CEDU: i giudici stranieri asfaltano i diritti popolari

“Svizzerotti, tenetevi lo stupratore kosovaro!”: ecco i legulei voluti dal triciclo

 

Ecco qua l’ennesimo regalo alla Svizzera da parte dei giudici stranieri della CEDU, la Corte europea dei diritti dell’Uomo! I quali ci impongono di tenerci in casa uno stupratore, ex finto rifugiato e finto invalido kosovaro, perché l’espulsione sarebbe – udite udite – “sproporzionata”! E ti pareva!

Ancora una volta, dunque, la volontà popolare viene gettata nel water da quei giudici stranieri che la partitocrazia spalancatrice di frontiere ha voluto ad ogni costo!

Ricordiamo infatti che, in occasione della votazione sull’iniziativa popolare “contro i giudici stranieri” (25 novembre 2018), il triciclo PLR-PPD-P$$ strillò a pieni polmoni che, se il popolo avesse approvato l’iniziativa, la Confederella avrebbe rischiato di venire cacciata dal club della Convenzione europea dei diritti dell’Uomo (CEDU) con conseguente uscita dalla giurisdizione dell’omonima Corte! Uhhh, che pagüüüraaa!

A parte il fatto che la storiella dell’estromissione della Svizzera dalla CEDU ha la stessa credibilità della minaccia dell’espulsione da Schengen in caso di rifiuto popolare del Diktat disarmista dell’UE, in altre parole si tratta di una fregnaccia grande come una casa: la sentenza sul caso dello stupratore kosovaro ben dimostra cosa ci guadagniamo a continuare a sottostare alla Corte europea dei diritti dell’Uomo. La stessa che tra l’altro sta sdoganando la Sharia malgrado abbia riconosciuto, nel 2003, che essa è contraria ai diritti umani!

Magistrati o politicanti?

Altro che diritti dell’Uomo: qui abbiamo a che fare con dei legulei politicizzati il cui obiettivo è la promozione del multikulti e la distruzione dei diritti popolari! Questi non sono dei giudici: sono dei politicanti internazionalisti. E, grazie al triciclo PLR-PPD-P$$, hanno facoltà di venire in casa nostra a schiacciarci gli ordini. Il popolo decide che i criminali stranieri vanno espulsi? I giudici-politicanti stranieri lo impediscono. E quelli nostrani, non aspettando altro, si accodano. Così ci ritroviamo sul gobbo, ad esempio, la decisione di qualche mese fa di un tribunale distrettuale zurighese, secondo cui un picchiatore tedesco 27enne non può essere espulso (“sa po’ mia!”) a causa della devastante libera circolazione delle persone. Abbiamo i legulei che farneticano che non si può (“sa po’ mia!”) espellere un terrorista islamico, se questo sarebbe in pericolo al proprio paese; e quindi gli svizzerotti se lo tengono in casa. Abbiamo la CEDU che si produce nelle perle di cui sopra sullo stupratore kosovaro. E tutto grazie alla partitocrazia eurolecchina.

“Teneteveli tutti”

A questo punto è utile ripercorrere la vicenda dello stupratore kosovaro che la Corte europea dei diritti dell’Uomo, ormai diventata avvocato d’ufficio dei peggiori delinquenti, pretende che teniamo – e manteniamo – in Svizzera.

Il 55enne giunse nel nostro Paese nel 1993 come finto rifugiato. Sottolineiamo: finto rifugiato. Infatti, la sua domanda non è stata accolta. Però è potuto rimanere da noi perché, ma guarda un po’, si è sposato con una cittadina elvetica (patrizia di…?). Nel 2003 è stato processato per coazione sessuale e stupro, con condanna a due anni e tre mesi di carcere. Poi il divorzio. Poi, nel 2012, la rendita AI all’80%, revocata però nel 2016 (falso invalido?). Da allora il bellimbusto è a carico dei figli avuti da un matrimonio precedente, giunti anche loro in Svizzera (tutti insieme appassionatamente a casa nostra).

Sempre le stesse scuse

Però, per i legulei della CEDU, l’espulsione confermata dal Tribunale amministrativo federale (non proprio un gremio di beceri leghisti, populisti e razzisti) non sarebbe proporzionata e non terrebbe sufficientemente conto dei legami familiari. Come al solito! Sempre le stesse scuse per sdoganare la libera circolazione a livello mondiale ed il diritto di chiunque ad immigrare dove vuole e a restarci, in barba a tutto e a tutti. Qualsiasi cosa combini. In sostanza, questi legulei stanno già applicando il demenziale patto ONU sulla migrazione. Ed il diritto dei cittadini svizzeri a vedere la loro volontà rispettata, chi lo difende? Il nostro diritto a non diventare il paese del Bengodi per ogni sorta di delinquenti stranieri, chi lo tutela?

A proposito: chi paga le spese legali dello stupratore kosovaro? Magari ancora una volta il solito sfigato contribuente rossocrociato?

E ribadiamo il concetto: se l’ex finto rifugiato vuole mantenere i legami con i figli, non hanno che da trasferirsi tutti all’estero.

Morale della favola…

Ancora una volta, si verifica lo scenario consueto: i cittadini elvetici decidono che i delinquenti stranieri vanno espulsi. I balivi stranieri li asfaltano e glielo impediscono. Chi ringraziamo per questo? La risposta è sempre quella: il triciclo PLR-PPD-P$$!

Lorenzo Quadri