Docenti anticivica: tutto finisce a tarallucci e vino

Dal CdS sanzioni ridicole; almeno è chiaro da che parte è schierato il DECS

Adesso è ufficiale: gli statali dell’area politica “giusta” sono autorizzati ad insultare i cittadini sui social, con tanto di paragoni col nazismo. Tanto il peggio che può accadergli è ricevere una letterina con scritto: “non fatelo più, sciocchini! Firmato: il governicchio”.

Tutto come da copione. L’inchiesta disciplinare aperta dal Consiglio di Stato contro i docenti della scuola pubblica cantonale che hanno sbroccato senza ritegno contro l’esito della votazione sulla civica si è conclusa a tarallucci e vino. Le misure prese dal governo (datore di lavoro) sono a dir poco ridicole. In un caso un richiamo, nell’altro una multa, che sicuramente è inferiore a quella che si prende per parcheggio scaduto.

Richiamo e multa

I due insegnanti, un docente italiano della scuola media di Barbengo ed una della SPAI, all’indomani del plebiscito popolare a sostegno dell’insegnamento della civica (63,4% di Sì) avevano dato libero sfogo alla propria stizza. Lui, un docente di storia (!) aveva addirittura paragonato il voto sulla civica al nazismo (ma costui la storia la conosce o la insegna soltanto?). Lei, invece, si era lanciata in farneticanti invettive contro il “becero populismo ignorante”.

Nel privato per esternazioni del genere si perde il lavoro. Oltretutto nel caso concreto c’è una somma di aggravanti: 1) si tratta di educatori e 2) in un caso – si spera quello multato – il reo è uno dei docenti che saranno chiamati ad insegnare l’odiata materia secondo le modalità decise dal popolazzo becero.

Sanzione o incitazione?

Nessuno evidentemente immaginava che il governo avrebbe potuto decidere dei licenziamenti. Ma che optasse per delle sanzioni che non fossero – diversamente da quelle comminate – delle incitazioni a reiterare, era legittimo attenderselo. Invece a Bellinzona si sono esibiti nell’ennesimo autogoal: il direttore ro$$o del DECS colonizzato dai kompagni ha voluto dimostrare, nel modo più plateale possibile, da che parte è schierato. Da quella dei docenti che sbroccano contro il voto popolare sgradito. Non certo della parte dei cittadini “beceri ed ignoranti che votano sbagliato”.

E’ palese che il problema della civica non è solo la materia in sé. E’ soprattutto il fatto, scandaloso, che un comitato d’iniziativa non di $inistra abbia osato mettere il becco nella scuola pubblica, che certa parte politica – quella cui appartiene la stragrande maggioranza dei docenti oltre che il ministro Bertoli – considera di sua esclusiva proprietà. Come è possibile che quasi due terzi dei votanti ticinesi abbia approvato una simile mostruosità, asfaltando la casta che si vedeva già la vittoria in tasca?

Occorrerà vigilare

Le sanzioni-barzelletta nei confronti dei docenti che sbroccano contro la civica lasciano inoltre planare il sospetto (eufemismo) che i vertici del DECS, contrari all’insegnamento della civica, non abbiano alcuna intenzione di assicurarsi che quanto deciso dalle urne venga anche attuato. Del resto da quelle $inistre parti è consuetudine ribaltare la volontà popolare sgradita. A questo proposito occorrerà vigilare.

Il colmo

Non è finita. Non solo le sanzioni decise sono ridicole, ma il CdS si permette pure di bacchettare il granconsigliere leghista Massimiliano Robbiani autore delle interpellanze sulla vicenda. E’ il mondo che gira al contrario. A parte che magari a lorsignori ministri andrebbe ricordato che è semmai il parlamento a controllare il governo e non il contrario, simili sbragate dimostrano come il ro$$o Dipartimento, preso dalla foga di difendere i docenti anticivica, abbia dimenticato il buonsenso.

Lorenzo Quadri