Gli svizzerotti devono per forza “dare l’esempio”?

Migranti economici: in Germania tornano alla ribalta i tetti massimi. Da noi invece…

 

L’Anghela Merkel, ormai è chiaro anche al Gigi di Viganello, è una delle principali responsabili del caos asilo. Quello che ha portato all’invasione dell’Europa da parte di milioni di migranti economici con lo smartphone, tutti giovanotti che non scappano da alcuna guerra e che mai si integreranno nel nostro continente, dove  già stanno causando gravi problemi di ordine pubblico, e ne causeranno sempre di più. Vedi i fatti di  Colonia e non solo: in Germania sta giustamente tenendo banco  lo stupro e l’omicidio di una ragazza a Friburgo in Bresgovia ad opera di un finto rifugiato e finto minorenne. Perché, nel caso qualche buonista-coglionista spalancatore di frontiere non se ne fosse ancora accorto,  l’invasione di migranti economici (quanti tra loro sono miliziani dell’Isis?) è un pericolo in particolare per le donne. Ci sono infatti paesi UE che hanno detto chiaro e tondo di non volere asilanti islamici.

L’ala bavarese

Il partito dell’Anghela Merkel è la CDU. E, nella sua ala bavarese, a qualcuno sta diventando fredda la camicia davanti all’avanzata dei “populisti e razzisti” dell’AfD. Infatti al congresso tenutosi negli scorsi giorni la destra bavarese della CDU ha chiesto l’introduzione di un tetto massimo di 200mila migranti all’anno. I conti sono presto fatti. Se si pensa che grossomodo la Germania ha dieci volte gli abitanti della Svizzera, ne consegue che per noi il tetto massimo “à la CDU” sarebbe di 20mila asilanti all’anno. Adesso ne arrivano circa il doppio. Se una tale proposta fosse stata avanzata dalla Lega o dall’Udc, la partitocrazia si sarebbe messa a strillare. Compreso il PPD, ossia l’equivalente della CDU. In Germania invece…

Regali all’Italia

Da notare che  la scorsa settimana la kompagna Simonetta Sommaruga a Thun al congresso del P$$ ha dichiarato, tranquilla come un tre lire, che ci vuole “più solidarietà” per i migranti e per i paesi esteri.

E’ chiaro che, nel caso concreto, più solidarietà vuol dire più soldi del contribuente – e già per asilanti ed aiuti all’estero si spendono miliardi – nonché frontiere sempre più aperte, perché “devono entrare tutti”.

La dichiarazione della kompagna Sommaruga non è che la ratifica a posteriori di quanto la signora ha già fatto: ossia andare ad offrire, non si sa autorizzata da chi, ulteriore sostegno alla vicina Penisola. Più sostegno vuol dire che la Svizzera si farà carico di sempre più migranti, “su base volontaria, per dare l’esempio”. Domandina facile-facile: quanti asilanti ospita a casa propria la Consigliera federale $ocialista “su base volontaria e per dare l’esempio”?

In Spagna cifre irrisorie

Intanto che la Svizzera si appresta a togliere castagne migratorie dal fuoco al Belpaese facendo entrare sempre più finti rifugiati – e per tutto ringraziamento il sindaco di Lavena – Ponte Tresa ci tratta da delinquenti e sbrocca contro il Ticino – nei giorni sul portale Tio si poteva leggere il seguente passaggio relativo alla Spagna. “Nel 2016, stando a fonti dell’OIM, sono stati 18.000 i migranti (sic!) che sono riusciti ad entrare in territorio spagnolo. Numeri molto contenuti rispetto all’Italia e ad altri paesi europei affacciati sul Mediterraneo. Ciò succede anche perché, sulla rotta marittima spagnola, la marina riporta in Africa i migranti che vogliono raggiungere lo Stato iberico”. Invece il Bel Paese (e l’UE) non chiudono la rotta mediterranea, e la Penisola gli asilanti li va a prendere. Poi arriva la ministra bernese di turno a promettere “più sostegno” ai vicini a sud (e chi non ci sta è un becero razzista) nel gestire l’emergenza permanente. Perché gli svizzerotti devono “dare l’esempio”, ottenendo poi di farsi mettere i piedi in testa da tutti: forse bisogna “dare l’esempio” anche in questo.

Perché Sommaruga non dà l’esempio nel sostenere la volontà popolare, vedi 9 febbraio? Lì invece…

Lorenzo Quadri