Il patetico circo della CORSI

Il triciclo PLR-PPD-P$$ si azzanna per spartirsi delle cadreghe che non contano un tubo

Si è consumato ieri, come da copione,  il grottesco circo con cui il solito triciclo PLR-PPD-P$$ si è spartito le cadreghe dell’inutile CORSI. La CORSI, ovvero la Società cooperativa per la radiotelevisione svizzera di lingua italiana, non serve proprio ad un tubo: è semplicemente una riserva di poltrone su cui i partiti piazzano i propri soldatini, senza che questi ultimi abbiano uno straccio di competenza in campo di media, e men che meno di media elettronici. L’unica competenza richiesta è la tessera del partito giusto.

Cadregopoli

L’ambientino del pomeriggio di ieri è stato ben descritto dal Corriere del Ticino online (organo PLR), da cui citiamo il seguente, significativo passaggio: “A poche ore dal rinnovo quadriennale delle cariche del Consiglio regionale e del Consiglio del pubblico, all’entrata degli studi RSI a Besso lo scambio di schedetra soci andava per la maggiore. Interi plichi di fogli passavano di mano in mano (particolarmente attivo il PLR)e fino all’ultimo i capi scuderia sono andati alla ricerca di soci a cui consegnare la seconda tessera già firmata, dal momento che ogni membro ne può rappresentare un altro”. 

Mentre sull’edizione cartacea si leggeva: “I partiti si spartiranno in larga misura le sedie (…)”.

Prendiamo atto che il PLR si è ancora distinto come partito delle cadreghe. E se lo dice perfino il “suo” quotidiano, ossia il Corriere, c’è da crederci…

Davvero allucinante la dichiarazione del PPD Gigio Pedrazzini, presidente della CORSI per esclusivi meriti partitici (evidentemente, il fatto che il figlio sia stato assunto alla RSI non ha alcun nesso con il ruolo paterno): “Noi uno strumento della politica? Una fake news”.Proprio vero che il ridicolo non uccide, sennò sai le stragi!

La CORSI è infatti esattamente uno strumento della partitocrazia cadregara nella sua peggiore manifestazione.  In più è tutta sbilanciata “à gauche”: oltre ai kompagni dichiarati, se c’è un PLR si tratta di un radikalchic, se c’è un PPD è un uregiatto di $inistra.

Documento indecente

Ieri nel circense carrozzone della CORSI sono dunque entrati, tra gli altri,  Pelin Kandemir, Nadia Ghisolfi, Giovanna Masoni, Laura Riget…: ad ulteriore conferma (anche pensando alla “fauna” già presente) che tutto l’esercizio altro non è che una gretta spartizione di seggiole tra politicanti che di radiotelevisione ne capiscono ancora meno del Gigi di Viganello.

Indecente il documento programmatico “discusso ma non votato” (avanti con prese per i fondelli!) con cui la CORSI, e quindi la partitocrazia, sogna di allungare ulteriormente i tentacoli sulla RSI. Ciò all’insegna, è ovvio, della propaganda di regime.

La Lega non ci sta

L’indignazione pelosa ed isterica sulla trasmissione “politicamente scorretto”, dunque, aveva il solo scopo di lanciare l’assalto alla diligenza ad opera dei soldatini del triciclo PLR-PPD-P$$.

Un’operazione ancora più deprimente se si pensa che la CORSI conta – e sempre conterà – meno del due di briscola. Ma forse qualcuno s’illude di essere “importante” solo perché ha potuto poggiare le ciapett su uno strapuntino di detta Cooperativa, e quindi non se ne è ancora accorto.

Da anni la Lega si è chiamata fuori da questo pietoso circo, dimissionando da tutti gli organi della CORSI. Perché non abbiamo alcuna intenzione di fungere da foglia di fico.

Promesse da marinaio

Intanto, tutte le promesse fatte prima della votazione sulla “criminale” iniziativa No Billag sono state miseramente rottamate. Il fronte del  “No critico”, ovvero la maggioranza dei cittadini, è stato preso per i fondelli senza vergogna. Ma di questo, nessun politicante si preoccupa più. L’importante è aggiudicarsi uno sgabello. Anche se non conta un tubo, sempre di sgabello si tratta, che diamine!

Lorenzo Quadri