Confini: la lotta continua!

Le ONG e quelli che le foraggiano non vogliono salvare vite, ma sabotare politiche

 

Dopo la Sea Watch 3 anche un’altra nave di proprietà di una ONG, la Alex, ha forzato il blocco attraccando a Lampedusa.

Queste navi potrebbero benissimo, e più agevolmente, fare rotta verso altri porti. Ma scelgono Lampedusa per il gusto della provocazione. E della visibilità mediatica. L’obiettivo è farla all’odiato leghista Salvini. Il disegno politico dei danarosi spalancatori di frontiere che foraggiano il business degli sbarchi è chiaro. Altro che salvare delle vite. Questi vogliono sabotare delle politiche. Le politiche di chi difende i propri confini. I migranti diventano solo uno strumento. Il mezzo per infangare moralmente i “sovranisti”. E’ chiaro: difendere i propri confini è reato!

I funzionarietti delle organizzazioni sovranazionali al soldo dei miliardari multikulti, gli intellettualini rossi da tre e una cicca e la stampa di regime proseguono con il loro disegno.

I responsabili delle morti in mare

A questi moralisti da strapazzo, che fanno politica sui morti in mare, è il caso di ricordare che la responsabilità di queste morti non è di chi chiude i porti. Nossignori. La responsabilità è di chi aizza le partenze. Quindi dell’ establishment immigrazionista e delle ONG. Sono loro i complici di scafisti e passatori.

Se poi pensiamo che nei giorni scorsi è scoppiato, nel Belpaese, l’ennesimo scandalo di organizzazioni non governative che “stuccavano” milioni e milioni di euro… Altro che continuare a sciacquarsi ipocritamente la bocca con la contrapposizione ONG buone / sovranisti cattivi! Vero, pennivendoli gauche-caviar?

Il patto ONU

Ed al proposito, è bene non dimenticarsi del demenziale Patto ONU sulla migrazione, che i radikalchic chiamano Global Compact. Questo ennesimo trattato internazionale capestro vuole trasformare l’immigrazione clandestina in un diritto umano.

Sotto le cupole federali, del Patto ONU al momento non parla più nessuno. Il perché è chiaro: ci sono in ballo le elezioni. Quando saranno alle spalle, la partitocrazia si affretterà a calare le braghe sottoscrivendo anche questa oscena boiata. Magari raccontando la storiella che il patto non sarebbe vincolante. Balla madornale! Il patto sarà vincolante eccome. Ed infatti, a Bruxelles già si moltiplicano gli studi giuridici con l’obiettivo di renderlo tale per gli Stati membri dell’UE. Sia che questi abbiano sottoscritto il patto ONU, sia che non l’abbiano fatto. Ed anche il Gigi di Viganello ha ormai capito che quel che è vincolante per gli Stati UE lo diventa in tempo di record anche per gli svizzerotti.

La battaglia per la difesa dei confini deve continuare ad oltranza!

Lorenzo Quadri