Deduzioni fiscali ai frontalieri: “una ca*ata pazzesca!”

Grazie camerieri bernesi dell’UE! Così il Ticino avrà più costi e meno entrate

 

Un motivo in più per decidere subito il BLOCCO DEI RISTORNI ed introdurre una tassa per frontalieri così come proposta dal prof Eichenberger

Gaudium magnum (si fa per dire, ovviamente) ! Il Consiglio federale, assieme al solito triciclo PLR-PPD-P$$ alle Camere federali , ha rifilato ai Cantoni di frontiera, e specialmente al Ticino, l’ennesima ciofeca. La tassazione ordinaria per i frontalieri, che entrerà in vigore nel 2021, è infatti  come la Corazzata Potëmkin di fantozziana memoria: una ca*ata pazzesca!

Infatti essa conferisce ai frontalieri il diritto di beneficiare delle deduzioni fiscali che possono far valere i residenti. Si tratta dunque di un regalo fiscale ai frontalieri. Il che è semplicemente uno scandalo. Per vari motivi:

  • La volontà espressa a più riprese dalla stessa Confederazione è quella di tassare di più i frontalieri, non certo di tassarli meno. Anche il fu nuovo accordo fiscale col Belpaese (“fu” perché ormai è defunto da un pezzo) si basava su tale principio. E adesso si fa proprio il contrario?
  • I frontalieri sono già dei privilegiati fiscali per rapporto ai cittadini italiani che vivono e lavorano in Italia. Una situazione di privilegio che non ha uno straccio di giustificazione. Però ai politicanti d’Oltreconfine va bene così. Poi hanno anche la faccia di tolla di simulare preoccupazione perché – dicono loro – a causa del frontalierato perderebbero le migliori forze lavorative (?). E cosa fanno per rendere meno attrattivo lo statuto di frontaliere? Un tubo! Anzi, si battono per mantenerne i privilegi fiscali. E adesso i camerieri bernesi dell’UE ci mettono del loro e ne aggiungono di ulteriori. Col risultato, va da sé, di rendere il Ticino sempre più attrattivo per l’invasione da sud. Applausi a scena aperta!
  • Le deduzioni fiscali sono fatte per chi risiede in Ticino e non per chi vive al di là della ramina. Sarebbe poi interessante sapere come i tassatori ticinesotti intendono verificare l’esattezza delle deduzioni indicate dai frontalieri. Per la serie: fatti su davanti e di dietro dai furbetti tricolore?

Più costi per meno entrate

E’  poi evidente che deduzioni fiscali significa meno gettito. Quale sarà, dunque, la conseguenza della nuova geniale regolamentazione decisa a Berna? Il fisco di questo sfigatissimo Cantone dovrà assumere più funzionari per calcolare le deduzioni fiscali dei frontalieri. Quindi: più costi per minori entrate!

In altre parole, i permessi G continueranno ad invadere, sempre più numerosi, il Ticino; a  generare soppiantamento di lavoratori residenti e dumping salariale (che sono fatti reali, cari scienziati dell’IRE, altro che “percezioni”); ad infesciare le nostre strade e ad impestarci l’aria arrivando uno per macchina (ad Arcisate, come scritto la scorsa settimana su queste colonne, stanno costruendo una nuova strada apposta per agevolare l’arrivo di frontalieri motorizzati, ed intanto gli svizzerotti fessi spendono 200 milioni per il trenino dei puffi Mendrisio-Varese); a generare rüt smaltito a spese del lo sfigato contribuente ticinese (altro che “principio di causalità”); e tutto questo pagando ancora meno tasse!

Certo che, quando si tratta di farci male da soli, siamo davvero imbattibili. Leopold von Sacher-Masoch era un dilettante al confronto!

Modifica non necessaria

E qui, grazie ai soliti camerieri bernesi dell’UE, ci stiamo davvero facendo male da soli. Perché si sarebbe potuto benissimo andare avanti con lo statu quo. C’è una sentenza del Tribunale federale (che ancora una volta decide contro gli interessi della collettività elvetica) che dice che “sa po’ mia”, che le deduzioni fiscali  vanno accordate anche ai frontalieri? Echissenefrega!  La sentenza è di otto  anni fa; e non era nemmeno riferita ad un caso ticinese. Da allora nessuno ha più  fatto un cip. Sicché, i tamberla dell’amministrazione federale potevano benissimo lasciare il dossier nel cassetto. Come del resto avrebbe fatto la vicina Penisola a parti invertite! Avremmo peraltro avuto la giustificazione perfetta: la trattativa suoi nuovi accordi fiscali dei frontalieri è arenata per colpa del Belpaese, e noi dovremmo modificare le nostre regole a vantaggio dei permessi G? Ma nessun altro Stato sarebbe così pirla!  Invece no:   bisogna correre a calare le braghe; non sia mai che qualche organismo internazionale del piffero ci accusi di “discriminare”! E chi è il politicante federale che ha “dato il là” alla scellerata operazione? Esatto, ancora e sempre lei: l’ex ministra del 5% Widmer Schlumpf!

Grazie “triciclo”!

Ringraziamo, ancora una volta, la partitocrazia PLR-PPD-P$$ che prima spalanca le frontiere provocando l’invasione da sud, poi getta nel water la preferenza indigena ed i contingenti votati dai cittadini, e adesso fa perfino i regali fiscali ai frontalieri, a danno dell’erario ticinese. Ma avanti, continuate a votare i partiti del triciclo…

E’ comunque evidente a questo punto che bisogna:

  • Bloccare il versamento dei ristorni dei frontalieri, visto che c’è la necessità di compensare gli scellerati regali fiscali decisi dai camerieri bernesi dell’UE. O magari qualcuno pensava, per rimediare al futuro ammanco, di chiamare alla cassa il solito sfigato contribuente ticinese?
  • Introdurre una tassa d’entrata per frontalieri, così come proposta dal prof. Reiner Eichenberger dell’Università di Friburgo.

Diamoci una mossa che è ora!

Lorenzo Quadri