Basta prese per i fondelli!

VaffanSECO! Ancora statistiche farlocche sulla disoccupazione per farci credere che…

 

L’invasione di frontalieri provocata dalla devastante libera circolazione delle persone voluta dal triciclo PLR-PPD-P$continua a fare disastri!

Per la partitocrazia spalancatrice di frontiere, nell’imminenza delle elezioni cantonali, le cose si mettono male: sarebbe infatti il colmo se i cittadini non le chiedessero di rendere conto dello sfacelo sul mercato del lavoro ticinese.

Ma il tema è scottante anche a livello federale. Giustamente, l’avversione degli svizzeri nei confronti di un’UE fallita ed arrogante cresce sempre più.

Quindi, i burocrati della SECO, Segreteria di Stato dell’economia, si agitano per fare il lavaggio del cervello al popolazzo, nel tentativo di far credere che in Ticino con la devastante libera circolazione vada tutto bene.  Eccoli dunque tornare alla carica con le loro statistiche farlocche sulla disoccupazione nel nostro Cantone. Statistiche che diventano sempre più grottesche! Vabbè che Carnevale si avvicina, ma…

Ticino: sempre più disoccupati!

Ed infatti questi burocrati bernesi, che il Ticino l’hanno visto al massimo in cartolina, pretendono di farci credere che alle nostre latitudini la disoccupazione sarebbe in calo. A loro dire, il tasso di disoccupazione in Ticino sarebbe addirittura sceso (!) dal 3.7% di fine 2017 al 3.3% di fine 2018. Sì certo, come no! E gli asini volano!

Ma questi funzionarietti chi credono di prendere per il lato B? Purtroppo per loro, lo sp-ttanamento è dietro l’angolo. Arriva dall’ILO, che è poi l’indicatore usato internazionalmente per rilevare la disoccupazione. Ed esso ci racconta una storia diametralmente opposta. Ci dice infatti che, in questo sfigatissimo Cantone, il tasso di senza lavoroè passato dal 5.9% dell’ultimo trimestre del 2017 al 6.8% dello stesso periodo del 2018! Quindi, altro che disoccupazione in calo!Crescita esponenziale!

E non solo: se pensiamo che il tasso di disoccupazione ILO della Lombardia è del 5.4%, quindi di parecchio inferiore a quello ticinese, ci rendiamo ben conto di quanto ci troviamo immersi nella palta “grazie” alla libera circolazione delle persone voluta dalla partitocrazia!

Perfino la RSI, assai poco sospetta di opposizione alle frontiere spalancate, si è accorta della clamorosa discrepanza tra le barzellette propinate dalla SECO – quella che ci costa 100 milioni all’anno! – ed i dati più credibili dell’indicatore ILO. Sul tema è andato in onda nei giorni scorsi un servizio del Quotidiano.

Trucchetto svelato

Del resto, il giochetto è presto smascherato: le statistiche farlocche della SECO non registrano i senza lavoro, bensì le persone iscritte agli Uffici regionali di collocamento (URC)! Non è affatto la stessa cosa, anzi! Sempre più senza lavoro non sono iscrittialla disoccupazione. Ma non certo perché hanno trovato un impiego, bensì perché sono finiti in assistenza, o in AI, oppure non percepiscono più nessuna rendita e quindi sono spariti da tutte le statistiche! Poi però ci chiediamo come mai i “tavolini magici” si moltiplicano!

L’ha capito anche il Gigi di Viganello: agli Uffici regionali di collocamento, restano iscritti solo quei disoccupati che hanno diritto alle indennità di disoccupazione, e questi diventano una parte sempre più piccola di quanti non hanno un impiego! Sicché, cari burocrati della SECO, è ora di piantarla di prendere per i fondelli la gente – evidentemente con finalità politiche – con statistiche basate su indicatori che non vogliono più dire un tubo!

Mercato saturo

La crescita dei disoccupati di lunga durata (assistenza) dimostra inoltre che, per chi perde il posto, rientrare nel “circuito” diventa sempre più difficile! E perché accade questo? Elementare Watson! Perché il mercato del lavoro ticinese è stato saturatocon frontalieri, permessi B più o meno farlocchi, padroncini e compagnia bella! E quindi per chi è nato e cresciuto qui non c’è più posto!

Per questo sfacelo, ringraziamo la devastante la libera circolazione delle persone e quelli che l’hanno voluta!

Com’era già la storiella che andava in giro a raccontare l’allora presidente del PLR Fulvio Pelli prima della votazione sugli accordi bilaterali? “Con la libera circolazione delle persone, i nostri giovani potranno andare a lavorare a Milano”?Certo, come no! Esempio da manuale della lungimiranza dell’ex partitone!

Lorenzo Quadri