Casse malati: no limits!

Nel nostro Cantone i premi di cassa malati sono indebitamente elevati. Lo studio commissionato dall’ordine dei medici del Canton Ticino a Bruno Cereghetti (già capo dell’assicurazione malattia del DSS), lo dimostra: per il 2012 i Ticinesi avrebbero dovuto ottenere una diminuzione dei premi di almeno il 10%. Così non è stato; anzi in molti si sono trovati addirittura con un aumento. Non solo: a quanto sembra, il passaggio dal calcolo del sussidio di cassa malati basato sul reddito imponibile a quello basato sul reddito disponibile, benché presentato come panacea, porterà invece a numerose, e dolorose, decurtazioni. E colpiti da decurtazioni saranno pure gli anziani e gli invalidi a beneficio della prestazione complementare, i quali da quest’anno, per decisione cantonale, si vedranno coperto il premio di cassa malati solo fino al forfait federale: chi paga di più, ci mette la differenza di tasca propria.

 

Per i ticinesi niente, mentre invece…

Quindi si può parlare di un evidente peggioramento della situazione sul fronte dell’assicurazione malattia nel 2012, quando invece sarebbe stato doveroso un miglioramento. In effetti i costi della salute in Ticino non sono aumentati, mentre sono diminuiti gli oneri a carico degli assicuratori malattia a seguito del nuovo sistema di finanziamento delle cure in cliniche private. E ci sarebbe inoltre ancora la “bazzecola” di risarcire i ticinesi che per anni hanno pagato premi gonfiati.

Mentre tutto queste accade, sull’ultima edizione della SonntasgZeitung si legge una notizia inquietante. La notizia riguarda il Consiglio centrale islamico, un’associazione fondamentalista guidata da tale Nicolas Blancho, cittadino elvetico convertito all’estremismo islamico, uno che va in televisione a dire che è legittimo picchiare le donne (eppure, scandalosamente, la tv di servizio  pubblico, pagata con i nostri soldi continua a concedergli spazio).

Cosa c’entra un individuo del genere con le casse malati? C’entra, perché l’associazione estremista da lui guidata si sta organizzando in modo sempre più strutturato: e questa sì che è una cosa che dovrebbe preoccupare, altro che il presunto “razzismo”. Tra le altre cose, il Consiglio centrale islamico starebbe lavorando ad una “Swiss-Muslim-Card”, una carta per musulmani svizzeri che permette di ottenere sconti su determinate prestazioni fornite da aziende convenzionate. Fin qui, nulla di particolarmente bislacco; senonché tra gli sconti in questione, stando a quanto riportato dalla SonntagsZeitung di domenica, in futuro potrebbero esserci anche i premi di cassa malati. Trattative sarebbero infatti in corso tra il Consiglio centrale islamico e l’Helsana.

 

Da far rizzare i capelli

Qui c’è davvero da farsi rizzare i capelli in testa. I cassamalatari non concedono agli assicurati ticinesi le riduzioni di premio che spetterebbero loro di diritto; naturalmente e come sempre l’Ufficio federale della sanità approva senza condizioni: tanto a venire spennati sono i ticinesi, per cui, poco male.

Gli stessi cassamalatari che rifiutano di dare ai Ticinesi quello che è di loro spettanza sono però pronti a concedere sconti ad un’associazione estremista islamica.

Quando si dice che non c’è limite al peggio…

 

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