In Ticino la cittadinanza svizzera è venduta ai saldi

Costi delle naturalizzazioni: il nostro Cantone è tra quelli più “convenienti”

 

Perché a Soletta il passaporto rosso costa 5000 Fr mentre a Lugano solo 2000?

Il costo di una naturalizzazione  varia da Cantone a Cantone e da Comune a Comune. In base alla nuova legge federale, la somma chiesta al candidato deve coprire le spese, ma non può servire per “fare cassetta”. A dire il vero, più che a fare cassetta – ciò che oltretutto potrebbe far venire “idee malsane” a qualche Comune – il costo potrebbe/dovrebbe semmai avere effetto deterrente. Per  sottolineare che, contrariamente a quanto sognano i $inistrati del P$ (Partito degli Stranieri) il passaporto non è solo un pezzo di carta.

Le cose però non stanno così.

Differenze significative

Le differenze nei costi delle naturalizzazioni sono importanti. Come spesso accade nel nostro sistema federalista, il costo totale è composto da una tariffa federale (uguale per tutti: 100 Fr per uno straniero maggiorenne, 50 per un minorenne, 75 a testa per i coniugi), da una cantonale (che varia da Cantone a Cantone) e da una Comunale (ogni Comune ha la sua). Quindi: non solo ci sono differenze importanti tra Cantoni, ma anche all’interno di uno stesso Cantone.

Un vero ginepraio in cui adesso intende intervenire Mr Prezzi. Era meglio se si occupava d’altro. Ad esempio, dei premi di cassa malati. Difficilmente infatti l’intervento del sorvegliante dei prezzi servirà ad aumentare i costi di naturalizzazione. Semmai servirà a farli scendere.

Ticino buon mercato

La tassa cantonale varia da 450 Fr del Canton Vaud (e ti pareva) ai 1500 di Friburgo. Il Ticino si situa nella fascia medio-bassa, ovvero 640 Fr. A Lugano, una pratica di naturalizzazione ordinaria costa, per la parte comunale, 1300 Fr, mentre una naturalizzazione agevolata 400. In caso ritiro della domanda di naturalizzazione, il richiedente viene comunque chiamato alla cassa: più è avanzata la procedura, più alto è il conto. Chi ritira la domanda dopo il rapporto commissionale, ad esempio, paga 1050 Fr.

A Lugano, tirando le somme, tra tassa federale, cantonale e comunale, diventare svizzeri costa sui 2000 Fr. Sarebbe possibile presentare un conto più salato? La risposta è sì. Basti pensare che a Soletta la fattura globale è di circa 5000 Fr: più del doppio! Anche nel Canton Friburgo il conto è più elevato che in Ticino. Il Cantone preleva una tassa di 1500 Fr; quasi 1000 franchetti in più di quella richiesta alle nostre latitudini.

“Sa pò”

La conclusione è scontata. Far pagare di più per l’ottenimento della cittadinanza svizzera, anche in Ticino, “sa pò”. Questo vale sia per il Cantone  che per i Comuni (ad esempio, Brissago chiede solo 450 Fr). Se a Soletta si pagano 5000 Fr, perché la stessa cifra non potrebbe essere riscossa anche a Lugano o a Bellinzona o in qualsiasi altro Comune ticinese? Le fotocopie solettesi sono forse stampate su carta con filigrana d’oro?

Svendite

Già il passaporto rosso viene (metaforicamente) svenduto tramite naturalizzazioni facili. Ossia naturalizzazioni di persone non integrate: perché “bisogna aprirsi”! E se qualcuno non ci sta, la cricca ro$$overde multikulti insorge e  si mette a starnazzare al razzismo ed al fascismo. Infatti, secondo la gauche-caviar, “il solo fatto che uno straniero abbia presentato domanda di naturalizzazione dimostra che è integrato”; ovvero: basta chiedere e si diventa svizzeri in automatico.

Non basta svendere il passaporto in senso metaforico. Adesso “scopriamo” che viene svenduto anche nel senso letterale del termine.

Intanto altrove…

Purtroppo non ci vuole il Mago Otelma per prevedere che l’intervento di Mr Prezzi non farà che peggiorare la situazione. Dovesse ottenere un qualche risultato, sarà quello di mettere (ulteriormente) ai saldi la cittadinanza svizzera. Sempre meglio!

E intanto che gli svizzerotti vengono accusati di xenofobia e razzismo da organismi internazionali che valgono meno di zero – e questo malgrado abbiamo il 25% di popolazione straniera e la metà “con passato migratorio” (in Ticino gli stranieri sono il 30% e c’è dunque ragione di credere che i cittadini “con passato migratorio” siano, a questo punto, la maggioranza) – in Giappone gli stranieri sono meno del 2% della popolazione. E nessuno fa un cip. Non sappiamo come funzionino le naturalizzazioni nel Paese del Sol Levante. Ma su una cosa siamo pronti a scommettere: “facili” non sono di sicuro!

Lorenzo Quadri