Il PLR è un partito liberale? No, è un partito delle tasse!

La virata liblab in direzione del populismo climatico si fa sempre più grottesca

In occasione dell’assemblea di ieri, l’ex partitone è riuscito ad inserire nel proprio programma addirittura la tassa sui biglietti aerei! Quanti si rivoltano nella tomba?

Ormai il PLR è allo sbando, anche a livello nazionale. Letteralmente terrorizzato dal populismo climatico e dall’onda verde, sotto la sicura (?) guida della presidenta Petra Gössi, il partito sta inanellando una cappellata dietro l’altra. In pratica sta scopiazzando il programma elettorale dei Verdi (presunti) liberali, che è uguale a quello dei Verdi tout-court, che è uguale a quello dei ro$$i. Il tandem spalancatore di frontiere PLR-P$$ si rafforza!

Scopi di cadrega

L’improvviso risveglio ambientale del PLR ha solo fini cadregari in vista delle elezioni di ottobre: questo l’ha capito anche il Gigi di Viganello o di Gurtnellen. Non solo perché l’ex partitone dell’ambiente se ne è sempre impipato alla grande. Ma perché il PLR si fa schiacciare gli ordini da Economiesuisse, ovvero il club dei manager stranieridelle multinazionali! E tali personaggi, oltre a svendere la Svizzera alla fallita UE per ingrassarsi il già pingue portafoglio (del resto, essendo loro dei borsoni stranieri, cosa volete che gliene freghi della sovranità e dell’indipendenza del nostro Paese?) sono sensibili ad una sola tonalità di verde: quella del dollaro.

Al servizio dei ro$$i

Quindi, è perfettamente inutile che i liblab scrivano programmi elettorali farlocchi, che poi ovviamente non rispetteranno (passata la festa, gabbato lo santo) nell’illusione, vana, di salvare qualche voto! Ma davvero questi politicanti pensano che gli elettori svizzeri siano così fessi da cascarci?

Non serve essere dei grandi strateghi per capire che l’unico risultato che otterrà il PLR con l’improvvisa ed improvvida virata in direzione dell’isteria ambientale sarà quello di tirare la volata all’area ro$$overde, continuando a pubblicizzarne il cavallo di battaglia elettorale: ossia il populismo climatico. Dietro al quale, è chiaro, si nascondono interessi economici e politici che col clima c’entrano quanto il burro con la ferrovia.

Il populismo climatico è uno specchietto per le allodole per sdoganare il resto del programma dell’ammucchiata ro$$overde. In particolare le frontiere spalancate e l’asservimento della Svizzera ai balivi di Bruxelles, cominciando dalla sottoscrizione dello sconcio accordo quadro istituzionale.  Tutte cose che dal punto di vista ambientale sono semplicemente deleterie!

Inkazzature interne

Tornando all’ex partitone: la pacchiana svolta verde “contronatura” sta causando pesanti malumori interni. Ad esempio, la scorsa settimana sotto le cupole bernesi un – peraltro relativamente giovane – consigliere nazionale liberale doc, davanti ad una presa di posizione del suo partito su un tema economico, ha commentato tra i denti ma in modo da farsi comunque sentire: “Ah, credevo che ormai il partito parlasse solo di clima”.Certamente questo deputato non avrà apprezzato l’esito dell’assemblea PLR di ieri, che ha farcito ulteriormente il programma liblab di populismo ambientalista a buon mercato.

Anche la tassa sui voli!

E in quest’ambito il PLR l’ha fatta davvero fuori dal vaso. A dimostrazione che i vertici del partito hanno perso la bussola, è riuscito perfino ad esprimersi a favore dell’introduzione di una tassa sui biglietti aerei. Ormai siamo al copia-incolla dal P$; alla politica-Xerox in sprezzo del ridicolo e soprattutto in sprezzo dei tanto decanti principi liberali! Principi che evidentemente i “furono” liberali sono pronti a gettare nel water se in ballo ci sono delle CADREGHE.

Perché è chiaro: un PLR che inserisce nel proprio programma la tassa sui biglietti arei non è un partito liberale. E’ un partito delle tasse!

Di conseguenza, nell’ambito del nuovo corso (?), forse  è il caso di pensare a cambiare anche nome, vero Frau Gössi?

Lorenzo Quadri