I paggetti della SSR contro l’iniziativa No Billag

Anche la commissione del nazionale non ne vuole sapere di abolire il canone radiotv

 

Per l’iniziativa No Billag non ci sono state chance neanche nella commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio nazionale (CTT-N). L’iniziativa è stata respinta senza controprogetto, così come già accaduto agli Stati: sia nell’apposita commissione che nel plenum.

A disturbare è che nemmeno delle controproposte, anche moderate, abbiano ottenuto delle maggioranze. E sì che le opzioni erano sul tavolo. Nell’ordine: ridurre il gettito totale del canone di 100 milioni a 1,1 miliardi all’anno (tagli dell’8.5%); abbassare il canone a 350 Fr;  oppure a 200 (come chiedeva una petizione alcuni anni fa).

Ma nella CTT-N solo gli esponenti del gruppo Udc ed il verde liberale hanno dimostrato apertura alle proposte alternative. Da tutti gli altri, chiusura talebana. Compresi i liblab, i quali hanno “benedetto” il sistema attuale. Evidentemente, la casta sostiene compatta la propria emittente di servizio.

Posizioni estreme

L’iniziativa “No Billag” sarà forse estrema. Ma anche la posizione della SSR – e della Doris uregiatta che le regge indiscriminatamente la coda – lo è.

Non solo l’emittente di regime di rifiuta di rinunciare anche ad un solo centesimo delle sue entrate, ma vuole sempre di più. Infatti  gli introiti del canone radioTV aumentano con l’aumentare del numero delle economie domestiche (più gente che paga il canone). Quindi, in effetti, per la SSR “immigrazione uguale ricchezza”. Basti pensare che dal 2013 al 2016 le entrate del canone sono passate da 1,203 miliardi a 1,218. Ovvero, 15 milioncini in più, e scusate se sono pochi.

Vuole sempre di più

Sicché, qui c’è qualcuno che non solo incassa il canone più caro d’Europa, ma vuole sempre di più. Più soldi ma anche più attività, sottraendo risorse e spazi agli altri (ed in particolare agli organi d’informazione privati). Questo avviene con il supporto della partitocrazia, la quale puntella ad oltranza la sua emittente. Ovviamente, perché serve a propagandare le idee giuste.  Pro frontiere spalancate, pro immigrazione incontrollata, pro-establishment. E soprattutto sempre contro gli odiati “populisti”.

Senza dimenticare che l’emittente titilla l’ego dei politicanti tramite inviti a stracchi dibattiti televisivi; ed i politicanti ricambiano il tempo d’antenna (e le possibilità di autopromozione)  con il sostegno nei gremi opportuni. Do ut des! Mica si assumeranno atteggiamenti critici col rischio di non venire più invitati…

E intanto i cittadini, alla faccia del politikamente korrettissimo principio del “chi consuma paga” che ci viene propinato ad oltranza quando si tratta di introdurre nuovi balzelli, sono obbligati a pagare il canone più caro d’Europa, anche se non vogliono (o non possono) usufruire della prestazione che sono costretti ad acquistare. Il contrario del “chi consuma paga”, quindi.

Le consuete fregnacce

Anche nella Commissione del nazionale si sono sentite – guarda un po’: da $inistra – le sconce fregnacce sulla coesione nazionale e sulla democrazia che sarebbero messe in pericolo dall’iniziativa No Billag. Uhhh, cha pagüüüraaa! Come se la coesione nazionale e la democrazia fossero un’invenzione della SSR. Esistevano molto prima, ed esisteranno ancora quando la radioTV di Stato sarà scomparsa. Inoltre la SSR è semmai nociva alla democrazia, visto che, grazie alle tariffe pubblicitarie a prezzi dumping (possibili grazie alle entrate del canone), toglie risorse ad altri organi d’informazione.

I cittadini sono scemi?

Nel giugno 2015 metà della popolazione elvetica ha bocciato la nuova legge sulla radiotv. E’ quindi evidente che i cittadini non sono soddisfatti della SSR. Eppure la partitocrazia non vuole cambiare una virgola. Figuriamoci, non sono le prestazioni della SSR ad avere qualche problemino: sono, come al solito, i cittadini scemi che votano sbagliato. Doppiamente scemi se si tratta di ticinesi, visto che i costi della RSI sono superiori all’ammontare del canone prelevato dagli abitanti del nostro Cantone. Questa la geniale teoria della ministra delle telecomunicazioni. Brava Doris, tu sì che hai capito tutto! La casta ha sempre ragione mentre i votanti che la sconfessano sono degli idioti.  Avanti così, che vedrai le legnate nelle urne…

Bisognerà votare l’iniziativa

Visto che nemmeno le controproposte più moderate all’iniziativa No Billag passano, e visto che di continuare a dare sempre più risorse all’emittente di regime per fare propaganda pro-UE, pro-immigrazione scriteriata, pro-multikulti  e pro-frontiere spalancate non se ne parla nemmeno, non resta altro da fare che sostenere l’iniziativa No Billag. Così magari qualcuno, evidentemente colpito da deliri di onnipotenza, al punto arrogarsi il merito per l’esistenza della democrazia e della coesione nazionale in Svizzera (!), torna sulla terra.

Lorenzo Quadri