Ecatombe di impieghi, ma i politicanti se ne impipano

Sulla piazza finanziaria ticinese già persi 2700 posti di lavoro: grazie Widmer Puffo!

 

Lo sfascio della piazza finanziaria ticinese prende sempre più forma. Di recente infatti l’Ufficio cantonale di statistica (UST) ha fornito alcune cifre, che sono a dir poco inquietanti:

  • nell’anno di disgrazia 2016, il numero degli impieghi sulla piazza finanziaria ticinese è calato di ulteriori 300 unità, da 6200 a 5900.
  • Negli ultimi 15 anni, la piazza finanziaria ticinese ha perso qualcosa come 2700 posti di lavoro (per l’esattezza: 2712).

2700 impieghi in meno in 15 anni fanno una media di 180 addetti all’anno in meno. Il fatto che nel 2016 il calo sia stato assai superiore (come detto, 300 posti di lavoro in meno) indica che non solo non si vede la luce in fondo al tunnel, ma che il peggio deve ancora venire.

I responsabili

Per questa ecatombe occupazionale ci sono dei responsabili. In cima alla lista l’ex ministra del 5% Widmer Schlumpf, la quale ha svenduto il segreto bancario senza uno straccio di contropartita. Ben sapendo quali sarebbero state le conseguenze, anche occupazionali. Come da copione, il Consiglio federale capitola davanti ad ogni pretesa in arrivo dall’estero: un atteggiamento che abbiamo potuto sperimentare anche la scorsa settimana con la marchetta da 1.3 miliardi agli eurofalliti (ma come: e il famoso tasto reset nei rapporti con l’UE, che fine ha fatto?).

Dopo la ex (per fortuna; ma ormai il danno è fatto) ministra del 5%, sulla lista dei responsabili dello sfacelo troviamo il solito triciclo PLR-PPD-P$$  che l’ha autorizzata a procedere.

Ridono a bocca larga

Intanto i grandi accusatori del segreto bancario svizzero se la ridono a bocca larga: loro le regole di trasparenza, alle quali i calabraghe elvetici si sono immediatamente sottomessi, non si sognano di applicarle in casa propria. I paradisi fiscali esteri – a partire da quelli USA – sono rimasti indisturbati al proprio posto. E adesso spernacchiano la piazza elvetica, cui hanno rubato i clienti. Perché questo era, fin dall’inizio, lo scopo dell’operazione: una guerra economica agli svizzerotti. Che non solo hanno alzato bandiera bianca senza nemmeno combattere, ma ancora versano regali miliardari ai balivi UE; vedi l’osceno contributo di coesione.

Sommersi dalle leggi

Visto che distruggere il segreto bancario non era abbastanza, l’ex ministra del 5% ed i suoi tirapiedi hanno pure pensato bene di ingessare il mercato finanziario con un’iperregolamentazione fantozziana. Una pletora di leggi che impedisce di lavorare. E che naturalmente esiste solo da noi. Ciò risponde perfettamente alla mentalità dei finti moralisti ro$$i che considerano le banche come delle associazioni a delinquere. E Widmer Puffo era per l’appunto una pedina della $inistra. Tale mentalità spiega anche perché i $indakati ro$$i non fanno mai un cip sulle migliaia di bancari che perdono il lavoro, mentre (tanto per fare un esempio) organizzano gli scioperi per i dipendenti italiani della Navigazione di Locarno. Va da sé che la partitocrazia, imbesuita dal politikamente korretto, ha pecorescamente seguito l’ex ministra del 5% anche sull’iperregolamentazione.

Il CEO di UBS Sergio Ermotti (non a rischio di indigenza) ha dichiarato che, proprio a seguito di questa iperregolamentazione, la banca da lui diretta potrebbe decidere di spostare la sede centrale dalla Svizzera. Non ha però speso una parola sui disastri fatti da Widmer Puffo sulla piazza finanziaria rossocrociata. E costui vorrebbe presentarsi come un manager che parla senza peli sulla lingua? Per fortuna…

Intanto il govebrnicchio…

La piazza finanziaria ticinese ha perso  quasi 3000 impieghi in 15 anni. E si trattava di impieghi ben remunerati – quindi che permettevano di pagare le imposte e di far “girare l’economia” – occupati da ticinesi. Ma i politicanti, quelli pronti a mobilitarsi in massa per le Officine FFS di Bellinzona, questa volta non muovono un dito: “Sa po’ fa nagott!”.

Colmo dei colmi: proprio il giorno in cui l’UST annunciava le catastrofiche cifre di cui sopra  (300 posti in meno sulla piazza finanziaria ticinese nel 2016, 2700 in meno sull’arco di 15 anni) il governicchio ticinese si preoccupava di reggere la coda agli amichetti dell’emittente di regime, e prendeva posizione contro la “criminale” iniziativa No Billag. Naturalmente evocando le possibili conseguenze occupazionali (?) anche nel caso in cui l’iniziativa fosse approvata in Ticino ma non a livello federale. Capito l’andazzo? Pippe mentali a go-go sugli impieghi alla Pravda di Comano; nemmeno un cip sui 2700 posti di lavoro persi sulla piazza finanziaria.

I kompagni SSR

Vale anche la pena ricordare che i kompagni della $$R, con il 70% di giornalisti di $inistra ed un altro 16% di centro-$inistra, hanno sempre slinguazzato l’ex ministra del 5%,  le sue disastrose iniziative ed i conseguenti sfracelli occupazionali. Dei posti di lavoro dei bancari, i $ignori della SSR se ne sono sempre sbattuti alla grande. Ma adesso che temono per le proprie cadreghe, si agitano istericamente pretendendo che i cittadini li sostengano per partito preso affossando l’iniziativa No Billag. Non è così che funziona.

Chi l’ha vista?

Dispersa nelle nebbie anche la sezione ticinese dell’ASIB, Associazione svizzera degli impiegati di banca. Si vede che gli attuali vertici sono troppo impegnati a mettersi in mostra davanti alle compiacenti telecamere della Pravda di Comano. Quella che mai ha sostenuto i bancari (anzi). Ma, quando si tratta di titillarsi l’ego, mica si sta a cavillare su questi dettagli. A caval donato non si guarda in bocca; men che meno a telecamera offerta.

Lorenzo Quadri