“Festival dei diritti umani: via il sostegno istituzionale”

Quadri: “L’evento fa propaganda politica di parte in vista di una votazione popolare”

E uno dei promotori ha pure distribuito formulari per la petizione-ciofeca che chiede di concedere la bandiera svizzera al taxi per finti rifugiati con lo smartphone Aquarius

Al cosiddetto Film festival dei diritti umani (vedi articolo a lato) questa volta l’hanno fatta fuori dal vaso.

Il Festival è  in calendario a Lugano fino ad oggi. Venerdì sera il regista Markus Imhof ha pensato bene di lanciare un appello contro l’iniziativa per l’autodeterminazione, ed ha distribuito moduli per la raccolta firme per la petizione-ciofeca (lui figura tra i promotori)  che vorrebbe accordare al taxi per clandestini Aquarius la bandiera svizzera: così i migranti economici a bordo della nave ce li teniamo tutti in Svizzera!

Sempre venerdì sera, il rapper d’Oltreramina Frankie hi-nrg mc (Frankie chi?) ha invece invocato la chiusura del centro per finti rifugiati di Camorino.

Anche a noi va bene la chiusura, ma senza alcuna sostituzione: gli attuali ospiti li rimandiamo a casa loro.

“Ritirare il sostegno istituzionale”

Simili appelli politici in vista di una votazione popolare non sono piaciuti al municipale di Lugano e consigliere nazionale leghista Lorenzo Quadri, il quale annuncia che chiederà a Berna ed a Lugano di ritirare il sostegno istituzionale al Film festival dei diritti umani.

“I  signori del cosiddetto festival dei diritti umani –scrive Quadri su facebook – abusano dell’etichetta dei diritti umani per fare campagne politiche (propaganda contro l’iniziativa per l’autodeterminazione in votazione il 25 novembre, raccolta di firme per concedere la bandiera svizzera al taxi per finti rifugiati Aquarius, e chissà quante altre boiate analoghe). Di conseguenza, non possono continuare a beneficiare del sostegno ufficiale di Confederazione, Cantone e città di Lugano. Se vogliono fare il club politico della gauche-caviar multikulti, lo facciano con le loro risorse ma senza gli sponsor istituzionali. Che come tali devono essere sopra le parti. Se infatti a qualcuno venisse in mente di organizzare un evento per promuovere il Sì all’iniziativa per l’autodeterminazione, col cavolo che Confederella, Cantone e città di Lugano si presterebbero a fare da sponsor ufficiali! Quanto al rapper italico che sproloquia su commissione sul centro asilanti di Camorino (ma lo sa costui dov’è Camorino?), che cominci a guardare in casa propria”.

Di conseguenza, Quadri annuncia che, a Berna come parlamentare ed a Lugano come municipale, chiederà che venga “ritirato il sostegno di Confederazione e città ad una manifestazione dove si fa campagna politica in vista di importanti appuntamenti con le urne (iniziativa per l’autodeterminazione). Mi auguro che qualcuno avanzi formalmente la stessa richiesta per quel che riguarda il Cantone”. “Le istituzioni– conclude l’esponente leghista – non si possono permettere di piazzare il proprio logo su iniziative di propaganda in vista di una votazione”.

MDD