Bruxelles vuole impedirci di espellere i criminali stranieri

L’ accordo quadro istituzionale sarebbe una manna per gli immigrati che delinquono

 

Ma nooo! Ma chi l’avrebbe mai detto! Ancora una volta i funzionarietti dell’UE ormai con le valigie in mano – in primavera verranno mandati tutti a casa – tentano di fregarci. Naturalmente con la complicità dei loro camerieri incadregati a Palazzo federale.

Continuo rilancio

E’ noto che  sono in corso le trattative (?) per la sottoscrizione dello sconcio accordo quadro istituzionale. Come detto più volte, il trattato è di tipo coloniale. Esso  ci imporrebbe non solo i Diktat dell’UE, ma anche i suoi giudici (stranieri). Il che significa: rottamazione della nostra sovranità nazionale e dei nostri diritti popolari. Solo i calabraghisti di Berna, abituati ad inchinarsi a 90 gradi davanti ad ogni cip di Bruxelles, potrebbero prendere in considerazione di sottoscrivere un accordo del genere.

Tanto più che gli eurobalivi ormai in scadenza avanzano sempre nuove pretese. Chiaro: hanno capito che gli svizzerotti fessi cedono su tutta la linea, e quindi ne approfittano per alzare l’asticella.

Fuori come un doccione

Sicché adesso si pretende pure, sempre con lo sconcio accordo quadro, che la Svizzera aderisca alla direttiva UE sulla cittadinanza.  Qui qualcuno è fuori come un doccione.

Aderire alla direttiva UE sulla cittadinanza significa che, di fatto, non potremo più espellere nessun delinquente straniero se costui è cittadino UE. Il che equivale a buttare nel waterla votazione popolare del 2010 sull’espulsione dei delinquenti stranieri (inutile dire che i legulei del Tribunale federale, esponenti del triciclo spalancatore di frontiere, già oggi si arrampicano sui vetri per non espellere nessuno). Idem con patate per gli stranieri in assistenza. In altre parole: se sottoscriviamo lo sconcio accordo quadro istituzionale non potremo più espellere né criminali UE e nemmeno cittadini UE in assistenza. Visto che l’80% degli ospiti dell’Hotel Stampa non ha il passaporto rosso, tutti questi delinquenti, a meno che siano cittadini di Stati terzi, una volta fuori di galera rimarranno sul nostro territorio, con alto rischio di recidiva. I calatori di braghe bernesi, quelli sempre chinati ad angolo retto in sprezzo del rischio di ernie del disco, non si fanno alcun problema nel sacrificare la nostra sicurezza alle loro fregole d’apertura internazionale.

Contrordine compagni!

Del resto, è evidente che i sette scienziati del Consiglio federale nemmeno sanno quello che stanno facendo. Giocano agli apprendisti stregoni. A partire dall’italo-svizzero KrankenCassis. Prima infatti per settimane hanno raccontato la storiella che la direttiva UE sulla cittadinanza non c’entra un tubo con lo sconcio accordo quadro; che è tutto un altro paio di maniche; che non è oggetto delle trattative e quindi, anche sottoscrivendo l’immondo trattato capestro, sul fronte delle espulsioni degli stranieri che delinquono o che sono  a carico del nostro Stato sociale non cambierebbe nulla.

Poi, contrordine compagni!

Adesso infatti salta fuori che la direttiva sulla cittadinanza fa parte eccome delle trattative per l’accordo quadro. Però ci si viene a raccontare che essa sarebbe, per il consiglio federale, una delle linee rosse invalicabili (come l’ormai famosa regola degli otto giorni). Ohibò, ma chi si pensa di prendere per i fondelli?

Linee rosse?

Le linee rosse invalicabili sono una barzelletta. Come il tasto reset, esse non esistono. Alla fine il Consiglio federale capitola su tutto con la scusa che bisogna “salvare” i fallimentari accordi con l’UE. E’ quindi evidente che l’Accordo quadro, oltre ai disastri già noti, ne porterà molti altri al seguito. I camerieri di Bruxelles pretendono di venderci accordi di sudditanza e sono pronti a firmarli a scatola chiusa, senza nemmeno conoscerne le conseguenze! Apperò, questi sì che sono “grandi statisti”! Peggio di così…

Il dibattito urgente

Una decina di giorni fa in consiglio nazionale si è tenuto il dibattito urgente sullo sconcio accordo quadro istituzionale. A chiederlo sono stati i gruppi Udc e P$. Ebbene, durante il dibattito vari deputati esponenti della partitocrazia eurolecchina hanno posto domande a KrankenCassis. Il tentativo era quello di fargli dire pubblicamente che la direttiva UE sulla cittadinanza non c’entra nulla con l’ accordo quadro: sono tutte balle populiste e razziste!

Il tentativo di propaganda si è però trasformato in un miserando autogoal. Infatti il ministro degli esteri binazionale nonha detto che la direttiva UE sulla cittadinanza è un tema diverso dall’accordo quadro. L’unica cosa che ha potuto fare, con grande scorno di chi lo interrogava,  è stato ripetere a più riprese la fregnaccia della “linea rossa”. A cui, come detto, non crede nessuno. Perché il Consiglio federale di linee rosse non ne ha. Non c’è un punto su cui non sia pronto ad abbassarsi i calzoni fin sotto i calcagni. Non uno! L’esperienza, purtroppo, insegna.

Quindi: accordo quadro istituzionale uguale anche obbligo di tenerci tutti i delinquenti stranieri.E poi hanno ancora il coraggio di dire che non è vero che il triciclo PLR-PPD-P$ svende la Svizzera?

Lorenzo Quadri