Caos asilo: in Germania arriva la censura di regime

 

Ecco che siamo arrivati all’ultimo stadio. L’élite spalancatrice di frontiere, responsabile del caos asilo, impone la censura di regime. Accade in Germania, dove il governo non vuole che i mass media riferiscano dei reati commessi da asilanti, magrebini, migranti islamici. In questi casi, la nuova regola politikamente korretta impone di indicare solo genericamente che si tratta di persone in arrivo da “paesi a sud” (anche la Svizzera è a sud della Germania…). Va da sé che la stampa di regime, perfettamente allineate sul fronte delle frontiere spalancate, è più che entusiasta di ottemperare al Diktat.

Nascondere il disastro

Evidentemente il governo Merkel tenta, male, di nascondere il disastro fatto non solo in Germania, ma in tutta Europa. A seguito degli sciagurati inviti dell’Anghela (“ce la possiamo fare”) si sono messi in marcia verso il vecchio continente interi popoli. Il risultato è l’arrivo in Europa di milioni di finti rifugiati musulmani con lo smartphone, che non sono né integrati né integrabili. Che disprezzano la nostra cultura. Che vogliono importare il loro modo di vita. Che non rispettano le donne. Al proposito, nei giorni scorsi la Basler Zeitung ha pubblicato un’interessante intervista ad uno psicologo che da anni lavora con i giovani migranti economici.

Nuova panzana

La kompagna Simonetta “dobbiamo aiutare l’Italia” Sommaruga ha detto che “non c’è posto in Svizzera” per i finti rifugiati che “non rispettano le donne”. Si tratta, purtroppo, dell’ennesima panzana. Proprio questi migranti economici, la kompagna Sommaruga ed il $uo partito li vogliono fare entrare tutti.

E adesso in Germania l’élite spalancatrice di frontiere, ormai alla frutta, tenta la via della censura di regime. I reati commessi dagli asilanti devono essere taciuti dai media. La gente non deve sapere. Perché sennò si accorgerebbe che gli odiati e denigrati populisti hanno ragione. Che la politica delle frontiere spalancate è un disastro sotto tutti i punti di vista.

I paladini della libertà di stampa

E il bello è che a sostenere la censura di regime, e ad accodarsi  slinguazzanti alla medesima, sono gli organi d’informazione politikamente korretti. Proprio quelli che si riempiono la bocca con la libertà di stampa (ma solo per gli amici; solo quando fa comodo) adesso inneggiano alla censura della nazionalità dei delinquenti.  Per nascondere i disastri della politica che loro stessi hanno fattivamente sostenuto e promosso. Perché, come la morale, anche la libertà di stampa è a senso unico. Ne devono beneficiare solo le posizioni “giuste”. Per le altre, invece… museruola!

Del resto anche alle nostre latitudini polizia e magistratura fanno fatica, e tanta, ad indicare nelle comunicazioni ufficiali la nazionalità dei delinquenti. Invece si tratta di un’informazione che va fornita, sempre. Perché è ora di finirla di nascondere la realtà nel disperato tentativo – ormai siamo davvero alla frutta – di nascondere lo sfacelo della politica delle frontiere spalancate e del multikulti . Se qualcuno crede di fermare l’avanzata degli odiati “populisti”  con questi disperati mezzucci, forse ha sbagliato a fare i conti.

Lorenzo Quadri