Criminalità transfrontaliera

Ma guarda un po’! Si ricorderà che la scorsa settimana tale Romano La Russa, fratello del più noto Ignazio, assessore  Pdl alla sicurezza della Regione Lombardia, ne sparava di tutti i colori dalle compiacenti colonne de LaRegione, perché Norman Gobbi, direttore del Dipartimento delle Istituzioni, in un articolo pubblicato sul Corriere del Ticino, osava segnalare l’aumento di reati violenti nella fascia di confine italiana.

La Russa, assieme ad un Questore in carica da due mesi e quindi certamente esperto conoscitore del territorio (sic!), dichiarava che non era assolutamente vero niente. Purtroppo per lui, però, i fatti sono testardi. Nei giorni scorsi, per una strana coincidenza, è stato arrestato l’autore di una rapina commessa il 26 dicembre a Novazzano ai danni di un distributore di benzina. E forse che il rapinatore in questione è venuto dal Canton Uri o da Corticiasca? No: guarda caso il malvivente è l’ennesimo cittadino straniero. Trattasi di un 34enne, residente in Italia sulla fascia di confine, sospettato oltretutto di aver messo a segno altre rapine. Chissà cosa ne pensa l’assessore LaRussa…

Il problema della sicurezza della porta sud del Ticino, dunque, è più che mai attuale. Al proposito ci piacerebbe sapere quanti degli atti delinquenziali commessi nel nostro Cantone negli ultimi  anni sono dovuti a persone in arrivo da sud. Il problema di sicurezza risiede ovviamente lì. Un problema che impegna ingenti risorse di polizia. Trattasi di una realtà che può anche non piacere; ed è comprensibile. Ma di certo che un assessore alla sicurezza “nell’esercizio delle sue funzioni” si metta ad inveire a mezzo stampa contro un Consigliere di Stato ticinese è quantomeno inusuale, e può voler dire solo una cosa: che si sente colpito nel vivo.  Attendiamo dunque di conoscere le cifre dei reati commessi in Ticino da persone residenti, o in arrivo da Oltreconfine. Dati che sono molto più significativi di quelli italiani sulla criminalità sul territorio. Infatti bisognerebbe sapere su che base, nella Vicina Penisola, i reati vengono censiti.

Anche un altro aspetto è significativo. Davanti a sortite come quelle dell’assessore La Russa, fratello di Ignazio, ci vuole un bel coraggio ad aspettarsi in futuro lo sblocco dei ristorni delle imposte alla fonte dei frontalieri, che infatti e giustamente rimarranno bloccati.

Soprattutto, visto che ad esprimersi in modo insultante nei confronti di un ministro ticinese è stato un assessore della Regione Lombardia, in un’intervista ad un giornale e nell’esercizio delle sue pubbliche funzioni (non al bar), il Consiglio di Stato avrebbe anche potuto dire qualcosa. Si  è fatto altrimenti, forse perché Gobbi è leghista?

Intanto un modesto suggerimento al Dipartimento delle istituzioni: si mandi a La Russa, in tempo reale, un aggiornamento di tutti i reati commessi in Ticino da persone residenti, ufficialmente o meno, in Lombardia. Così magari potrà chiarirsi un po’ le idee. E potrà rendersi conto, l’esimio assessore, che il controllo del territorio non l’ha più da un pezzo…

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