Casinò di Campione: “quelle rendite sono un affronto”

Quadri interpella il Consiglio federale: “gli svizzerotti pagano sempre per tutti?”

 

Lorenzo Quadri, come annunciato, lei ha presentato un’interpellanza sulle rendite di disoccupazione accordate dalla SECO ai dipendenti (formalmente non ancora licenziati) del Casinò di Campione residenti in Svizzera. Perché?

Perché non è corretto che, a seguito della decisione della SECO, vengano pagate rendite di disoccupazione a chi non ha mai pagato i contributi. In barba a chi – lavoratori e datori di lavoro ticinesi – i contributi li ha sempre versati. E ricordiamo che con la riforma della LADI, entrata in vigore nel 2012 (la Lega era contraria), ai lavoratori svizzeri sono state decurtate le rendite di disoccupazione in modo importante, adducendo esigenze di risparmio. Poi però si decide di versare prestazioni a chi i contributi non li ha mai pagati? Le tanto decantate esigenze di risparmio non valgono per i dipendenti del Casinò di Campione? Inoltre: il Casinò di Campione è (era) il più grande d’Europa; l’organico è stato gonfiato dall’amministrazione locale con logiche clientelari; ed ovviamente – come è normale che sia – la Svizzera non aveva voce in capitolo. Però adesso i costi generati dal crollo di questa cattedrale italiana lo dovrebbero pagare i lavoratori svizzeri, per decisione della SECO? Mentre lo Stato italiano latita: tanto ad aprire i cordoni della borsa ci pensano gli svizzerotti fessi? Scusate ma non ci siamo proprio.

Senza la rendita di disoccupazione, però, queste persone residenti in Svizzera andrebbero in assistenza. E noi pagheremmo comunque.

Non tutti hanno diritto all’assistenza. Dipende da reddito e sostanza del richiedente e del suo nucleo familiare. Se c’è un altro reddito in famiglia (ad esempio se la moglie o il marito lavorano) e ciò basta al sostentamento dell’economia domestica, non vengono accordate prestazioni assistenziali. L’assistenza garantisce in effetti solo il minimo vitale. Inoltre, in particolare per i dimoranti – che pare siano circa i due terzi dei beneficiari – ci sono ulteriori ostacoli, legati alla natura del loro permesso. A ciò si aggiunge che un certo numero di questi permessi di dimora sono ottenuti tramite residenze fittizie in Svizzera. Quindi grazie alla SECO pagheremo non solo per i permessi B, ma addirittura per i permessi B farlocchi. Inaccettabile.

Ma di quanti soldi stiamo parlando?

La decisione della SECO alleggerirà sicuramente le casse dell’AD di svariati milioni. Ho chiesto al Consiglio federale di quantificarli, ed in particolare di quantificare quanti andranno a permessi B, che, se si fosse coerenti, non dovrebbero nemmeno avere diritto all’assistenza. Il permesso viene infatti concesso all’immigrato che è in grado di mantenersi senza pesare sulla collettività. Se questo requisito fondamentale non è più dato, il permesso va ritirato.

Lei ce l’ha con i dipendenti del Casinò?

Ma certamente no. Mi spiace per chiunque perda il lavoro. Ma non sta alla Svizzera, ai cittadini svizzeri, mettere sempre una pezza a tutto con i propri soldi. Non siamo la mucca da mungere di tutti. Il problema è dell’Italia. Che tra l’altro, come sappiamo, nei nostri confronti ha cumulato non poche inadempienze. La Svizzera non ha alcuna responsabilità nella gestione allegra del Casinò di Campione. Però grazie alla bislacca decisione della SECO il conto viene presentato a noi? E’ una presa in giro. A ciò si aggiunge che il Comune di Campione ha cumulato debiti per svariati milioni nei confronti di enti pubblici ticinesi. Chi li ripaga? Cosa sta facendo il Consiglio federale per ottenere che i debiti vengono saldati? O magari ci si aspetta che, oltre a pagare la disoccupazione ai dipendenti del Casinò, rinunciamo pure ai crediti nei confronti del Comune di Campione? Doppiamente cornuti e mazziati?

Quindi ce l’ha con la SECO?

Di certo  non nutro particolare simpatia per la SECO. Oltre a produrre statistiche taroccate sul mercato del lavoro per fare propaganda di regime alla libera circolazione, la SECO continua a prendere decisioni a nostro danno, all’insegna della calata di braghe internazionalista. Quella sulla disoccupazione ai dipendenti del Casinò di Campione è solo l’ultima della serie. Ed il contribuente svizzero dovrebbe continuare a spendere 100 milioni di Fr all’anno per mantenere la SECO? Chiudiamo la SECO e mandiamo in disoccupazione i suoi burocrati!

MDD