Espulsione degli stranieri che delinquono: altro che “rigore”, proliferano sotterfugi. L’élite politikamente korretta ha già tradito la parola data

Intanto i kompagnuzzi aizzano gli stranieri alla naturalizzazione, nella speranza di rimpolpare il proprio elettorato con i neo-svizzeri

Non si è dovuto attendere molto per capire quanto valgono – meno di zero – e quanto durano – lo spazio di un mattino – le promesse di quelli che vogliono tenere in Svizzera i delinquenti stranieri. A pochi giorni dalla votazione sull’iniziativa d’attuazione, abbiamo già avuto tre illuminanti esempi.

Primo esempio
I kompagni invitano gli stranieri a naturalizzarsi. Lo fanno tramite il sindakato UNIA, che è poi quello che comanda in casa (cabina telefonica) PS. E che ha fatto campagna dura contro il 9 febbraio, con i soldi degli affiliati (compresi quelli soppiantati da frontalieri grazie alla devastante libera circolazione senza limiti). E che continua a fare di tutto e di più per sabotare il “maledetto voto”. E che non ne vuole sapere di limitare il frontalierato (i frontalieri pagano le quote sindacali).

Perché a sinistra vogliono le naturalizzazioni di massa? Per tre motivi.
Uno: per evitare ai delinquenti stranieri l’espulsione votata dal popolo, facendoli diventare svizzeri. Quindi il P$$, ancora una volta, disprezza la volontà popolare. Ma il fatto che vedano la luce iniziative come quella dei kompagnuzzi dimostra la necessità di rendere possibile la revoca del passaporto a chi commette reati di particolare gravità. Oggi la revoca del passaporto esiste, ma solo in casi rarissimi. In futuro devono diventare meno rari.

Due: per taroccare le statistiche dei reati commessi da stranieri, poiché esse non contemplano i reati commessi da stranieri naturalizzati. E, più in generale, per dare l’impressione che in Svizzera ci siano meno stranieri.

Tre: tramite le naturalizzazioni facili, i kompagni immaginano di rimpolpare i propri ranghi, sempre più sparuti. Un loro esponente l’ha detto a chiare lettere in radio. Ma forse qualcuno ha fatto male i conti. Lo straniero integrato che si naturalizza perché apprezza le specificità svizzere non darà di certo il proprio voto a chi queste specificità le vuole rottamare per farci aderire alla fallita UE.

Abusare senza ritegno
Sicché ancora una volta i kompagnuzzi cercano di aggirare la volontà popolare sgradita, aizzando alle naturalizzazioni per evitare al neo-svizzero l’espulsione nel caso “scivolasse” nella delinquenza o nell’abuso di prestazioni sociali. Se per caso serviva ancora una dimostrazione della precisa volontà della $inistra di tenere in Svizzera tutta la feccia d’importazione, eccola servita su un piatto d’argento. Addirittura all’indomani di un voto popolare.

Ė pertanto evidente che l’élite politicamente korretta che ha combattuto a paccate di milioni l’iniziativa d’attuazione, ha voluto la “cosiddetta clausola” di rigore per bypassare il voto popolare del 2010 sull’espulsione dei criminali stranieri. Di questo sotterfugio, intende abusare a piene mani. I legulei lottizzati del Tribunale federale hanno già dato il là.
E qui arriviamo al secondo esempio.

Secondo esempio
I giudici di Losanna hanno annullato la decisione presa dal governo ticinese e confermata dal tribunale amministrativo di ritirare il permesso C a Tito Bravo condannato a tre anni di detenzione per amministrazione infedele aggravata e truffa. La decisione è stata presa sulla base delle consuete argomentazioni buoniste-coglioniste: ma si tratta di una persona che è qui da tanto tempo, ma la moglie e i figli (adulti) sono qui, ma… ma… ma. Insomma: il festival dei pretesti per non espellere. Qualcuno pensa forse che questo andazzo cambierà in futuro?

Terzo esempio
Terzo e ancora più clamoroso esempio. A Bellinzona sono stati processati due cittadini iracheni, accusati di terrorismo. Sulle cronache si legge che, con ogni probabilità, gli ennesimi delinquenti stranieri che ci siamo messi in casa grazie alla politica delle frontiere spalancate non verranno rispediti al loro paese come imporrebbe qualsiasi elementare nozione di buonsenso. No: ce li dovremo tenere in Svizzera (e magari li dovremo pure mantenere in assistenza?). Questo perché da anni per motivi di sicurezza (?) non si fanno espulsioni verso l’Iraq. Bene, bravi, bis. Ecco cosa succede a non sostenere l’espulsione certa e sistematica degli stranieri delinquenti. Ecco il servizio che si rende alla collettività starnazzando istericamente all’ “iniziativa disumana”. Ecco a cosa porta il tanto magnificato e santificato “apprezzamento dei giudici”. Ci teniamo in casa i terroristi. Grazie, élite politikamente korretta che avete affossato l’iniziativa d’espulsione a livello nazionale!

Morale della favola
Come volevasi dimostrare, la clausola di rigore verrà usata dai giudici lottizzati per scardinare la volontà popolare di espellere i delinquenti stranieri.
Le promesse dell’élite politikamente korretta sul “giro di vite” (uella) in materia di espulsioni nel rispetto del voto del 2010, che abbiamo sentito in quantità industriali prima del 28 febbraio, sono dunque durate, letteralmente, lo spazio di un mattino.
Lorenzo Quadri