Finalmente una bella notizia: inquisiti Blancho ed Illi

Propaganda a sostegno dell’Isis: la procura federale annuncia la tolleranza zero 

Speriamo che questo sia l’inizio di un vero cambiamento di rotta a livello giudiziario, perché qui ci stiamo trasformando nel Paese del Bengodi per jihadisti

Finalmente dal Ministero pubblico della Confederazione arriva una notizia positiva. Il Procuratore generale Michael Lauber ha deciso di incriminare per propaganda in favore dell’Isis Nicolas Blancho e Qaasim Illi, rispettivamente presidente  e responsabile della comunicazione (?) del sedicente Consiglio centrale islamico svizzero.

I due insopportabili personaggi, svizzeri convertiti all’islam radicale, sono assurti ad immeritata  e perniciosa popolarità grazie anche allo spazio che la SSR ha sempre generosamente concesso all’insignificante (dal punto di vista della rappresentatività) associazione da loro capeggiata.

In questo modo la TV di Stato, finanziata col canone più caro d’Europa (però tra qualche anno per vedere RSI LA 2 occorrerà pagare, oltre al canone, anche l’allacciamento veloce ad internet), dà visibilità e soprattutto legittimità a chi andrebbe invece zittito. E lo aiuta nella sua propaganda.

Marito di Nora Illi

Da notare che Qaasim Illi è nient’altro che il marito di Nora Illi, ossia la donna col niqab valletta dei sedicente imprenditore algerino Rachid Nekkaz. Quello che arriva a Locarno ad organizzare manifestazioni non autorizzate in cui si invita a violare la legge antiburqa ticinese, e viene accolto dal capodicastero sicurezza PLR come un “intellettuale che merita di essere ascoltato”.

In una trasmissione in onda su un’emittente austriaca la stessa Illi è stata definita da un ex parlamentare verde e musulmano una “marionetta insignificante alla quale è stato fatto il lavaggio del cervello” ed apostrofata come segue: “sposti un po’ di quella stoffa, così magari l’ossigeno le arriva al cervello”.

Si cambia marcia?

Che finalmente il Ministero pubblico della Confederazione abbia deciso di adottare la politica della tolleranza zero nei confronti dei supporters dell’Isis è certamente rallegrante. In effetti negli ultimi mesi la cronaca giudiziaria è stata purtroppo costellata di sentenze-barzelletta nei confronti di fiancheggiatori dello Stato islamico. Decisioni  improntate al buonismo autolesionista (non scriviamo “buonismo-coglionismo” perché sennò qualcuno fa l’offeso). Leggi: pene sospese con la condizionale.

Speriamo quindi che la dichiarazione del Ministero pubblico della Confederazione che annuncia la tolleranza zero sia il segnale di un vero cambio di marcia. Anche perché la strada che ci hanno fatto imboccare i buonisti politikamente korretti è estremamente pericolosa. Ci sta infatti trasformando nel paese del Bengodi per gli estremisti islamici, nei cui confronti vengono emesse condanne ridicole. Non contenti, ci si viene pure a dire che dalle nostre parti bandire associazioni musulmane estremiste, come è stato fatto in Germania, “sa po’ mia” perché mancherebbe la base legale.

Invece, nei confronti degli automobilisti, altro che garantismo: lì si passa direttamente alle “pene esemplari”. Insomma, è il mondo che gira al contrario.

Reazioni squallide

Particolarmente squallida, ma da simili personaggi  non c’era da aspettarsi altro, la reazione dei due indagati. Blancho e Illi  hanno già annunciato che, se dovessero venire convocati al tribunale penale di Bellinzona, non si presenteranno. Loro, poverini, fanno semplicemente uso della libertà d’espressione.

Qui ci viene veramente da ridere. Quelli che vogliono censurare gli altri starnazzando al razzismo e all’islamofobia pretendono che il sostegno all’Isis sia protetto dalla libertà d’espressione. Come sempre da certe parti: libertà di parola solo per chi la pensa come noi. E’ peraltro la stessa mentalità dei kompagni; quelli che, ma guarda un po’, promuovono l’islamizzazione della Svizzera.

Lorenzo Quadri