Il deputato pro-frontalieri sbrocca

Ah beh, questa sì che ci mancava! Uno sconosciuto deputato pentastellato della fascia di confine italica, tale Niccolò Invidia (Invidia chi?),  ha pensato bene di mettersi a remenarla sulla campagna “Bala i ratt” reiterando le solite patetiche accuse di razzismo all’indirizzo di Lega dei Ticinesi ed Udc, definendo la campagna “una cazzata indefinibile” e farneticando che 65mila frontalieri sarebbero necessari al Ticino. 65mila frontalieri equivalgono ad un terzo della forza lavoro ticinese, ma questo “dettaglio” sembra sfuggire al “nostro”.

Ohibò, eccone un altro – dopo l’impareggiabile Lara Comi, che infatti si è ben presto fatta sentire, con le consuete ovvietà –  che si fa marketing con i frontalieri pensando di acquisire visibilità.
Per parafrasare questo sconosciuto deputato pentastellato: la storiella che il Ticino avrebbe bisogno di 65mila frontalieri sì che è una “cazzata indefinibile”. 30mila in meno sarebbero più che abbastanza.
Non contento, il parlamentare M5S si bulla di bloccare il nuovo accordo sulla fiscalità dei frontalieri: quindi vuole che i frontalieri continuino ad essere dei privilegiati fiscali, a discapito degli italiani che lavorano in patria: i suoi concittadini non frontalieri prendano nota.
Il signor Invidia racconta inoltra di non meglio precisate “nuove iniziative” che intraprenderà a tutela dei frontalieri (probabilmente nemmeno lui sa quali). Le nostre invece sono consolidate. Continueremo a batterci:

– per la preferenza indigena (Prima i nostri)
– per la fine della libera circolazione delle persone
– per il blocco dei ristorni dei frontalieri
– per l’introduzione di una tassa d’entrata per i frontalieri
– contro l’aberrante prospettiva che la Svizzera paghi le indennità di disoccupazione ai frontalieri come se fossero residenti.
Questo signor Invidia abiterà anche  – dichiara lui – a 10 minuti di macchina dal Ticino, ma della situazione nel nostro Cantone pare non aver  capito un tubo. Sembra non aver nemmeno compreso che i 65mila frontalieri sono solo quelli attivi in Ticino; non in tutta la Svizzera!

Delle due l’una: o finge di non capire perché così gli fa comodo, oppure non capisce proprio.

Magari ricordarsi ogni tanto grazie a chi questi 65mila hanno la pagnotta sul tavolo…

Lorenzo Quadri