Dai burocrati bernesi l’ennesimo schiaffo al Ticino

Ve le diamo noi le rassicurazioni all’Italia sulla non discriminazione dei frontalieri!

E’ ora di fare finalmente piazza pulita dei “diplomatici” spalancatori di frontiere e svenduti all’UE come De Watteville

Ma guarda un po’! Il sottosegretario italiano agli affari europei, tale Sandro Gozi, avrebbe dichiarato, secondo le note d’agenzia, che “il governo svizzero non approverà nessuna legge che contenga discriminazioni nei confronti dei frontalieri italiani, sia quelli che lavorano già, sia quelli che cercheranno lavoro in Svizzera in futuro”. Rassicurazioni molto importanti (?) in questo senso sarebbero giunte al Gozi dal Segretario di Stato Jacques De Watteville (quello che andava a Roma a parlare in inglese).

Ohibò, qui qualcuno non ha capito da che parte sorge il sole.

1) Tanto per cominciare, adesso vogliamo sapere dal Consiglio federale in che termini è stata data la “rassicurazione” di cui sopra; quando e su incarico di chi. Se le cose stanno come riportato dalle note d’agenzia, sarebbe la conferma (autocertificata) che il governo svizzero è composto da camerieri dell’UE che se ne sbattono della volontà popolare. Interpellanza parlamentare in arrivo.

2) E’ evidente, poi, che la discriminazione  nei confronti dei frontalieri ci sarà eccome perché così hanno deciso i cittadini svizzeri. Si chiama preferenza indigena e verrà applicata. Anzi, visto che il voto del 9 febbraio ha ormai quasi tre anni, è scandaloso che il Consiglio federale non abbia ancora applicato la preferenza indigena nei settori di sua competenza, come ha proposto di fare Norman Gobbi per “prima i nostri” a livello cantonale.

3) Se “negoziare” per i burocrati bernesi  è sinonimo di calare immediatamente le braghe davanti alla controparte, calpestando i diritti popolari, non c’è da stupirsi se i risultati sono un flop.

4) Non è ora di mandare definitivamente in pensione De Watteville, già tirapiedi dell’ex ministra del 5% Widmer Schlumpf? Quello che avrebbe negoziato (?) con Roma i famosi accordi sulla fiscalità dei frontalieri che mai vedranno la luce? Senza contare che sempre lo stesso De Watteville pretendeva addirittura che la deputazione ticinese a Berna si impegnasse a convincere il Consiglio di Stato a rinunciare alla richiesta del casellario giudiziale per i permessi B e G. E’ il colmo! Secondo l’illuminata visione di questo burocrate spalancatore di frontiere, il Ticino dovrebbe solo calare le braghe e rinunciare a difendersi dall’invasione da sud. Ma non se ne parla nemmeno! E’ ora di fare finalmente piazza pulita di questi “diplomatici” svenduti all’UE.

5) Prendiamo atto che il Consiglio federale continua a prendere a schiaffi il Ticino ed i ticinesi, affermando “tranquillo come un tre lire” che, malgrado le votazioni popolari contrarie, il Ticino continuerà ad essere terra di conquista per la Penisola. Di questo ovviamente i camerieri dell’UE che siedono in governo dovranno rispondere.

Lorenzo Quadri