Casinò di Campione: “nümm a pagum” grazie ai bernesi

Il Consiglio federale si arrampica sui vetri, ma la situazione è ingiustificabile 

Ancora una volta la colpa è di accordi internazionali autolesionisti che i camerieri dell’UE sono corsi a firmare con le braghe abbassate fino alle caviglie

Come volevasi dimostrare il Consiglio federale attinge a piene mani alle casse dell’assicurazione contro la disoccupazione (AD) per regalare milioni agli ex dipendenti del Casinò di Campione residenti in Ticino, parecchi dei quali con permesso B. Costoro non hanno mai versato un franco di contributi alla disoccupazione elvetica.

I camerieri dell’UE in Consiglio federale hanno infatti ribadito, rispondendo all’interpellanza di chi scrive, che versare le rendite di disoccupazione agli ex dipendenti della casa da gioco dell’enclave è cosa buona, giusta e doverosa. Ma bravi!

I tagli

Forse lor$ignori si sono dimenticati che nel 2012, la Lega era contraria, vennero effettuati tagli drastici alle indennità di disoccupazione dei cittadini svizzeri,raccontando la solita fregnaccia delle “esigenze di risparmio”. (Poi però  i soldi per fare regali miliardari alla fallita UE – perché, EuroSenatore Lombardi (PPD)  dixit, “bisogna oliare”, ed il presidente del PLRT Bixio Caprara applaude entusiasta – si trovano sempre; ma questo è un altro discorso).

Quindi, sui disoccupati svizzeri si risparmia. A quelli di Campione si fanno i regali. Come detto, i disoccupati di Campione non hanno mai versato nelle casse della nostra AD un solo centesimo.

Oltretutto, il Casinò di Campione è (era) una vera e propria cattedrale nel deserto. Non solo per quel che riguarda l’edificio (meglio noto come “ecomostro”). L’organico della casa da gioco è stato gonfiato come una rana dalle autorità dell’enclave (ne avevano facoltà) con motivazioni politiche e nepotistiche: assunzioni di amici, parenti, raccomandati, e chi più ne ha più ne metta. Le pubbliche dichiarazioni al proposito fatte dall’ex sindaco Roberto Salmoiraghi sono illuminanti. E non solo l’organico era gonfiato, ma anche le paghe.

Tutto ciò è avvenuto, come è ovvio che sia (Campione è territorio italico) senza che gli svizzerotti potessero fare un cip.

Chi ci mette una pezza?

Poi, quando il giocattolino (giocattolone) si  è rotto e tutto è andato in palta, chi è stato chiamato a metterci una pezza? Ma gli svizzerotti, ovviamente! Con i soldi dei lavoratori e dei datori di lavoro elvetici.

E che pezza: l’operazione Campione infatti, con tutta probabilità, costerà alle casse della “nostra” disoccupazione una cifra vicina ai 5 milioni di franchetti, e scusate se sono pochi. E intanto Roma – Campione è in Italia, mica in Svizzera! – si defila. Del resto, che bisogno avrebbe di star lì a scaldarsi? Ci sono già gli svizzerotti che pagano…

Ingiustificabile

In tutto questo non c’è alcuna logica. E’ evidente. Ed i camerieri dell’UE in Consiglio federale possono girarla e pirlarla come vogliono. Davanti ai lavoratori ed ai datori di lavoro svizzeri, il pagamento delle rendite di disoccupazione ai dipendenti del Casinò di Campione non è in alcun modo giustificabile. Regali a chi non ha mai pagato e tagli sulla pelle di chi ha pagato: ma dove siamo?

Accordi del piffero

Ed infatti, la spiegazione con cui il Consiglio federale immagina di pararsi le terga  è rovinosa: dobbiamo pagare perché questo “è previsto all ‘articolo 65 del Regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004 relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale”. Apperò!  Eccoli qua gli accordi internazionali del piffero! Dei veri e propri capolavori diautolesionismo(Tafazzi al confronto è un dilettante) che i balivi bernesi corrono a sottoscrivere con le braghe calate ad altezza caviglia! Corrono perché, secondo costoro, quando Bruxelles comanda, i tapini elvetici possono solo chinarsi a 90 gradi ed obbedire! Questa è peraltro la visione sdoganata anche dal presidente del PLRT Bixio Caprara.

Un motivo in più

Ecco un motivo in più per far saltare la devastante libera circolazione delle persone che, oltre all’invasione da sud con tutte le conseguenze del caso, ci regala anche “appendici” come la rendita di disoccupazione ai dipendenti del Casinò di Campione!

Abbiamo dunque un bell’esempio concreto di cosa sono gli “indispensabili” accordi internazionali. Quelli che, secondo la partitocrazia PLR-PPD-P$$, dovrebbero avere la priorità sulla Costituzione e sulla volontà popolare!

Non è finita

Comunque, la vicenda della disoccupazione ai dipendenti del Casinò di Campione non finisce qui.Nella prossima sessione delle Camere federali (inizio il 26 novembre) verranno presentati altri atti parlamentari sul tema.

Lorenzo Quadri