E intanto la Germania rinvia in Svizzera i finti rifugiati

Grazie kompagna Sommaruga! Avanti con la politica del “devono entrare tutti”!

 

La Svizzera continua a riempirsi di finti rifugiati con lo smartphone. Ringraziamo in coro polifonico a cappella la ministra del “devono entrare tutti”, kompagna Simonetta Sommaruga: quella che difende pure l’islamizzazione della Svizzera perché (parole sue) non si può (sa po’ mia!) mettere l’Islam “sotto sospetto generale”.

Che il nostro paese continui a riempiersi di finti rifugiati grazie al Dipartimento Sommaruga e dintorni è di per sé una non-notizia: l’andazzo è noto da tempo.

Però a conferma ulteriore di questo andazzo, nel giro di un paio di giorni sono giunte tre notizie molto concrete. Naturalmente ignorate o minimizzate dai media di regime.

Notizia numero 1

La stampa d’Oltreconfine esulta. Il Belpaese ha cominciato a ricollocare asilanti. Se a fine dicembre 2016 i ricollocamenti avvenuti erano 2655, il 26 settembre scorso la cifra era salita a  13’622.  I ricollocamenti si fanno sulla base delle disposizioni degli eurobalivi, ma anche di accordi tra i vari Stati.

Chi si è preso gli asilanti sbolognati dall’Italia? In cima alla classifica troviamo la Germania, con 3641 casi. Una cifra senz’altro importante ma che ci può anche stare, viste le dimensioni del paese. E chi troviamo al secondo posto, con 829 collocamenti? Esatto: la Svizzera!  Ma bene!

La Francia da parte sua di asilanti “di provenienza italiana” ne ha accolti solo 376, l’Austria appena 15, il Belgio 399. Tanto per citare un paio di esempi. Ora, anche a voler essere altrettanto “generosa” della Germania, la Svizzera avrebbe dovuto riprendersi al massimo 360 migranti, essendo 10 volte più piccola della vicina a Nord. La cifra reale è invece di quasi due volte e mezzo superiore. Evidentemente la Simonetta nella sua ultima scampagnata nel Belpaese si è fatta infinocchiare ben benino dal ministro dell’interno italico Domenico Luca Minniti detto Marco (sic!). E adesso, ecco che ci ritroviamo, ancora una volta, a fare i primi della classe nell’accogliere (ed ovviamente mantenere) sul nostro territorio finti rifugiati che non ci spettano affatto. Senza peraltro avere alcun obbligo in tal senso. Perché gli svizzerotti “devono” dare l’esempio! A proposito: quanti tra questi migranti sono musulmani radicalizzati?

Con simili premesse, è proprio una goduria vedere come i politicanti d’Oltreramina ci mostrino la propria riconoscenza non perdendo occasione per mettersi a starnazzare contro gli “svizzeri razzisti”.

Notizia numero due

Nel provocare il caos asilo in Europa l’Anghela Merkel, con i suoi scellerati inviti ai migranti economici a raggiungere la Germania, ci ha messo del suo. Parecchio del suo. Naturalmente da Berlino è ben presto partito il contrordine compagni: i finti rifugiati non li vogliamo più, e quelli che arrivano li espelliamo. Detto, fatto: la Germania ha intensificato gli sforzi per allontanare i richiedenti l’asilo che non hanno diritto a rimanere nel paese. E dove vengono mandati questi finti rifugiati? Ma naturalmente, per ovvi motivi geografici, una grossa parte di essi viene rispedita in Svizzera, da dove proveniva. La NZZ am Sonntag ci informa che da inizio di gennaio 2017 la Svizzera ha ricevuto dalla Germania 1875 richieste di riammissione di asilanti, con una progressione dell’80% rispetto ai primi otto mesi dell’anno precedente. Il numero delle espulsioni effettivamente attuate verso la Svizzera è aumentato in un anno addirittura del 185%: da 90 a 255.

Capita l’antifona? La Germania dopo aver provocato il disastro chiude i rubinetti. Gli svizzerotti hanno permesso ai finti rifugiati di attraversare il paese, invece di fermarli al confine a sud; e adesso se li devono riprendere. Grazie Dipartimento Sommaruga! E i giri di vite alla nostra politica d’asilo quando arrivano? Ah già: noi dobbiamo aiutare tutti, dobbiamo aprirci, srotolare tappeti rossi, costruire nuovi centri d’accoglienza, spendere miliardi in prestazioni sociali. Dobbiamo perfino integrare finti rifugiati nel nostro mercato del lavoro a scapito degli svizzeri, invece di “reintegrarli” nel paese d’origine…

Notizia numero tre

Grazie ai legulei del Tribunale amministrativo federale, la Svizzera rinuncia a rinviare gli asilanti in Ungheria poiché lì le condizioni d’accesso alla procedura d’asilo sarebbero troppo severe. Ah ecco: adesso quindi non si possono rispedire i migranti economici in un paese UE, in ottemperanza agli Accordi di Schengen/Dublino. Visto che questi accordi sono diventati carta straccia, è evidente che vanno mandati al macero. Invece qui c’è qualche buontempone che pretende di farci tenere le frontiere  spalancate; quando si tratta però di rinviare i migranti in base agli accordi di Dublino, ecco che i legulei cominciano con il festival delle eccezioni e dei “sa po’ mia”. Quindi: la parte di accordi che ci obbliga lasciare i confini sguarniti, la applichiamo pedissequamente. Quella che ci autorizza a rimandare indietro i finti rifugiati, invece, vale solo a corrente alternata. Ma stiamo  scherzando? Mandare Schengen al macero e chiudere le frontiere!

Grazie Dipartimento Sommaruga! Svizzera sempre più paese del Bengodi per migranti economici. Ma in Ticino i kompagnuzzi non sono ancora contenti e per il 14 ottobre annunciano una nuova manifestazione-flop a Bellinzona a sostegno del “devono entrare tutti”. Proprio vero che al peggio non c’è mai fine. A proposito: quanti asilanti ospitano in casa propria i manifestanti?

Lorenzo Quadri