Un insulto a tutti i cittadini onesti di ogni età e nazionalità 

E intanto il bravo giovane straniero è ancora in Svizzera e costa al contribuente cifre fuori di testa

“Caso unico ed inconsueto”. Con questa storiella il direttore del Dipartimento di Giustizia del Canton Zurigo, il verde Martin Graf (il quale a occhio e croce deve essere come un’anguria, verde fuori ma rosso dentro) ha giustificato la vicenda Carlos, al centro nei giorni scorsi – e ci sarebbe mancato che non lo fosse  – di un’animata discussione nel parlamento cantonale.

Come noto “Carlos” è il nome fittizio usato per celare l’identità del giovane criminale straniero che ha cominciato a delinquere a 9 anni e il cui trattamento a cinque stelle costa(va) al contribuente 29mila fr al mese (adesso ne costa qualcuno in meno, ma neanche tanti): quindi praticamente 1000 Fr al giorno di denaro pubblico, dissipato per far fare la bella vita ad un criminale straniero con la scusa di “recuperarlo”; quando si sa benissimo che è un caso perso e quando a molti onesti svizzeri in difficoltà si tagliano sussidi per poche centinaia di franchi. Perché bisogna risparmiare.

 

Non recuperabile

Uno che ha cominciato a delinquere a 9 anni non è recuperabile e quindi, essendo straniero, va espulso dalla Svizzera. E, se qualche organizzazione internazionale ha qualcosa da dire, ci possono pensare queste organizzazioni a pagare i programmi di reinserimento “a cinque stelle”. E ovviamente anche ad ospitare, nelle ville e negli attici dei loro dirigenti (lo spazio di sicuro non manca) i giovani delinquenti stranieri che dovrebbero seguire questi programmi.

A proposito, come mai, visto che Carlos è diventato maggiorenne, non si pubblicano le sue vere generalità?

 “Unico” un piffero

Il caso Carlos è un vero e proprio insulto alle persone oneste di ogni età e nazionalità che lavorano e vivono in Svizzera. Quelle che devono andare a lavorare per guadagnarsi la pagnotta. Quelle che non possono permettersi di praticare tutto il giorno il loro hobby. Quelle che devono fare sacrifici per arrivare alla fine del mese. Ben dimostra cosa succede quando la giustizia viene lasciata a certe aree rosseggianti.

“Caso unico ed inconsueto” ha detto il consigliere di Stato Graf. Aggiungendo però subito che ce n’è anche un secondo. Ma come, non doveva essere unico? E’ forse opportuno ricordare che il bravo giovane straniero, quando la sua vicenda aveva già suscitato lo scandalo generale, è ancora stato mandato in una Spa di lusso olandese a trascorrere le vacanze. E, purtroppo per chi ha disposto l’ennesima presa per i fondelli, il caso è emerso in Olanda. Rendendo ancora una volta la Svizzera ed il suo patetico buonismo lo zimbello di tutti. La Svizzera, in nome del politikamente korretto, mantiene criminali stranieri a spese del contribuente a 29mila Fr al mese. Ma poi ci dobbiamo ancora sorbire accuse di razzismo e xenofobia a cui chi ci dovrebbe rappresentare nemmeno sa replicare.

Sistema bacato

Il caso di Carlos di sicuro non è unico. C’è almeno da sperare che sia inconsueto. Sempre il ministro anguria Graf (verde fuori, rosso dentro) davanti al parlamento del suo Cantone ha dichiarato: “sarebbe un peccato che una situazione insolita mettesse in cattiva luce tutto il sistema”. E’ il colmo. Un sistema che permette il crearsi di simili situazioni è bacato: si mette in cattiva luce da solo.

Visto poi che, tanto per fare un esempio in un altro Cantone, Arlind, che non è un delinquente, viene allontanato dalla Svizzera – giustamente, visto che gli sono state intimate 7 decisioni di lasciare il paese – non si vede perché lo stesso non possa accadere ad uno come Carlos.

Come c’era da attendersi, sul caso Carlos non è stata ordinata alcuna inchiesta amministrativa. Si è speso almeno un milione di Fr (soldi pubblici) per permettere ad un delinquente straniero di farsi i propri comodi. Ma, al di là del clamore mediatico, tutto finisce a tarallucci e vino. Nessuno dei responsabili perderà il posto. Contribuente di nuovo preso a pesci in faccia. E’ la $inistra, baby.

Lorenzo Quadri