Campione: con l’Italia nella buona e nella cattiva sorte

Adesso che l’enclave è nella palta, c’è chi pensa a diventare svizzero. Prima invece…

 

Ohibò. Adesso nell’enclave qualcuno ha pensato bene di promuovere una raccolta firme per attaccar là Campione d’Italia alla Svizzera.

Dopo le velleità napoleoniche del ministro degli esteri binazionale KrankenCassis che a Berna, prendendo la parola davanti alla Camera del popolo, ha dichiarato che l’annessione di Campione alla Svizzera si potrebbe anche fare (i volontari luganesi sono già schierati in tenuta d’assalto sulle rive del Ceresio, per lo sbarco si attende il ripristino dei cumball) ecco dunque un’altra puntata della saga. La raccolta di firme direttamente nell’enclave, appunto.

Quando le cose andavano bene…

Peccato che nessuno a Campione si sarebbe mai sognato di uscirsene con iniziative del genere quando le cose andavano bene. Adesso che l’enclave si trova immersa a bagnomaria nella palta, invece, ci si aspetta forse che arrivino gli svizzerotti a metterci una pezza, tappando buchi e voragini con i loro franchetti? E tutto questo mentre Roma sta alla finestra?

Ed i milioni di debiti che l’enclave ha cumulato nei confronti di enti pubblici e privati elvetici, chi li ripaga? Il Gigi di Viganello? Il Gatto Arturo?

La disoccupazione

Spiace per chi ha perso il lavoro. Ma i ticinesi che rimangono disoccupati non possono certo aspettarsi che il Belpaese risolva i loro problemi (anzi). Già la decisione della solita SECO (quella delle statistiche taroccate pro-libera circolazione) di pagare la disoccupazione agli ex dipendenti del Casinò residenti in Svizzera, che di contributi non ne hanno mai versati, è un affronto ai lavoratori elvetici, che i contributi li pagano eccome. Però a noi  vengono decurtate le rendite di disoccupazione (modifica di legge del 2012, sostenuta da PLR e PPD) perché “gh’è mia da danée”. I soldi per gli ex dipendenti del Casinò di Campione, però, ci sono. Senza dimenticare che – ma tu guarda i casi della vita –  l’organico della casa da gioco nel corso degli anni è stato gonfiato come una rana con assunzioni politiche; e le buste paga idem. E adesso a metterci una pezza dovrebbe essere la nostra assicurazione contro la disoccupazione, con i soldi dei nostri contributi? Ma anche no.

I conti non tornano

A proposito. Come noto circa 2/3 dei dipendenti del casinò di Campione a cui pagheremo la disoccupazione sono permessi B. Tra questi ci sono dei permessi B farlocchi, ovvero ottenuti tramite residenze fittizie in Ticino. Quanti sono? Rispondendo ad un’interrogazione del leghista Massimiliano Robbiani, il Consiglio di Stato ha risposto che i casi dubbi sarebbero due. Certo, come no! E gli asini volano! Peccato che circoli invece una lista di casi sospetti con indicati una ventina di nomi, altro che due!

Nella buona e nella cattiva sorte

Una cosa, comunque, è certa. Campione resterà al Belpaese. Quando per l’enclave le cose andavano bene, anche solo ventilare l’annessione alla Svizzera davanti ad un grappino avrebbe suscitato uno scandalo internazionale e scatenato l’ira funesta del Belpaese: svizzerotti, ma siete usciti di cranio? Giù le zampe!

Adesso invece, dopo che la politichetta locale ha fatto il disastro, c’è chi immagina che a togliere le castagne – e che castagne! – dal fuoco arriverà chi non ha alcuna responsabilità per quanto accaduto e di problemi ne ha già in abbondanza di suoi senza andare a cercarsene altri. Non è così che funziona. L’enclave era italiana quando faceva comodo. Lo rimarrà anche quando è meno comodo. “Nella buona e nella cattiva sorte”, si diceva una volta.

Lorenzo Quadri