Da Berna a Bellinzona un solo motto: braghe calate!

Ristorni dei frontalieri e valichi secondari: il triciclo continua a fare disastri

Ma bene! I politicanti del triciclo, sia a Bellinzona che a Berna, vogliono proprio portare a casa il record interstellare in campo di calate di braghe ad altezza caviglia!

In due giorni, infatti, di queste calate di braghe “no limits” se ne sono registrate due. Di quelle spettacolari.

Ristorni dei frontalieri

Come sappiamo, il triciclo PLR-PPD-P$ in Consiglio di Stato, ovvero Beltraminelli, Bertoli e Vitta, ha deciso di continuare a versare integralmente i ristorni al Belpaese: nel nome del “dialogo”. Stiamo parlando di una cifra di oltre 80 milioni di franchetti. Un po’ caro, come dialogo. Tanto più che non abbiamo da anni alcun motivo per continuare a pagare questo tesoretto. E non stiamo qui a ripetere per l’ennesima volta la litania dei perché e dei per come.

“Dialogo”? Qui qualcuno dev’essere proprio caduto dal seggiolone   da piccolo! Domanda da un milione – anzi da 80 milioni -: da quanti ANNI ci viene propinata (sia da Berna che da Bellinzona) la penosa fregnaccia del “paghiamo ma poi (?) ci facciamo valere?”. E cosa è immancabilmente successo tutte le sante volte? E’ successo che i ticinesotti sono stati infinocchiati alla grande! Presi sontuosamente per i fondelli!

La sola volta…

L’unica volta che il governicchio ticinese ha ottenuto un qualche risultato nelle trattative con il Belpaese, è stato quando ha deciso, su impulso del ministri leghisti, di bloccare la metà dei ristorni. Poi, purtroppo, è tornato sui propri passi troppo rapidamente. Ma l’esperienza avrebbe dovuto insegnare che quella è l’unica via, se si vuole ottenere qualcosa. Invece, si continua ad inchinarsi a 90 gradi. Sempre. Senza condizioni. Particolarmente deludente la posizione del Beltrasereno, malgrado il suo partito abbia mostrato qualche timida apertura al blocco dei ristorni. E malgrado anche il Gran Consiglio avesse auspicato una posizione meno supina. Si vede che il PPD ci tiene proprio a perdere la cadrega governativa  il prossimo aprile. Scrivevamo nelle scorse settimane: “se nemmeno la proposta minimalista di Zali, quella di bloccare una parte dei ristorni vincolandone il versamento alla realizzazione di infrastrutture di interesse comune, trova una maggioranza, vuol dire che questo sfigatissimo Cantone, grazie al triciclo PLR-PPD-P$, è alla frutta”.Ebbene, adesso c’è la conferma che siamo proprio alla frutta, e probabilmente anche oltre.

Prima si blocca. Poi…

Nessuno dice che sia sbagliato discutere con il Belpaese. Ma prima si bloccano i ristorni. Poi si discute.Del resto anche Salvini prima ha chiuso i porti alle navi dei migranti clandestini, poi è andato a parlare con l’UE. Ma anche il Gigi di Viganello capisce che, se si fa il contrario, non si ottiene nulla. A maggior ragione dopo che ci si è scottati un’infinità di volte! O vuoi vedere che in CdS qualcuno è davvero convinto che il neo-ministro degli esteri KrankenCassis, grazie al passaporto italico di cui era titolare fino a qualche giorno prima dall’elezione in Consiglio federale, risolverà i nostri problemi con l’Italia? Se è così, a questo (o a questi) “qualcuno”  è urgente far soffiare nel palloncino.

Valichi secondari

La decisione di Vitta, Bertoli e Beltraminelli di inchinarsi a 90 gradi davanti al Belpaese e di versare, senza alcun motivo, oltre 80 milioni di franchetti, è di mercoledì. Venerdì i camerieri dell’UE in Consiglio federale hanno fatto il resto. Ovvero hanno deciso di non chiudere i valichi secondari di notte. Frontiere spalancate! Ticino self – service per i rapinatori in arrivo dal Belpaese!

Inutile ricordare ai sette “grandi statisti” che la chiusura notturna (di tutti valichi secondari con l’Italia; non solo di tre) l’ha decisa il Parlamento, approvando la mozione della deputata leghista Roberta Pantani.

Come ne non bastasse, per giustificare le propria scellerata decisione, i sette bambela federali nella missiva inviata al Cantone hanno il coraggio di scrivere che da colloqui con l’Italia è inoltre emerso che una chiusura notturna dei confini (?) non sarebbe ben vista e porterebbe a dissapori”.E’ il colmo! Della sicurezza del Ticino, lor$ignori se ne fregano! Delle richieste in arrivo dal nostro Cantone se ne fanno un baffo! Però ad ogni cip in arrivo dal Belpaese corrono ad inchinarsi a 90 gradi! Ma non si vergognano?

Ormai è chiaro: a Berna come a Bellinzona, l’importante è calare le braghe. Fare i bravi e ligi soldatini degli eurobalivi.

Non finisce qui

I burocrati federali, la fregnaccia della “scarsa incidenza”, della chiusura notturna dei valichi la vanno a raccontare a qualcun altro. Del resto sono gli stessi che dicevano che la richiesta del casellario giudiziale non serve ad un fico. Lacchè con credibilità zero.

Ma è chiaro che non finisce qui. Sulla chiusura notturna dei valichi secondari bisognerà tornare alla carica.

Nella decisione di lasciare i le dogane minori spalancate anche di notte, un ruolo importante l’ha giocato  il dipartimento degli Esteri. Quello guidato dal PLR KrankenCassis. Che nessuno venga più ancora a raccontare che il suo ingresso nel governicchio federale è utile al Ticino. Grazie ex partitone!

Sempre a 90°

La conclusione è sempre la stessa. Mentre l’Italia impara a difendere i propri confini marittimi, a Bellinzona e a Berna i politicanti camerieri dell’UE sono costantemente inchinati a 90°. In sprezzo degli interessi del paese e di quelli dei cittadini.

Lorenzo Quadri