappino” Juncker e compagnia brutta. E anche da quanto tempo passerà prima che la nuova Commissione europea entri in funzione. C’è da sperare che il nuovo presidente sarà per lo meno sobrio.

“Grappino” Juncker sognava di rottamare gli Stati nazionali ed i politici democraticamente eletti per sostituirli con un aborto burocratico (l’UE) dove comandano dei funzionarietti non eletti da nessuno. L’Europa dovrà ora lasciarsi alle spalle questo periodo buio. La  via centralista di “Grappino” Juncker non è affatto l’unica possibile: questa è una balla messa in giro da lui e dai suoi tirapiedi. Non sta scritto da nessuna parte che deve esserci la libera circolazione e che  bisogna “globalizzare”. Questo è il disegno  portato avanti negli ultimi due o tre decenni dalla casta spalancatrice di frontiere. Ma la libera circolazione delle persone non è la verità rivelata. L’immigrazione incontrollata non è scolpita nella pietra. E’ semplicemente un errore della storia recente. Un errore che si può e che si deve correggere.

Lorenzo Quadri