Il leghista Lorenzo Quadri presidente della Deputazione ticinese alle Camere federali

“Il 2013 potrebbe essere un anno cruciale”

A partire da gennaio 2013, il leghista Lorenzo Quadri sarà per un anno presidente della Deputazione ticinese alle Camere federali.
L’anno 2013 potrebbe essere un anno importante per il Ticino…
«Certamente, la carne al fuoco è molta – risponde Quadri -. Solo per citare alcuni esempi, le trattative fiscali con l’Italia, che potrebbero avere conseguenze molto pesanti per la piazza finanziaria ticinese, anche sotto il profilo occupazionale, visto che l’attuale politica federale improntata al cedimento ad oltranza mette a rischio migliaia di posti di lavoro solo in Ticino. Ed i licenziamenti sono già cominciati. E’ quindi decisamente meglio nessun accordo che un cattivo accordo: e al momento si prospetta un cattivo accordo. Oppure tutta la tematica dei trasporti: il proseguimento a sud di Alptransit rimane avvolto nelle nebbie, ma sul tavolo c’è anche il dossier del completamento del traforo autostradale del San Gottardo, onde evitare al Ticino tre anni di isolamento a seguito dei lavori di risanamento, la creazione del “corridoio di 4 metri” alle gallerie ferroviarie anche sulle cosiddette “rampe d’accesso” italiane ad Alptransit, altrimenti il trasbordo strada-ferrovia non funziona. L’anno prossimo potrebbe rivelarsi cruciale per decisioni in questo ambito. Poi, naturalmente, ci sono tutti gli effetti negativi della libera circolazione delle persone in Ticino. Un tema su cui bisogna continuare a martellare a Berna, altrimenti nella capitale si va avanti con la farsa del “tout va bien, Madame la marquise”. Questo solo per citare alcuni esempi.
Come lavora la Deputazione ticinese alle Camere federali?
La Deputazione si incontra regolarmente, sia durante le sessioni parlamentari che al di fuori da esse, in questo caso le riunioni si tengono a Bellinzona. Durante queste riunioni la deputazione incontra il Consiglio di Stato per concordare le linee d’azione sui temi che maggiormente interessano il Ticino, ma anche esponenti di categorie, associazioni, eccetera. Ad esempio già dopo l’Epifania è in calendario una giornata con vari appuntamenti. A Berna, durante le sessioni, si organizzano incontri con alti funzionari federali o dirigenti di ex regie federali… di solito alle 7 del mattino a Palazzo federale, altrimenti diventa difficile trovare degli orari che vadano bene a tutti.
Com’è il clima di lavoro all’interno della Deputazione?
Mi pare che, al di là delle ovvie differenze dettate dalla diversa appartenenza partitica, il clima sia buono e, quando ci sono di mezzo gli interessi del Cantone, la Deputazione sa muoversi compatta. Certamente la Deputazione non alimenta il luogo comune del “Ticino Cantone litigioso”. Un luogo comune peraltro alimentato a Sud delle Alpi per tentare di colpevolizzare chi non è disposto ad adagiarsi passivamente sui dikat della partitocrazia.
Lei diventa presidente nell’anno in cui si tengono le elezioni comunali a Lugano…
Questa coincidenza è semplicemente frutto del caso.
Filippo Lombardi è stato nominato presidente del Consiglio degli Stati per l’anno 2013, una chance per il Cantone?
Certamente sì, c’è la possibilità di attirare l’attenzione della Berna federale sui problemi che più ci stanno a cuore, cosa che Filippo Lombardi certamente non mancherà di fare.
Come è stata vista a Berna la polemica che Belticino ha tentato di montare proprio sull’elezione di Lombardi?
Queste iniziative da parte di un gruppuscolo autoreferenziale di moralisti a senso unico ed in funzione partitica, a Berna non se le fila nessuno, malgrado i tentativi di giornalisti amici del citato gruppuscolo, che molto probabilmente sono stati contattati ed istruiti prima. Solo una collega PLR zurighese ci ha interpellati al proposito, ma dopo le spiegazioni ha capito benissimo che si tratta di squallida guerriglia partitica contro la Lega.
MDD

 

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