Delirio “Via Sicura”: questa roba non è la Svizzera!

Nuovo regalo dell’aborto legislativo anti-automobilisti: la caccia alle streghe

Tempi sempre più duri per gli automobilisti (come pure per i motociclisti). La criminalizzazione della cosiddetta “mobilità individuale” fa un nuovo balzo avanti. Per questo possiamo ringraziare il bidone “via Sicura”, fulgido esempio di calata di braghe del Legislatore federale davanti al populismo ro$$overde.

L’ultima escalation fuori di melone l’abbiamo appresa nei giorni scorsi. Quando si è scoperto – a seguito di un articolo del TagesAnzeiger poi ripreso anche dalla stampa ticinese – che, sulla base di un semplice sospetto, “grazie” a Via Sicura si può obbligare un conducente a fornire delle prove sul proprio stato di salute. Facendosi carico dei relativi costi.

Il caso riportato dal TagesAnzeiger è il seguente. A seguito di una segnalazione anonima che l’accusava di fare uso di droghe, una motociclista è stata costretta, sotto minaccia di ritiro della patente, a sottoporsi al test del capello per dimostrare di non essere tossicodipendente. L’esame ha scagionato la donna, che ciononostante ha dovuto pagare di tasca propria i costi degli esami.

Caccia alle streghe

Qui in nome dell’isterismo anti-automobilisti si stanno gettando nel water i fondamenti dello Stato di diritto. Davanti a delazioni anonime, anche del tutto infondate, il conducente è obbligato, pena il ritiro della patente, a sottoporsi a test medici e a pagarseli pure. Anche se ne esce immacolato.

Che cose simili accadano nel nostro paese è una vergogna. Signori, questa non è la Svizzera. E non è nemmeno un paese civile. Nel New England del XVI secolo, durante la caccia alle streghe, forse le istituzioni funzionavano in questo modo. Magari anche nella Francia rivoluzionaria durante il Terrore. Ma in nessun caso simili aberrazioni sono tollerabili nella Svizzera del 2017.

Garantismo vs giustizialismo

Forse qualcuno non si rende ben conto delle conseguenze che pratiche del genere possono avere. Voglio vendicarmi del vicino arrogante, del collega antipatico, dell’ ex fidanzata? Niente di più facile: lo o la denuncio anonimamente come alcolista o tossicodipendente, e gli (o le) faccio passare un sacco di guai con l’ufficio di circolazione.

Nemmeno i terroristi islamici vengono trattati in questo modo dalle nostre istituzioni. Anzi: i giudici buonisti-coglionisti permettono a miliziani dell’Isis, condannati come tali, di rimanere in Svizzera, addirittura a carico del contribuente. Garantismo ad oltranza per i terroristi islamici e giustizialismo becero ed isterico per i conducenti. Se questa non è una vergogna…!

Fare piazza pulita

Ecco l’ulteriore dimostrazione che di Via Sicura bisogna fare piazza pulita.  E in fretta.

Via Sicura è un conglomerato fallimentare di leggi, apparentemente voluto per combattere i pirati della strada, che invece serve alla criminalizzazione indiscriminata degli automobilisti. Non è nemmeno vero, come ha commentato qualcuno, che “la macchina infernale di Via Sicura è sfuggita di mano”. Non è affatto “sfuggita di mano”: si dirige proprio là dove i promotori di questo aborto volevano che andasse.

E’ forse il caso di ricordare che alle Camere federali solo Udc e Lega hanno rifiutato di votare un simile scempio. Invece i partiti cosiddetti “di centro” si sono fatti infinocchiare dalla storiella – venduta dalla Doris uregiatta e dai suoi burocrati – delle sanzioni dirette contro pochi, veri pirati della strada. Miserevole fregnaccia ben presto smentita dai fatti.

PLR-PPD calano le braghe

Ora, nella vita come nella politica, si possono anche commettere degli errori di valutazione. Ad essere scandaloso è che, davanti al vaso di Pandora delle aberrazioni di via Sicura, PLR e PPD non abbiano il coraggio di intervenire con decisione  spazzando via l’aborto normativo, e accettino un sistema che è indegno della Svizzera (ma probabilmente piacerebbe alla Corea del Nord e avrebbe mandato in estasi la Russia bolscevica). Scandaloso è che questi due partiti cosiddetti borghesi, che a parole si piccano di difendere gli automobilisti, alla prova dei fatti calino le braghe davanti ai ricatti dei populisti di $inistra. Costoro infatti con Via Sicura sono riusciti nell’intento di criminalizzare i conducenti. Di conseguenza, promettono campagne d’odio – e sanno benissimo come orchestrarle! – contro chi osa anche solo immaginare di rompergli il “bel” giocattolino.

Automobilisti e moticiclisti se ne ricordino alle prossime elezioni.

Lorenzo Quadri