Festival dei diritti umani o dell’ immigrazione clandestina?

Le istituzioni non possono sponsorizzare un evento di propaganda politica e di votazione

 

E a pontificare a sostegno delle frontiere spalancate arriva pure l’ex presidente della Camera italiana Laura Boldrini: evidentemente siamo l’Eldorado per trombati/e della $inistra italica di cui in patria non ne vogliono più sapere. Quante scolaresche sono state costrette a partecipare al festival?

Sul sedicente Film festival dei diritti umani, che si è tenuto la scorsa settimana a Lugano, abbiamo già avuto modo di scrivere domenica. L’obiettivo del festival è manifestamente quello di strumentalizzare i diritti umani per sdoganare l’immigrazione clandestina, tramite il solito ricatto morale. “Combattete l’immigrazione clandestina? Allora siete degli spregevoli nemici dei diritti umani! Dei fascisti e razzisti!”.Il trucco è vecchio.

Si dà però il caso che l’immigrazione clandestina sia una cosa, ed i diritti umani un’altra e molto diversa. Perché immigrare illegalmente nella socialità di Stati esteri, senza essere affatto minacciati in casa propria, non è nemmeno un diritto. Figuriamoci se è un diritto umano.

Ed il diritto dei cittadini svizzeri a non vedere i soldi della propria socialità saccheggiati da migranti economici, non conta nulla? Per la gauche (in senso lato: non si tratta solo del P$) “caviar, huîtres et champagne”, evidentemente, no.

Comitati a go-go

Del resto, nella pletora di comitati del Film festival (più promotori che spettatori) troviamo gli stessi personaggi che hanno lanciato la delirante petizione per conferire la bandiera svizzera all’Aquarius (il famigerato taxi marittimo per finti rifugiati con lo smartphone a cui Salvini ha giustamente chiuso i porti del Belpaese). Tra parentesi, la conseguenza di tale bestialità sarebbe che gli svizzerotti dovrebbero accogliere e mantenere i passeggeri dell’Aquarius, per la gioia dei $inistrati che si ingrassano con il business ro$$o dell’asilo.

Addirittura, uno di questi supporters dell’Aquarius ha distribuito i formulari della petizione durante il festival.

Sempre nella pletora di comitati troviamo gli ideatori e distributori di finti giornali farciti di denigrazioni personali nei confronti di esponenti di Lega ed Udc. Oltre a faziosi giornalisti di sinistra ed a vari personaggi schierati tutti dalla stessa parte. Manca solo la deputata-passatrice, poi il quadretto è completo.

Anche la Boldrini

Per il finale col botto (?) gli organizzatori hanno pensato bene di invitare nientepopodimeno che l’ex presidenta della Camera italiana Laura Boldrini (PD).

Ancora una volta, dunque, i trombati dell’ormai moribonda sinistra italica arrivano in Ticino a sproloquiare. Di questi signori e signore, i loro concittadini non ne vogliono più sapere. A ragione. Da noi invece siffatti personaggi, ormai caduti in disuso, vengono accolti con tutti gli onori (tappeti rossi, squilli di trombe, rullo di tamburi, tripla riverenza). E naturalmente, ma questo era scontato, beneficiano di ampie interviste in ginocchionell’edizione principale del TG dell’emittente di regime: generosi spazi d’antenna da cui portare il loro messaggio ai ticinesi “chiusi e gretti”. Messaggio che – guarda caso – è lo stesso che la RSI si impegna a diffondere con i soldi del canone più caro d’Europa: “devono entrare tutti”, accoglienza scriteriata, frontiere spalancate, eccetera.

Scolaresche precettate

Nel suo Film festival, la gauche-caviar non si  limita a strumentalizzare i diritti umani per sdoganare  l’immigrazione clandestina. Fa anche propaganda politica in generale. Addirittura campagna di votazione.  Segnatamente, fa campagna contro l’iniziativa per l’autodeterminazione su cui voteremo il prossimo 25 novembre.

Di conseguenza,non è accettabile che:
1) la manifestazione continui a beneficiare del sostegno istituzionale di Confederazione, Cantone e Città di Lugano;
2) gli allievi di taluni ordini di scuola vengano di fatto costretti a partecipare, pagando l’ingresso e perdendo mezza giornata di lezioni (e per i minorenni non si chiede nemmeno l’autorizzazione dei genitori).

Via le sponsorizzazioni

Visto che fare propaganda politica e di votazione durante le lezioni è vietato, allo stesso modo non va bene che la scuola porti gli alunni in posti dove si fa propaganda politica e di votazione.
Anche perché, si fosse trattato di un evento a favore della sovranità nazionale (ad esempio un Film festival dei diritti popolari) e con ospiti che sostengono tesi opposte a quelle di soggetti quali la Boldrini, col cavolo che ci avrebbero portato le scolaresche. E col cavolo che Confederella, Cantone e Città di Lugano avrebbero accordato sostegni e sponsorizzazioni. E’ quindi evidente che queste sponsorizzazioni sono fuori posto e vanno ritirate.

Lorenzo Quadri