Consiglio nazionale, iniziativa “contro i giudici stranieri”: il sabotaggio del triciclo. Il dibattito a notte fonda

La partitocrazia non ne vuole sapere dell’iniziativa per l’autodeterminazione, detta “contro i giudici stranieri”. L’iniziativa chiede che la Costituzione svizzera abbia la precedenza su accordi internazionali del piffero. Una  prospettiva che ha provocato isteria diffusa nella casta. Chiaro: gli accordi internazionali servono a rottamare le votazioni popolari sgradite. Figuriamoci quindi se la casta intende privarsi di questo “asso nella manica”, utilissimo per mettere a tacere i cittadini e mantenere così il POTERE.

Isterismi

In Consiglio nazionale il dibattito sull’iniziativa d’attuazione è cominciato negli scorsi giorni. Terminerà lunedì. Già nella prima fase la partitocrazia si è lasciata andare ai consueti isterismi antidemocratici. Conditi di insulti ai cittadini. “La democrazia non ha sempre ragione!” ha ad esempio farneticato una kompagna. Traduzione: “il popolazzo becero vota sbagliato e quindi, quando le sue decisioni non piacciano all’establishment multikulti, spalancatore di frontiere ed eurolecchino, è giusto che vengano azzerate”. Complimenti, questo è il livello della gauche caviar.

L’ossessione della CEDU

Nel dibattito sul Diktat UE sulle armi, la partitocrazia continuava a strillare come un’ossessa alla necessità di “preservare gli accordi di Schengen”. Malgrado non sussista alcun automatismo tra rifiuto della direttiva disarmista e disdetta di Schengen.

Nel caso del dibattito sull’iniziativa “contro i giudici stranieri” – e ricordiamo che il patto del Grütli del 1291 nasce proprio contro i giudici stranieri – l’ossessione è un’altra: quella della Convenzione europea dei diritti dell’Uomo. La situazione è simile: non è affatto detto che la CEDU verrebbe disdetta in caso di approvazione popolare dell’iniziativa contro i giudici stranieri. Si tratta di un semplice spauracchio politikamente korrettissimo. Tanto più che, per garantire i diritti umani, la Svizzera non ha alcun bisogno della CEDU: essi sono già inclusi nella Costituzione. Ma la partitocrazia parte dal presupposto che il popolazzo becero, quello che vota sbagliato, non aspetti altro che l’iniziativa per l’autodeterminazione e la conseguente disdetta (fake news! Non c’è alcun automatismo!) della CEDU per cancellare i diritti umani dalla Costituzione! Il che non è solo una boiata. E’ anche un’offesa

Chiaro: secondo i politicanti della casta il popolo elvetico è razzista, chiuso e gretto. Quindi va tenuto sotto stretta sorveglianza dell’élite. Altrimenti fa disastri.

Iniziativa fondamentale

L’iniziativa “per l’autodeterminazione” è un’iniziativa fondamentale per il futuro della Svizzera.

Stato autonomo, sovrano, con cittadini che decidono in casa loro? Oppure semplice marionetta dell’UE, colonia che si fa schiacciare gli ordini da funzionarietti non eletti da nessuno?

Non stiamo dunque parlando di una questione secondaria, ma di un tema centrale per il nostro paese ed i suoi abitanti. Ma su di essa si è abbattuta la censura dell’Ufficio presidenziale del Consiglio nazionale. Infatti tale Ufficio, dominato dal triciclo (che strano eh?), ha voluto assolutamente che l’iniziativa “per l’autodeterminazione” venisse trattata nella sessione estiva del Parlamento che terminerà venerdì. Questo perché rimandare il dibattito avrebbe avuto una conseguenza assai sgradevole per la casta: il rinvio della votazione popolare. E naturalmente la partitocrazia non vuole che si parli di autodeterminazione e di giudici stranieri in prossimità delle elezioni federali (autunno 2019). Perché sa benissimo come andrebbe a finire.

Tenere a mente

Morale: per prendere a pesci in faccia l’iniziativa ed i suoi sostenitori, l’ufficio presidenziale del Consiglio nazionale ha deciso di infognare il dibattito lunedì in seduta notturna(dalle 19 via). Sperando così di ridurre il numero degli interventi. Neanche si trattasse di discutere sull’ultima delle quisquilie.

Ecco il rispetto del triciclo per i cittadini, per i diritti popolari e per il futuro del paese. In vista delle prossime elezioni, ricordarsi anche di questo.

Lorenzo Quadri