Il prossimo attacco UE sarà ai nostri diritti popolari?

I camerieri di Bruxelles calano le braghe e si preparano a disarmare i cittadini onesti

Una cosa dovrebbe averla capita anche il Gigi di Viganello: quando i camerieri di Bruxelles in Consiglio federale parlano di “soluzione pragmatica” in relazione ai rapporti con la fallita Unione europea, intendono  una sola cosa: calata di braghe integrale e ad altezza caviglia. Perché è questo l’unico tipo di “soluzione pragmatica” che conoscono.

Squallore vergognoso

Così accade anche a proposito dalla famosa nuova normativa UE sulle armi. Questa normativa utilizza il pretesto del terrorismo islamico (sottolineare: islamico) per disarmare non già i jihadisti, bensì i cittadini onesti.

Una manovra di uno squallore vergognoso, naturalmente sempre contro il popolo: ma dai funzionarietti di Bruxelles ci si può solo attendere il peggio. Infatti non si è mai visto un terrorista islamico che per i suoi attentati utilizza delle armi legalmente registrate. Costoro, nei casi in cui si servono di armi di fuoco (ciò che avviene assai raramente perché i mezzi impiegati, come sappiamo, sono ben altri: dagli esplosivi fai da te ai camion ai coltelli) le acquistano sul mercato nero. Come fanno tutti i criminali, del resto. Mica le comprano alla luce del sole e declinando la propria identità.

Un favore al terrorismo

Accanirsi contro le armi legalmente detenute dai cittadini significa semmai fare un favore ai terroristi islamici, ed alla criminalità in generale, riducendo le possibilità dei cittadini di esercitare la legittima difesa in caso, ad esempio, di una rapina in casa. Il terrorismo diventa quindi la scusa, per la fallita UE, per colpire non già i seguaci dell’Isis, bensì i cittadini onesti. E’ evidente: la casta arraffona e spalancatrice di frontiere ha paura dei cittadini. Ed infatti li ha vessati in ogni modo.

Non si combatte il terrorismo disarmando i cittadini onesti. Il terrorismo si combatte con misure quali: frontiere chiuse, un calcio al fallimentare multikulti, espulsione dei musulmani radicalizzati, messa fuori legge delle loro associazioni, stop all’accoglienza di finti rifugiati in arrivo da paesi islamisti, divieto di finanziamenti esteri alle moschee, eccetera. Invece niente di tutto questo accade. Mentre il Giappone (grande!) in sei mesi ha accolto tre (!) domande d’asilo su quasi 8600, l’ Europa – Svizzera compresa – continua a “far entrare tutti”.

Scusa miserevole

La storiella della lotta al terrorismo è dunque una scusa miserevole. La realtà è che l’UE  vuole disarmare i suoi cittadini. Ed i camerieri di Bruxelles in CF sono subito scattano sull’attenti, da bravi soldatini. A partire, ovviamente, dalla ministra del “devono entrare tutti”, kompagna Simonetta Sommaruga, che per somma sfiga nazionale è la titolare di questo dossier. Osiamo sperare che nessuno pretenda di farci credere che codesta signora intende combattere il terrorismo islamico. Perché gli ridiamo  in faccia. Proprio lei, che non vuole nemmeno impedire i finanziamenti esteri alle moschee! Proprio lei, che non ne vuole sapere di vietare associazioni islamiste come “La vera religione”, già messe fuorilegge nei paesi vicini! Proprio lei, che ci porta in casa i finti rifugiati dal Belpaese (quanti  tra loro sono estremisti islamici?) perché “bisogna dare l’esempio” nell’aderire ai piani di ricollocamento! Proprio lei, che non vuole espellere i jihadisti nel caso questi criminali fossero in pericolo nel paese d’origine!

Limitazioni pesanti

Il governo bernese tenta di spacciare le imposizioni degli eurofalliti in materia di armi come questioncelle di poco conto, con conseguenze pratiche irrilevanti. Balle di Fra’ Luca. Le limitazioni ci saranno eccome. E saranno pesanti. Tanto per citarne alcune: il Consiglio federale nella sua posizione prevede la clausola del bisogno per l’acquisto di armi da fuoco e il divieto generalizzato di acquisto per una serie di altre armi, quali le armi lunghe semiautomatiche in grado di accettare caricatori con più di 10 colpi. In buona sostanza, quali armi lunghe, rimarrebbero legali solamente i fucili da caccia ed i vecchi moschetti della prima metà del secolo scorso.

Per il tiro sportivo, bisognerà dimostrare di essere iscritti ad una società di tiro o fornire prova di frequentare con regolarità il poligono di tiro. E chi non può più andarci, ad esempio perché è anziano? Si vedrà sequestrare le armi? Tutti propositi contrari alla tradizione ed alla legge svizzera, che il popolo elvetico ha già respinto in votazione popolare nel febbraio del 2011.

Sommaruga e compagnia cantante vogliono, per l’ennesima volta, permettere all’UE di imporci le sue leggi. Che sono contrarie alle nostre regole, alle nostre tradizioni ed anche alla volontà popolare. Oggi nel mirino (tanto per restare in tema) ci sono le armi; domani magari toccherà ai diritti popolari?

Sembra una barzelletta: paghiamo miliardi di coesione all’UE per permettere a Bruxelles di comandare in casa nostra. Ed è chiaro che, dovesse passare lo scempio disarmista ed antisvizzero partorito da Sommaruga & Co, questo non farà che spalancare le porte ad ulteriori invasioni di campo degli eurofunzionarietti in casa nostra. Ma per questa situazione ci sono dei precisi responsabili. Non si può certo pretendere di rimanere padroni in casa propria quando si è governati da personaggi evanescenti (per usare un eufemismo).

Se salta Schengen…

Come da copione, i sette scienziati tentano di imporre l’ennesima vergognosa ciofeca con il ricatto: essendo la nuova direttiva sulle armi parte degli acquis di Schengen, se non passa salta tutto il pacchetto – Schengen. Uhhhh, che pagüüüüraaaa! E allora? Se Schengen salta, stappiamo lo champagne!

Ormai noi svizzerotti siamo tra i pochi che continuano a mantenere le frontiere spalancate invece di ripristinare i controlli sistematici sul confine. Quindi siamo tra i pochi che continuano ad applicare i fallimentari accordi di Schengen. Perché i trattati internazionali che fanno entrare tutti non si toccano. Guai! Fare diversamente è becero razzismo! Naturalmente questi rimproveri ipocriti vengono mossi solo a noi. Che siamo il paese più accogliente di tutti e abbiamo il 25% di popolazione straniera, oltre ad un milione di doppi passaporti. Invece il Giappone fa entrare tre asilanti in sei mesi – e fa benissimo! – e nessuno osa fare un cip.

Unica speranza: il referendum

Sicché, Schengen è sacro e non si tocca. Quando però si tratta di procedere ai rimpatri-Dublino, invece, la musica cambia. Ad esempio, arrivano i legulei buonisti-coglionisti del Tribunale amministrativo federale a dire che non si può – sa po’ mia! – rinviare i finti rifugiati in Ungheria perché gli ungheresi brutti e cattivi sono troppo severi nel concedere l’accesso alle procedure d’asilo.

Le associazioni di tiro hanno annunciato il referendum contro l’ennesima imposizione di Bruxelles che vuole disarmare i cittadini onesti. C’è da sperare che siano pronte a lanciarlo. Non bisogna infatti illudersi che il triciclo PLR-PPD-P$$ alle Camere federali si opporrà ad un qualsivoglia Diktat UE! Figuriamoci: la partitocrazia seguirà servilmente i propri esponenti governativi. Solo il popolo potrà evitare l’ennesima vergogna.

Lorenzo Quadri