Ma guarda un po’: vuoi vedere che la Lega ed il Mattino AVEVANO RAGIONE??

Una rondine non fa primavera. Ma è comunque meglio che niente. Ed una rondine l’ha fatta volare nei giorni scorsi il Tribunale federale in materia di stranieri che arrivano in Svizzera per approfittare del nostro Stato sociale.

 Infatti il TF ha deciso l’espulsione di una donna, titolare di un permesso B, ma ciononostante finita a carico dell’assistenza. La donna era in Svizzera dal 2009, aveva però lavorato per un solo anno. Poi era andata in disoccupazione e in seguito, esaurita la disoccupazione, in assistenza. Già nel 2012, il servizio della popolazione del Canton Vaud aveva revocato il permesso B, e questo per un motivo a dir poco ovvio. Ossia che la donna, non avendo più un’occupazione, non adempiva più ai requisiti necessari per disporre di un permesso B.

La Corte cantonale aveva però annullato la decisione. Ma il Tribunale federale ha invece dato ragione al servizio della popolazione. Sicché la donna dovrà partire (si assisterà anche questa volta, come nel caso Arlind, alla mobilitazione strumentale di kompagni e $indakalisti rossi?).

 Il lungo periodo in disoccupazione lascia infatti presupporre che la donna  non sia in grado di trovare un’occupazione. Il suo comportamento, ha indicato il TF,  “tradisce l’intenzione di utilizzare la libera circolazione con finalità abusive”.

E in Ticino?

Questa decisione è molto interessante. Prima di tutto va notato che, alla base della sentenza del Tribunale federale, c’è una decisione dell’autorità cantonale vodese che ha stabilito che la cittadina straniera in assistenza titolare di un permesso B se ne deve andare.

Decisioni di questo tenore vengono prese anche in Ticino, e vengono prese in modo sistematico? Il fatto che – dai dati ufficiali divulgati di recente dal Consiglio di Stato – risulti che in questo ridente Cantone ci sono 300 persone titolari di un permesso B che però sono in assistenza, fa sorgere dei seri dubbi al proposito. C’è quindi il sospetto che la prassi ticinese sia (ingiustificatamente) più “ladina” rispetto a quella vodese. Se sì, perché? E come si posiziona il Ticino, per quel che riguarda il rigore con cui vengono trattate le domande d’assistenza depositate da titolari di permessi B?

Il nostro Cantone sconta a carissimo prezzo la devastante libera circolazione delle persone. E allora deve essere  di una severità esemplare nell’allontanare quelle persone che utilizzano la libera circolazione delle persone per mettersi a carico dello Stato sociale. Di conseguenza le richieste d’assistenza di persone con permesso B andrebbero rifiutate per partito preso.

O qualcuno forse si immagina che il cittadino elvetico, emigrato in un paese UE, che si trovasse in difficoltà potrebbe beneficiare di prestazioni sociali? Suvvia, è più o meno come credere a Gesù bambino!

Immigrazione nello Stato sociale

Del resto negli scorsi mesi i più importanti Stati membri UE hanno detto chiaramente che non intendono tollerare l’immigrazione nello stato sociale, pertanto i migranti che non lavorano verranno rapidamente rimandati a casa loro. E’ stato dato quindi un segnale chiaro. E ciononostante la Svizzera continua con il garantismo ad oltranza a mantenere tutti, perché bisogna necessariamente fare i primi della classe?

Come si diceva all’inizio, una rondine non fa primavera. Però  la sentenza del TF dà un segnale importante. E conferma che, per l’ennesima volta, la Lega ed il Mattino avevano ragione.

A questo punto la domanda al Consiglio di Stato può essere una sola. Alla luce di questo importante segnale giunto dalla nostra Corte suprema, si darà finalmente un giro di vite ai permessi B in assistenza o che beneficiano a vario titolo di prestazioni sociali?

Oppure si pensa di continuare a farsi prendere per i fondelli ad oltranza e poi magari di andare a tagliare sussidi (ad esempio per la riduzione del premio di cassa malati) ai ticinesi in difficoltà perché ci si accorge che bisogna risparmiare, e allora pagano sempre i soliti?

E’ evidente che non accettiamo alcuna riduzione degli aiuti sociali ai ticinesi per motivi di risparmio se prima non si sono azzerate le prestazioni sociali che vanno a titolari di permesso B dal momento che il presupposto per ottenere questo tipo di permesso è quello di mantenersi con le proprie risorse.

Lorenzo Quadri