Basta pene con la condizionale per i miliziani dell’Isis!

Quadri: “Le condanne-barzelletta nei confronti dei jihadisti sono inaccettabili”

Il consigliere nazionale leghista: “aspetto di vedere con quali argomenti un parlamento federale che ha criminalizzato gli automobilisti con Via Sicura rifiuterà un giro di vite nei confronti del terrorismo islamico e dei suoi fiancheggiatori”. E sulla petizione del lic iur Paolo Bernasconi…

Era un po’ che non si sentiva. Cominciavamo a preoccuparci. Invece, va da sé con la grancassa del giornale di servizio del partito delle tasse (LaRegione), ecco che torna a mettersi in mostra il solito avvocato Paolo Bernasconi. Il quale pare tragga il suo diletto dal passare al setaccio ogni numero del Mattino della domenica alla spasmodica ricerca di spunti da strumentalizzare politicamente in funzione anti-Lega. Sicché adesso monta la panna su un articoletto senza firma di poche righe, pubblicato la scorsa domenica,  in cui si criticava pesantemente il Tribunale penale federale di Bellinzona per la condanna-barzelletta (18 mesi con la condizionale) inflitta ad un Jihadista. Bernasconi ha annunciato di voler trasmettere al Consiglio nazionale una petizione con la richiesta di imporre (?) a Lorenzo Quadri, in quanto direttore del Mattino e deputato a Berna, di scusarsi pubblicamente per i contenuti del trafiletto in questione. Cosa ne pensa il diretto interessato?

“Il  parlamento non ha alcuna competenza per mettersi a sindacare su questioni relative all’attività professionale dei deputati – risponde Quadri -. Basta andare a consultare la legge sull’Assemblea federale e le relative ordinanze e regolamenti. E men che meno il parlamento è competente per disquisire sui contenuti dei giornali. Quella dell’avv. Bernasconi è la solita iniziativa antileghista, a scopo politico, mirata ad acquisire visibilità e a zittire posizioni sgradite. Ma il Mattino non si fa imbavagliare così facilmente. Criticare una sentenza del Tribunale penale federale si può, e ci mancherebbe altro. I toni dell’articoletto in questione non saranno stati da the pomeridiano a Buckingham Palace, ma resta il fatto che un condanna a 18 mesi con la condizionale ad un jihadista è inaccettabile.  Indignarsene è legittimo. Oltretutto, il TPF è pure recidivo. Martedì era pronto a scarcerare un altro simpatizzante del sedicente Stato islamico, un iracheno, per buona condotta. Per fortuna è intervenuto l’ufficio della migrazione del Canton Argovia, che ha stabilito il prolungamento della carcerazione in vista dell’espulsione. Mi pare ovvio che c’è un problema.”

Insomma a suo parere la Svizzera non combatte seriamente il terrorismo islamico.

Con sentenze come quella di cui si diceva, più che combatterlo finirà con l’incoraggiarlo. E’ come dire ai simpatizzanti dell’Isis: venite pure qui ad insediare le vostre basi, tanto non vi succede nulla. Non può essere che un automobilista che infrange un limite di velocità senza alcuna conseguenza pratica finisce in prigione, mentre ad un  jihadista si concede la sospensione condizionale con una pacca sulla spalla, oppure la scarcerazione anticipata per buona condotta. Se penso che in Austria un Imam che reclutava terroristi è stato condannato a 20 anni di reclusione, direi che abbiamo seri motivi per preoccuparci di quello che si fa, o piuttosto che non si fa, in Svizzera.

Cosa bisognerebbe fare?

Tanto per cominciare, vietare i finanziamenti esteri alle moschee ed ai luoghi di culto islamici, come ho chiesto con una mozione parlamentare; alla quale “va da sé”, il Consiglio federale ha risposto picche. Poi ritirare il passaporto svizzero a tutti i sostenitori dell’Isis che si sono naturalizzati (alla faccia di chi ripete che le naturalizzazioni facili sono un’invenzione della Lega populista e razzista). Espulsioni certe e sistematiche per i supporters del sedicente Stato islamico. E, soprattutto, inasprimento massiccio delle pene per reati legati al terrorismo. Aumento della durata della carcerazione e nessuna sospensione condizionale, tanto per cominciare. Come deputato non mancherò di formulare proposte di questo tenore a livello parlamentare.

E pensa di ottenere dei risultati?

Con una battuta, ma nemmeno poi tanto scherzosa, posso rispondere che vorrei vedere con che coraggio lo stesso parlamento che criminalizza gli automobilisti con il fallimentare progetto Via Sicura si rifiuterebbe di inasprire le pene per i terroristi islamici ed i loro fiancheggiatori. Più realisticamente, sulla maggioranza politikamente korretta e buonista dell’Assemblea federale, per non parlare del Consiglio federale, non mi faccio certo illusioni. Mi sembra già di sentire i soliti noti che strillano al razzismo e alla discriminazione. Staremo a vedere.

MDD