No ai globalisti: la lungimirante politica migratoria dei $ocialisti

Fuori gli stranieri ricchi che pagano tante tasse, dentro quelli in assistenza

 

I kompagni, con una delle loro brillanti mosse svuota-casse pubbliche (tanto poi i soldi li si va a prendere nelle tasche dei contribuenti) in quel di Ginevra chiedono l’abolizione dei forfait fiscali per i ricchi residenti stranieri. Un’iniziativa analoga esiste anche a livello federale.

La tassazione forfettaria per ricchi stranieri potrebbe anche far storcere il naso ai puristi. Infatti i beneficiari di questo tipo di imposizione globale pagano, per rapporto alla loro forza finanziaria, meno imposte rispetto ad altri. Ne versano comunque tante in cifre assolute. Nel 2010 i 5445 globalisti hanno pagato in Svizzera quasi 700 milioni di Fr di tasse, a cui si aggiungono 200 milioni confluiti nelle casse dell’IVA e dell’AVS.  Non stiamo dunque parlando di evasori legalizzati. Quelli siedono in Consiglio federale per il PLR, vero Johann “Jersey” Schneider Ammann?

 

Soldi che fanno schifo?

Si tratta dunque di decidere se questi soldi che entrano nelle casse pubbliche ci fanno schifo, e quindi vogliamo rinunciarvi, oppure no.

Essendo i globalisti persone che non hanno un’attività professionale (vengono tassati in base al dispendio) e disponendo in genere di varie residenze, non ci mettono nulla, in caso di soppressione della tassazione forfettaria, a cambiare cantone o nazione.

Così facendo, all’ente pubblico verrebbe a mancare, grazie ai kompagni, una bella fetta di entrate. Ecco dunque chi sono quelli che vogliono svuotare le casse pubbliche. Queste entrate che mancherebbero all’appello, non verrebbero certo compensate con risparmi. Ma quando mai. Semplicemente, si andrebbe a battere cassa presso i contribuenti rimasti. In particolare presso il ceto medio. Quello che paga le tasse fino all’ultimo centesimo e senza alcuna agevolazione (non è abbastanza ricco) e che non beneficia di alcun sostegno sociale (non è abbastanza “povero”).

Del resto la direttrice del DFE Sadis, PLR, tramite il moltiplicatore cantonale vuole creare un meccanismo per l’aumentare le imposte. E vorrebbe addirittura inserirlo nella Costituzione. Ovvio: è molto più facile battere cassa presso il cittadino che risparmiare ed in particolare andarlo a fare in quei settori dove la spesa è maggiormente ingiustificata, ma in crescita. Ad esempio i sussidi sociali a stranieri cono permesso B. Ma come: il presidente dell’ex partitone Rocco Cattaneo non andava mica in giro a ripetere di  essere assolutamente contrario agli aggravi fiscali? E adesso la sua ministra delle finanze ed il suo partito li vuole inserire nella Costituzione? Da notare che il moltiplicatore cantonale non è un’invenzione di Laura Sadis, bensì è stato fotocopiato (ennesima proposta Xerox) dalla $inistra.

 

Lungimiranza ro$$a

Appare dunque in tutto il suo splendore la politica degli stranieri del P$:

          mettere in fuga gli stranieri ricchi, che pagano molte tasse, indispensabili per finanziare il nostro Stato sociale;

          accogliere a braccia aperte gli stranieri che delinquono e/o che si mettono a carico della nostra socialità;

          opporsi categoricamente all’espulsione degli stranieri delinquenti o a nostro carico di cui sopra, perché le espulsioni sono roba da leghisti populisti e razzisti.

 

Nel caso in cui la guerra dei $ocialisti contro i ricchi avesse successo, il risultato sarebbe lampante: sempre più tasse al ceto medio. Ed in special modo ai proprietari di una casetta o di un appartamento, particolarmente esposti in quanto titolari di “sostanza al sole”.

Un sentito ringraziamento alla $inistra ed alla sua lungimiranza è doveroso.

Lorenzo Quadri