Di mercoledì in mercoledì, la melina sui ristorni continua

La partitocrazia in CdS  tira a campare per non decidere. Ma il tempo sta per scadere

Un altro mercoledì, giorno di seduta del Consiglio di Stato,  è trascorso senza che ci sia stata alcuna decisione a proposito dei ristorni dei frontalieri. In molti erano convinti che lo scorso mercoledì sarebbe stato il giorno della decisione. Invece niente. Evidentemente gli esponenti del triciclo continuano a “tirar là”. A non decidere.  In attesa non si sa bene di cosa. Ma l’ultimo termine (fine giugno) si avvicina, e bisognerà per forza venirne ad una.

 Pressioni legittime

A fine marzo, dopo l’incontro con il Consiglio di Stato, il ministro degli esteri KrankenCassis si è espresso in questi termini a proposito del blocco dei ristorni: Qualche volta le pressioni sono utili, servono a smuovere qualcosa. Queste, però, devono essere utilizzate quando ci sono governi in Italia”.Ai tempi a Roma non c’era il governo. Adesso c’è. Di conseguenza, seguendo il ragionamento del consigliere federale liblab, le pressioni sono ora legittime.

Il governo italiano c’è, ma il nuovo accordo sui ristorni dei frontalieri è morto e sepolto. Se non lo voleva l’esecutivo precedente, ancora meno lo vuole questo, in cui il ruolo della Lega (ex Lega lombarda) è determinante. Il motivo del rifiuto è ovvio: i frontalieri sono lombardi e quindi non si vuole scontentare parte del proprio elettorato.

Ci rallegriamo, ma…

Come detto, ci rallegriamo che il governo italiano, a forte componente leghista, abbia visto la luce: il che costituisce tra l’altro l’ennesimo schiaffone alla fallita UE, i cui boriosi funzionarietti hanno fatto di tutto e di più per sabotare gli odiati “populisti”. Ma nei rapporti tra Stati di amici non ce ne sono. Ognuno persegue il proprio interesse. Ed il nostro consiste nel bloccare i ristorni dei frontalieri. La proposta “minimalista” formulata da Claudio Zali, che prevede di bloccare una parte dei ristorni legandola alla realizzazione, da parte italiana, di opere di interesse comune transfrontaliero, con pagamento a  lavori ultimati, è stata formulata in questi termini affinché possa essere accettata almeno da un altro “ministro”, oltre che da Gobbi, diventando così maggioritaria. Questa proposta costituisce, appunto, il “minimo sindacale”.

La mozione PPD approvata dal Gran Consiglio, che chiede di intavolare delle trattative sull’uso dei ristorni, è stata sostenuta anche dalla Lega, perché tutto è meglio dell’improponibile pagamento incondizionato cui abbiamo assistito fino ad oggi. Ma è oggettivamente una belinata. Perché, senza blocco dei pagamenti, dal Belpaese non si otterrà mai un bel niente. Da notare che il versamento incondizionato è invece appoggiato dall’ex partitone in tandem con il P$. Sicché il PLR difende gli interessi del Ticino al pari del P$ (partito degli stranieri): ovvero, non li difende proprio. Prendere nota.

Se so paga si perde

Non c’è alcun motivo plausibile per cui la proposta minimalista di Zali sui ristorni non dovrebbe raggiungere una maggioranza. Un versamento integrale dei ristorni sarebbe, semplicemente, l’ennesima calata di braghe senza alcuna giustificazione: come detto, di nuovi accordi con l’Italia sulla fiscalità dei frontalieri non ne vedremo mai. Qualsiasi eventuale condizione accessoria aggiunta a pagamento effettuato, rientra nel campo dei blabla inutili: non porta a nulla. O si paga o non si paga. Se si paga, si ha perso; se si paga e poi, dopo aver pagato, si introducono delle condizioni accessorie, si ha perso uguale.

Chiusura dei valichi secondari

Sul fronte di competenza federale, quello della chiusura notturna dei valichi secondari, pare che da Berna si prepari l’ennesimo schiaffo al Ticino ed in particolare al Mendrisiotto. Gli uccellini cinguettano che i camerieri dell’UE in Consiglio federale intendano impiparsene della decisione parlamentare e lasciare aperti i valichi secondari 24 ore al giorno. Permettendo così ai frontalieri della rapina di razziare indisturbati il Mendrisiotto (e non solo). Novità al proposito dovrebbero arrivare a breve da Berna. C’è da sospettare che non saranno belle. E la partitocrazia vuole versare i ristorni (anche) per fare contenti i rispettivi ministri nel governicchio federale, che non vogliono gabole con l’Italia? E che poi, per tutto ringraziamento, nemmeno ripristinano la chiusura dei valichi secondari? Ma col piffero!

Lorenzo Quadri