Berset delirante: “ottima collaborazione con l’Italia”

E ti pareva! I bambela bernesi non hanno capito un tubo dei rapporti con il Belpaese

Evidentemente, l’entrata in Consiglio federale di un ticinese (ex italiano) non ha affatto “illuminato” i colleghi  – Il nuovo governo della Vicina Penisola vuole espellere in massa i finti rifugiati? Fa benissimo, ma noi non gliene prendiamo nemmeno uno

Certo che il presidente di turno della Confederella, kompagno Alain Berset, è uno di quelli che hanno proprio capito tutto! Ecco il tweet (vedi foto) con cui il buon Berset si congratula con il nuovo governo italico per la sua entrata in funzione (fossimo nei panni di Conte e soci, dopo simili congratulazioni ci “toccheremmo”; e l’uso smodato di twitter per scopi istituzionali, Berset l’ha forse imparato da Trump?). Notare la conclusione del messaggio del kompagno Alain: “Ringrazio il governo uscente per l’ottima collaborazione negli scorsi anni”.

Ossignùr! “Ottima collaborazione”? Ma quale ottima collaborazione? A meno che Berset si riferisse al fatto che il cibo ed i vini nei pranzi ufficiali con i rappresentanti del Belpaese erano ottimi ed abbondanti, si fatica a capire (eufemismo) in cosa consisterebbe questa meravigliosa collaborazione. Gli svizzerotti sono stati infinocchiati in mille modi dai vicini a Sud, ed il presidente della Confederella viene a parlare di “ottima collaborazione”?

Non ha capito un tubo

La dichiarazione è allarmante. Dimostra al di là di ogni dubbio che in Consiglio federale i camerieri dell’UE non hanno capito un tubo di come funzionano i rapporti con il Belpaese. Questi sveltoni ancora credono che vada tutto bene. E lo dicono pure in pubblico. Delle due l’una: o semplicemente se ne sbattono del problema, tanto ad andarci di mezzo sono solo i ticinesotti “chiusi e gretti” che votano sbagliato sull’immigrazione, oppure proprio non ci arrivano (e quindi sono incapaci di svolgere il loro lavoro).

Collaborazione ottima? Il famoso accordo sulla fiscalità dei frontalieri è morto e defunto, e di certo NON per colpa del casellario giudiziale: anche il Gigi di Viganello ha capito che si trattava solo di un pretesto. Il Belpaese incassa 80 milioni di ristorni all’anno, ma le opere transfrontaliere di interesse comune non vengono fatte (però gli esponenti del triciclo PLR-PPD-P$ in Consiglio di Stato insistono nel continuare a versare i ristorni). L’accesso degli operatori svizzeri alla piazza finanziaria italiana rimane ermeticamente chiuso. Chiaro: il Belpaese ha ottenuto lo scambio automatico di informazioni bancarie e quindi non ha nessun interesse a rispettare gli impegni presi. “Road map”? Nel water! Quello che voleva, l’Italia l’ha già portato a casa. Collaborazione ottima? Dal punto di vista italico, di sicuro. Dal nostro invece…

A cosa serve…?

La sortita di Berset dimostra inoltre che l’arrivo in Consiglio federale di KrankenCassis non ha affatto “illuminato” il governicchio di Berna sui problemi nelle relazioni con il Belpaese. A questo punto c’è davvero da chiedersi a cosa serve avere un consigliere federale ticinese. Probabilmente, nel caso concreto, solo a fare campagna elettorale in Ticino per l’ex partitone.

Anche noi ci congratuliamo, ma…

C’è da dire che Berset ha almeno avuto il buon gusto di congratularsi con il nuovo governo italiano. Non come il New York Times, giornale dei galoppini della casta, che ha scritto che il governo italiano “fa schifo”. O come l’ex ministro degli Esteri liblab Didier Burkhaltèèèr, altro soldatino della casta che, subito dopo l’elezione dell’odiato populista Donald Trump, si è messo immediatamente a “deplorare”.

Anche noi siamo contenti che in Italia Lega e M5S abbiano formato il nuovo governo, e ci congratuliamo in particolare con la Lega. Ma tra Stati di amici non ce ne sono. Perché ogni paese  fa i propri interessi (a parte la Svizzera, che è governata da camerieri dell’UE costantemente inchinati a 90 gradi davanti ai funzionarietti di Bruxelles). Il nuovo ministro degli Interni Salvini vuole giustamente espellere in grande stile i finti rifugiati dal Belpaese. Che spesso e volentieri, come ha sottolineato il neo-ministro, sono delinquenti fatti uscire dalle prigioni dei paesi d’origine.  Se questi clandestini vengono rimpatriati, ovviamente, ci va benissimo. Oppure Salvini potrebbe in alternativa mandare i finti rifugiati in Germania dall’ “Anghela” Merkel, che con le sue scellerate dichiarazioni d’accoglienza ha fatto arrivare in Europa milioni di migranti economici con lo smartphone.

Se invece il nuovo governo italiano immagina di mandare i “suoi” asilanti anche in  Svizzera a causa della “contiguità territoriale” – ciò che farebbe la gioia della ministra del “devono entrare tutti” Sommaruga e dei kompagni che nel business ro$$o dell’asilo ci tettano dentro alla grande – è ovvio che non se ne parla nemmeno. E’ pacifico che non ci prendiamo nessun finto rifugiato extra per fare un piacere al Belpaese. Nemmeno se il nuovo governo italico è per metà leghista. Non lo faremmo neppure se fosse leghista per intero.