Chiasso, ancora asilanti delinquenti

Interrogazione al Consiglio di Stato

Proseguono a Chiasso gli atti delinquenziali aventi per protagonisti dei sedicenti rifugiati magrebini.

 

Venerdì sera presso il centro della protezione civile di via Chiesa c’è stata una rissa tra asilanti con quattro feriti.

A quanto risulta gli asilanti si sono feriti con delle lamette e hanno anche dato fuoco a delle coperte.

Naturalmente l’accaduto ha reso necessario l’intervento delle pattuglie di polizia comunali (di Chiasso e Mendrisio) e cantonale, oltre che dei sanitari, con costi a carico del contribuente.

 

Ciò che indigna maggiormente è che i protagonisti dell’ennesimo episodio di violenza erano giunti a Chiasso da pochi giorni. Eppure, nella loro brevissima permanenza, erano già riusciti a mettere a segno una lunga serie di reati: molestie, furti, scippi, atti vandalici, introducendosi anche nell’atrio delle scuole commerciali per scippare la borsetta ad un’insegnante.

Tutto questo a dimostrazione della “qualità” delle persone che vengono attribuite al centro asilanti di Chiasso, sito non già in una zona discosta ma in pieno centro città, a diretto contatto con gli abitanti e con le attività economiche commerciali.

Una presenza che sta vanificando gli sforzi di rilancio fatti dalla cittadina di confine.

 

Del resto già nei mesi scorsi il direttore, nel frattempo silurato, dell’Ufficio federale della migrazione aveva dichiarato che il 99% dei clandestini magrebini che giungono in Svizzera non sono affatto dei profughi, ma dei rifugiati economici; e come tali non hanno alcun diritto allo statuto di rifugiato da loro preteso.

Va rilevato che gli asilanti delinquenti oggetto del presente atto parlamentare si trovavano al centro della protezione civile di via Chiesa in quanto il centro di registrazione è al completo a causa di un trasferimento di “ospiti” dalla struttura di Kreuzlingen, dove sono in corso dei lavori.

 

Va pure rilevato che il Municipio di Chiasso ha chiesto la chiusura ed il trasferimento del centro asilanti, data la situazione insostenibile che questa presenza crea alla città, in una zona discosta, richiesta poi corroborata da un atto parlamentare al Consiglio federale (presentato da chi scrive).

 

Tuttavia sembra accadere l’esatto contrario di quanto richiesto e necessario: a seguito di non meglio precisati lavori in altri centri, aumenta il numero di asilanti dirottati su Chiasso.

E, senza alcun riguardo per la situazione particolare della struttura chiassese, collocata come detto all’interno di un contesto di centro cittadino, vi vengono trasferiti non già dei richiedenti l’asilo a “basso rischio”, bensì dei delinquenti: come i quattro protagonisti della rissa di venerdì.

 

Chiedo pertanto al lod. Consiglio di Stato:

 

       Il CdS appoggia le richieste alla Confederazione di spostare il centro asilanti di Chiasso in una zona discosta?

       Come valuta il CdS la circostanza che, malgrado le esplicite richieste di chiusura dell’attuale centro presentate alla Confederazione, nella struttura vengano dirottate altre persone in arrivo da altri centri dove sarebbero in corso lavori? E’ accettabile che il centro di Chiasso, malgrado la sua ubicazione particolarmente problematica, debba sobbarcarsi anche asilanti attribuiti altrove?

       E’ accettabile che, in dispregio della particolarità del centro di Chiasso, situato in un contesto cittadino e a diretto contatto con la popolazione e le attività economiche e commerciali, vi vengano inviati non già richiedenti l’asilo a “basso rischio”, bensì dei delinquenti? E’ intenzione del CdS prendere posizione al proposito nei confronti dell’autorità federale?

       Visto il cumularsi di esperienze negative, è intenzione del CdS emanare delle misure di polizia a limitazione della libertà di movimento degli asilanti “ospiti” dei centri?

       Qual è il costo complessivo dell’intervento (polizia, sanitari, ecc) in occasione della rissa di venerdì sera? I sedicenti rifugiati protagonisti dell’increscioso episodio verranno allontanati dal suolo elvetico?

 

Con la massima stima

Lorenzo Quadri

 

 

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