Francia: licenza di stupro per i migranti economici!

I giudici: l’asilante non ha gli “strumenti culturali” per capire il reato. Assolto

 

Licenza di stuprare per i migranti economici? Purtroppo non è uno scherzo. E’ la decisione, presa di recente dalla corte d’assise della Manche (un dipartimento della Normandia).

I fatti: un finto rifugiato in arrivo dal Bangladesh, con già precedenti di aggressione sessuale ai danni di una minorenne, ci è ricascato, ed ha stuprato una 15enne. Ma in tribunale è stato assolto. Non perché non abbia commesso il reato. Ma perché la  Corte ha sposato la tesi della difesa, secondo cui il migrante economico “impregnato della cultura maschilista del paese d’origine dove le donne sono relegate al ruolo di oggetti sessuali”, non aveva gli “strumenti culturali” (?) per capire il reato. Lo riferisce il quotidiano francese Le Figaro.

Traduzione:  per lo stupratore del Bangladesh, come per tanti altri migranti economici, le donne occidentali ree di non girare avvolte da capo a piedi in una palandrana e con lo straccio dei piatti in faccia, sono tutte prostitute. Quindi devono essere a disposizione di chiunque. Sicché, se questi finti rifugiati commettono uno stupro, non ce ne possono niente, poverini: è la loro “cultura”!

Il pericolo per le donne

Evviva! E noi naturalmente, grazie agli spalancatori di frontiere, facciamo arrivare frotte di finti rifugiati impregnati della “cultura” di cui sopra.

Il colmo è però che, in prima fila nel voler far entrare tutti,  troviamo i bolliti residui del femminismo ro$$o. Quelli che poi, davanti ad un oggettivamente obbrobrioso manifesto dello stilista Philipp Plein, lo tacciano addirittura di istigazione al femminicidio!

Qui siamo davvero al delirio: queste $inistrate vedono istigazioni al femminicidio in un manifesto (brutto quanto si vuole, ma certamente non criminale). Però poi pretendono di accogliere tutti i finti rifugiati che considerano le donne solo degli oggetti sessuali. Viva la coerenza!

Altro che Plein: a mettere in pericolo le donne sono gli spalancatori e le spalancatrici di frontiere!

Citus mutus

Il caso dello stupratore del Bangladesh assolto in Francia perché è un finto rifugiato, dalle nostre parti non ha avuto alcuna eco mediatica. Chissà come mai. Nemmeno un cip da parte delle sedicenti femministe. Ma non preoccupiamoci: neanche in Francia dette signore hanno fatto una piega; silenzio tombale pure da parte del cosiddetto movimento MeToo.

Chiaro: i $inistrati multikulti con la morale a senso unico difendono le donne solo quando fa comodo. Ma prima, molto prima, vengono i migranti economici. Che “devono entrare tutti”. Echissenefrega se essi mettono in pericolo le donne, come ha dichiarato senza tanti giri di parole anche la giornalista italiana di sinistra Lucia Annunziata! Anzi: se qualcuno osa dirlo, viene infamato come “razzista e fascista”!

E se qualche leguleio…

E’ il mondo che gira il contrario. In Francia un tribunale, non il Gigi di Viganello dopo un grappino di troppo, ha deciso che i migranti economici, a causa del loro “entroterra culturale”, sono liberi di stuprare.  Un paio di domandine nascono spontanee.

  • Chi ci assicura che prima o poi, a suon di lavaggio del cervello pro-frontiere spalancate e pro-multikulti, anche dalle nostre parti ad un qualche leguleio del Tribunale federale non verrà in mente di decidere come i colleghi francesi?
  • Ma soprattutto: chi ci assicura che in un futuro magari neanche troppo lontano decisioni analoghe non ci verranno imposte dai giudici stranieridella CEDU, a cui la maggioranza degli svizzeri insiste per sottomettersi? Ricordiamo infatti che in tempi recenti questi giudici stranieri sono riusciti a sentenziare che non si può offendere il sentimento religioso dei musulmani; quello dei cristiani, invece, sì. Di conseguenza, quando si tratta di islam, dobbiamo censurarci. Ecco: è evidente che un tribunale che, in nome del sacro dogma del multikulti, produce simile immondizia giuridica, è capacissimo di decidere anche che i migranti stupratori non sono punibili perché arrivano da “altre culture”.

Lorenzo Quadri