Chiusura dei valichi secondari: lettera del governo a Berna

Il CdS non si faccia infinocchiare! Le dogane vanno chiuse, piaccia o no ai vicini a Sud

 

Dopo l’improponibile calata di braghe sul regalo di 1.3 miliardi all’UE, a cui il Consiglio di Stato, in consultazione, si è inspiegabilmente dichiarato favorevole senza riserve e con argomenti servili e farlocchi, si sarebbe potuto temere il peggio anche a proposito della chiusura notturna dei valichi secondari.

Come noto il Consiglio federale, impipandosene alla grande dell’adozione della mozione Pantani da parte delle due Camere, ha deciso che i valichi secondari con il Belpaese devono rimare spalancati anche di notte. Questo perché? Ma ovviamente perché all’Italia la chiusura notturna non era piaciuta (si ricorderanno gli strilli isterici dei politicanti del Belpaese e della loro stampa di servizio quando, lo scorso primo aprile, era partita la sperimentazione in prova per 6 mesi su tre valichi). E i camerieri bernesi dell’UE davanti alla Penisola come sempre calano le braghe. Per costoro, la sicurezza del Ticino (Mendrisiotto, ma non solo) conta meno, molto meno, dei capricci d’Oltreramina! Ma non si vergognano?

I bernesi spalancano

Il Consiglio federale ha deciso a metà giugno di lasciare spalancate le frontiere secondarie con la vicina Repubblica proponendo di munirle di “barriere da abbassare in caso di necessità”: ovvero, l’ennesima presa per i fondelli. Finalmente ad un mese di distanza (meglio tardi che mai) il Consiglio di Stato ha scritto al governicchio federale ritendendo che l’analisi effettuata dai burocrati bernesi sui benefici della chiusura notturna dei valichi sia lacunosa in quanto “limitata all’ambito delle rapine nelle stazioni di benzina, mentre la questione è più articolata”.Quanto all’efficacia “della vostra controproposta di installare delle barriere ai valichi di confine secondari, è per noi assolutamente invalutabile”.  Tanto più (aggiunta nostra) che anche il Gigi di Viganello ha capito che le barriere ipotizzate sarebbero destinate a restare sempre aperte…

Di conseguenza, il CdS ha chiesto ai camerieri bernesi dell’UE di trasmettere a Bellinzona il “rapporto integrale sul quale hanno basato la loro decisione” di non chiusura, concludendo che “a causa della sua collocazione geografica,  il Canton Ticino ha dovuto sostenere compiti che sono andati a beneficio della Confederazione e degli altri Cantoni, il cui riconoscimento non è sempre stato immediato né scontato”.  

Opporsi all’ennesima boiata

Almeno questa volta in Consiglio di Stato si è trovata una maggioranza pronta ad opporsi all’ennesima boiata federale (c’è infatti da dubitare che la decisione sia stata presa all’unanimità, ma non si sa mai…).

Del resto, le valutazioni fatte da Berna sulle questioni ticinesi spesso e volentieri sono farlocche e non valgono una cicca. Non solo in campo di disoccupazione e di frontalierato (vedi le statistiche taroccate della SECO). Anche in altri ambiti. Ricordiamo ad esempio – eccome che lo ricordiamo! –  che i burocrati federali tentavano addirittura di convincerci che chiedere il casellario giudiziale prima del rilascio di permessi B e G fosse inutile! Invece, grazie a questa misura introdotta dal leghista Norman Gobbi, è stato possibile impedire a centinaia di delinquenti pericolosi di trasferirsi in Ticino. Ma è chiaro: a Berna l’unica priorità è calare le braghe. A costo di opporsi alle decisioni del parlamento. Che, evidentemente, contano solo a geometria variabile. E quindi, per pararsi il lato B, i burocrati federali si fanno allestire i rapporti compiacenti: quelli che dicono ciò che il committente vuole sentirsi dire.

Chiusura da attuare

Non ci facciamo illusioni sull’esito della letterina del CdS al Consiglio federale. Ma per lo meno il governo (o una maggioranza del medesimo) ha dimostrato di non voler lasciar cadere la questione dalla chiusura notturna dei valichi secondari. Lo scritto a Berna deve essere solo un primo passo.  La chiusura notturna è stata decisa e va dunque attuata.Altro che le inutili soluzioni di ripiego per far contenti i vicini a Sud!

A proposito: non è perché il nuovo ministro degli Interni italico Matteo Salvini sta facendo un ottimo lavoro sugli sbarchi dei finti rifugiati che abbiamo cambiato idea sui confini con il Belpaese: vanno chiusi.

Lorenzo Quadri